Priyanka Kapoor.

Non sono sicuro di riuscire a comporre un qualcosa di sensato, o di arrivare fino alla fine risultando pienamente comprensibile, ma ci provo.
Già tremendamente seccato dalla reclusione in casa dovuta alla cara amica influenza che si è ricordata anche di me, mi è bastato guardate la TV qualche minuto, giusto nel momento in cui passavano le notizie al Tg, per aumentare il senso di rabbia e insofferenza verso il mondo e le sue forme di vita a sembianza umana.

Come si può pensare che nel 2016, in cui ci riteniamo così avanzati, evoluti, colti, creatori di società progressiste, succeda che una ragazza sia costretta a togliersi la vita per riacquistarla?
Ah be in India.
Che cazzo vuol dire?
Solo perché una cultura come quella indiana reputa la donna un oggetto di scambio, non può essere addotta a giustificazione.

Come vi sentireste se da un momento all’altro vi venisse tolta la possibilità di vivere la vita che avete scelto?
Se da un giorno all’altro vi togliessero la possibilità di svolgere il vostro lavoro per un semplice capriccio egoistico?
Se all’improvviso non vi fosse più permesso di uscire di casa?
Se vi fosse tolta ogni libertà di vita sociale?
Se vi picchiassero perché non avete intenzione di sottostare a tutto questo?
Come vi sentireste?
Solo perché siete una donna che ha scelto un un bravo attore.

Un uomo che sa recitare la sua parte, sa lusingare, sa concedere tutte quelle attenzioni che posso convincere una donna a decidere di condividerci una vita.

Un uomo che una volta ottenuta la sua vagina, legata a lui davanti alle leggi umane e divine, getta la maschera e pretende di essere riconosciuto padrone e sovrano assoluto, severo ma poco illuminato.

Immaginate per un momento di essere quella donna, una ragazza di 25 anni, libera e indipendente, bella e molto conosciuta.

Immaginate un uomo che vi tolga tutto questo e che vi convinca a rinunciarvi mettendovi le mani addosso.

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Quanto potreste resistere?

Per quanto potreste sopportare?

Priyanka tre mesi.

Tre mesi di inferno, finiti domenica scorsa annodando lei stessa i nodi del cappio che l’avrebbe salvata.

Il suo corpo era nella casa diventata una prigione di violenza.

Ma lei, forse, ora è libera.

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