A Christmas Carol

“Cos’è il Natale se non un giorno in cui siam un anno più vecchi e neanche un’ora più ricchi?!”

(Ebenezer Scrooge)

Finalmente è arrivato, il Natale, quel magnifico periodo dell’anno, pieno di strade illuminate, gente che corre con enormi pacchi sgargianti caricati sulle braccia, le donne in pelliccia che sfilano maestose come zarine d’altri tempi. E finalmente ci facciamo la fatidica domanda:

“Son stato buono quest’anno?”

Naturalmente rispondiamo sempre Sì,  con alti e bassi certo, non siamo santi, ma nessuno si può definire cattivo, a parte Scrooge, Ebenezer Scrooge.

Ma veramente questo uomo è così cattivo come vediamo nei film? Recensioni2.H vi racconta il Canto di Natale.

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Illustrazioni di John Leech
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Charles Dickens

Redetto da Charles Dickens, (Charles John Huffam Dickens) famoso scrittore britannico di metà ‘800, considerato uno dei romanzieri più di spicco di tutti i tempi, che con i suoi scritti, oltre ad essere romanzi di fantasia indirizzati a tutte le genti, portavano sempre una sottile denuncia alla società del tempo; tra i più famosi abbiamo Oliver Twist, David Copperfield e Canto di Natale.

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Scrooge & Marley

A Christmas carol fu scritto nel 1843, è la più famosa novella tra i Libri di Natale scritti negli anni a seguire e considerata tra i più bei racconti del periodo natalizio giustappunto per i temi presi in considerazione.

La storia la conosciamo tutti: divisa in 5 “Strofe”narra di Ebenezer Scrooge, un ricco uomo londinese, avaro, egoista, cinico ed estremamente arrabbiato con il Natale che dopo una chiacchierata con il fantasma del defunto amico Jacob Marley, la notte della vigilia di natale (24 dicembre) riceve la visita di tre spiriti, rappresentazione dei Natali del Passato, Presente e Futuro che gli insegneranno il vero significato di questa festa.

Questa novella non è (passatemi il termine senza dar di matto) tanto famosa per essere di Dickens e men che meno di esser un libro, vero che nei film passa sempre il famoso “Tratto dalla novella ecc. ecc.”, ma quanti l’hanno mai letto? quanti possono dir che ciò che c’è sempre stato presentato è veramente ciò che la storia racconta?

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Patrick Stewart – 1999

In 173 anni di vita A Christmas Carol è stata riprodotto, reinterpretato, menzionato, e chi più ne ha più ne metta in 24 film, almeno per quelli che ho trovato navigando nell’etere (Festa in casa Muppet, S.O.S. fantasmi), in episodi di serie come Fame, Doctor Who, in fumetti (Lupo Alberto, Fables (DC Comics), Topolino, Batman), Lungometraggi animati (Mickey’s Christmas carol, Mister Magoo); insomma, questa storia sembra non poter morire, passare nel dimenticatoio per sempre, ma perché?

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Topolino – 1983

Tra i famosi Scrooge abbiamo avuto grandi volti come Patrick Stewart, Jim Carrey, Bill Murray, Barbie, Michael Caine, Linus, Daffy Duck, i Puffi e Paperon de’ Paperoni, praticamente una tappa che tutti i migliori devono passare.

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Jim Carrey – 2009
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Muppet & Michael Claine – 1992

Ognuno rappresentando la trama a modo suo, togliendo da una parte, mettendo dall’altra.

Come in A Christmas Carol del 1999 dove viene trattato in modo molto fedele la Strofa del Natale del presente con il viaggio tra i festeggianti e la festa in casa del nipote, anche se manca la scena “dell’indovinello”.

 

 

 

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Una luce abbagliante

C’è però una scena quasi mai trattata nei film e che probabilmente molti di voi non conoscono (ALERT SPOILER!!!!!)

Avviene durante il viaggio con lo Spirito del Natale presente e si vede una ormai anziana fidanzata (ex) di Scrooge con la sua nuova famiglia, lì il “povero d’animo”  Ebenezer inizia a capir cosa, negli anni dato il suo comportamento, ha allontanato sempre di più e perso per sempre.

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Personaggio più difficile da rappresentare è lo Spirito dei natali passati, descritto nella novella come un essere dalla forma indefinita, ma allo stesso tempo come un adulto nel corpo di un bambino che sprigiona una forte e calda luce dal capo (come un’aureola, ma senza mai citare direttamente la cristianità), neanche la versione del 2009 in CGI (letteralmente immagini generate al computer) è riuscita a ricreare uno spirito che soddisfi fedelmente la storia, in diverse rappresentazioni è addirittura una donna, legato ad una traduzione neutra in lingua originale.

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Bella come il sole!

Come ad esempio nella rappresentazione teatrale con ologrammi dove troviamo una fighissima Dolly Parton interpretare proprio questo spirito, di rosso vestita e bionda coronata, outfit usato nella pellicola  La più bella storia di Dickens  del 1970.

 

Spirito sempre azzeccato quello del Natale presente, identificato in un gigante dalla verde tunica orlata da pelliccia bianca (che sinceramente vorrei un sacco), con una corona di agrifogli e steli di ghiaccio, una folta barba ed un carattere ilare, insomma Babbo Natale.

Ma parliamo un attimino del protagonista, Ebenezer Scrooge, mal rappresentato alle volte, troppo cattivo, troppo malvagio. Vero che parliamo di un uomo che ama la solitudine, che non trova nel prossimo la mano che possa condurlo ed accompagnarlo, ma parliamo anche di un uomo che ha perso tutto: sbattuto fuori casa dal padre in tenere età si ritrova a vivere in collegio, passando i natali da solo, perde le persone a lui più care come la sorella e Marley, uniche anime che son riuscite ad arrivare al cuore di Scrooge, perde (perché si lasciano) la sua fidanzata.

La novella di Dickens ci insegna che dobbiamo aprire i nostri cuori, donarci e donare come fa alla fine Scrooge, ma anche a capire gli altri, ad aver la pazienza e perseverare in ciò che crediamo giusto, come il nipote di Scrooge, Fred, personaggio che, nei film, riesce sempre a prendere un posto importante, per le parole che dice e le azione che lo manovrano nel pieno spirito natalizio che lui porta tutto l’anno.

Impariamo a vedere oltre alle maschere che gli altri ci mostrano, impariamo ad allungare la mano dando un po’ di luce nell’oscurità del prossimo.

Buon Natale e che Dio ci benedica tutti quanti,

DanyWolfy

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