/A trent’anni dalla Section 28, il progresso della comunità LGBT+ inglese

A trent’anni dalla Section 28, il progresso della comunità LGBT+ inglese

“Si insegna ai bambini a cui dovrebbero essere insegnati i valori morali tradizionali che hanno il diritto inalienabile di essere gay. A questi bambini si sta rubando una partenza sicura nella vita.” Queste le parole di Margaret Thatcher a supporto della Section 28, un articolo del 1988 che rendeva illegale “la promozione dell’omosessualità” da parte delle autorità locali e “la promozione o l’insegnamento in una qualsiasi scuola pubblica dell’accettazione dell’omosessualità, relazione familiare finta”; de facto prevedeva la chiusura di club lgbt+ nelle scuole, il bando della letteratura lgbt+ dai programmi e l’impossibilità per gli insegnanti di fare coming out, a costo di perdere il posto di lavoro, e di parlare della comunità e di qualsiasi questione ad essa collegata, compresa l’epidemia di AIDS che dilagava proprio in quegli anni.

L’articolo fu un passo indietro per il Regno Unito, che poteva già vantare non soltanto la decriminalizzazione dell’omosessualità e il riconoscimento del cambio di genere, ma anche il primo parlamentare apertamente gay e ciò fu dimostrato dalle numerosissime proteste che si tennero, dall’irruzione alla BBC di un gruppo di attiviste lesbiche alle proteste davanti alla Camera dei Lord all’opposizione del partito laburista in Parlamento, alla nascita di gruppi come Stonewall fino al coming out di personaggi pubblici Ian McKellen e Michael Cashman.

A 30 anni dalla sua entrata in vigore (il 24/05/1988) il Regno Unito è guidato da un primo ministro, Theresa May, dello stesso partito della Thatcher, i Tories (tra cui David Cameron, che si è scusato ufficialmente a nome del partito nel 2013), che ai tempi non solo si espresse favorevole all’articolo, ma votò anche contro la pari età del consenso, l’adozione da parte di coppie gay e si astenne dal voto sul Gender Recognition Act, che consente di cambiare legalmente il proprio genere.

Nell’ultimo anno, però, Theresa May ha più volte tentato di cambiare rotta, battendosi, pur moderatamente, per alcune questioni care alla comunità, come leggi contro la discriminazione, in un Regno Unito dove una proposta come quella della Section 28 non passerebbe mai.

Nonostante nessuno fu perseguito fino all’abrogazione nel 2003 (2000 per la Scozia), la Section 28 creò un clima di omofobia e transfobia che ancora fatica a lasciare l’istruzione inglese, con un reportage del 2017 dell’organizzazione inglese Stonewall il quale ha rivelato che il 45% degli studenti lgbt+ inglesi sono vittime di bullismo.

Il Regno Unito ha visto un incredibile progresso in materia dal 2000, anche se rimane ancora molta strada, soprattutto per i diritti della comunità trans*, ma ancora moltissimi paesi in tutto il mondo non stanno migliorando o anzi peggiorano, come la Russia, le cui leggi omofobe sono state comparate alla Section 28, ma che al momento sono la giustificazione di continue violenze.