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Alex e Luca: insieme anche nell’ultimo saluto

Dove non arrivano le leggi e la morale dei bigotti arriva il buonsenso di due famiglie.

Alex e Luca erano due studenti ventunenni, ma prima di tutto erano una coppia. Si sono amati per circa un anno, fino a quando è arrivata la morte a portarli via dalle loro vite. Si trovavano in una villetta di montagna a Ferrara di Monte Baldo, nel veronese, dove stavano trascorrendo le vacanze di Natale in compagnia di due amiche. Secondo le indagini svolte dai Carabinieri, nonostante la presenza di una stufetta elettrica, la coppia ha preferito utilizzare le braci del camino, riporle in un secchio di ferro e portarsele in camera al primo piano, chiudendo la porta. Causa della morte dei due giovani ragazzi sono state, quindi, le esalazioni di monossidio di carbonio. Le due ragazze che si trovavano nella villetta con Alex e Luca, invece, hanno utilizzato un diverso apparecchio e si sono salvate. Un’imprudenza che è costata la vita ai giovani vicentini.

In questa triste storia di dolore colpisce, però, l’atteggiamento avuto dalle famiglie. Nonostante il comprensibile stato d’animo, hanno chiesto che i due fossero salutati in un rito in comune. Così hanno chiesto e ottenuto ai parroci dei rispettivi paesi di provenienza, Bagnolo di Lonigo per Luca, e San Bortolo di Arzignano per Alex, l’autorizzazione a celebrare esequie comuni. La Diocesi di Vicenza ha approvato la scelta delle famiglie, facendo prevalere i sentimenti su qualsiasi altro tema.

Quella di Alex e Luca è una vicenda che colpisce, perché siamo talmente abituati a vedere messe in secondo piano le relazioni omosessuali, da aspettarci le solite frasi di circostanza. Non sono rari i casi in cui, durante la celebrazione dei funerali, il compagno di un ragazzo sia definito “amico”. Invece questa volta è andata diversamente e lo stesso don Roberto Castegnaro, chiamato a celebrare il rito nella chiesa di Arzignano (Vicenza), a spiegare il suo punto di vista in merito: “Vivremo la triste giornata di domani come il saluto a due ragazzi giovani morti in montagna. Non ho conosciuto Luca e Alex, sono qui da poco e ho cinque parrocchie da gestire. Ho accettato di tenere la funzione e solo dopo ho saputo che si trattasse di una coppia omosessuale, ma per me non cambia nulla”.

Ad accogliere i feretri, uno in legno di noce e l’altro bianco, entrambi coperti da rose bianche e gialle, i numerosi amici di Alex e Luca.

Nell’omelia, don Roberto Castegnero ha detto: «Con i loro occhi e con le loro mani, Alex e Luca sentivano ed esprimevano il profondo del loro essere. Luca e Alex ci invitano a cantare assieme a loro, il nostro saluto di oggi è in realtà un arrivederci». Tuttavia, nel corso della celebrazione non è stato fatto alcuno specifico riferimento al sentimento che univa i due ragazzi. Le famiglie hanno poi chiesto che non fosse data lettura pubblica dei messaggi che alcuni amici avevano preparato, ma che fossero raccolti in un cesto consegnato ai genitori.

A lasciare un leggero amaro in bocca è, però, il silenzio dei nostri media che non hanno raccontato questa storia bella, seppur dolorosa, di due famiglie che hanno scelto di rispettare l’amore che legava i loro figli e che ci piace immaginare continuerà anche oltre questa vita. Non è stato raccontato neanche questa apertura della Chiesa, che ha accolto una coppia omosessuale, senza la solita ipocrisia.