Atene, strappata la bandiera arcobaleno e dato fuoco ad un centro di controllo HIV

Ad Atene è stato dato fuoco al checkpoint del quartiere di Monastiraki di Atene, centro di sostegno ed aiuto per le persone LGBT+ sieropositive, in un attacco di matrice omofoba.

Secondo la ricostruzione i colpevoli, sulla cui identità non si sa ancora nulla, avrebbero fatto irruzione dal balcone del primo piano e sparso benzina in tutti i locali, dopo aver tolto la bandiera arcobaleno dal tetto ed averla strappata, appiccando poi il fuoco che avrebbe presto distrutto il locale: l’intervento quasi immediato dei Vigili del Fuoco ha impedito che le fiamme si spargessero alle abitazioni vicine, ma non che il centro divenisse inagibile, distruggendo tutto al suo interno se non i dispositivi diagnostici per l’HIV e i preservativi che si trovavano in un deposito indipendente non raggiunto dal fuoco.

Il centro offre un programma di prevenzione, esegue test periodici contro l’HIV (circa 100 000 annuali, confermando un 30% di nuovi casi ogni anno) e supporta chiunque sia venuto in contatto con il virus dell’HIV ed è gestito da volontari di Positive Voice, supportati dal gruppo Ahf Europe: volontari che hanno già fatto fronte al problema dell’inagibilità degli spazi allestendo un centro esterno temporaneo per continuare nel loro sostegno della comunità.

“Non abbiamo perso neanche un appuntamento martedì mattina, il nostro van era subito avanti all’edificio. Abbiamo liberato uno spazio negli uffici di Positive Voice e lo abbiamo trasformato in una sala esami di Checkpoint, per fortuna è vicino” ha commentato Antonis Papazoglou, il responsabile dell’emancipazione di Positive Voice, esprimendo anche il suo orgoglio nella risposta della comunità LGBT+ locale alla notizia, “Sono stato sorpreso dalla calma, dalla resilienza e dalla determinazione dei gay. Non c’era isteria, non c’era panico. Hanno solo abbassato la testa e … continuato a lavorare come se nulla fosse successo. È bello far parte di chi fa il proprio lavoro così efficientemente.

Al momento si pensa che i danni potrebbero superare i €100 000 e si sospetta che la causa sia la bandiera che avevano appeso al tetto del locale solo poche settimane prima, e che aveva causato reazioni diverse, tra cui molti che si fermavano ad osservarla ed altrettanti commenti negativi, a volte anche violenti.

“È abbastanza ovvio che il problema fosse la bandiera, ma siamo colpiti dallo sforzo che hanno dovuto fare per riuscire nell’impresa che hanno commesso. Hanno dovuto scalare il balcone e rompere le imposte per entrare” ha dichiarato Papazoglou

Negli ultimi anni la visibilità della comunità LGBT+ in Grecia è aumentata esponenzialmente, ma questo la ha resa principalmente vittima di attacchi sempre più violenti da parte della destra e della chiesa ortodossa, con un aumento dei crimini d’odio e della retorica omotransfobica.

La comunità greca, però, non si fa spaventare, come ha commentato Vassilis Thanopoulos, caporedattore della rivista Antivirus:

“La comunità LGBT+ in Grecia si sente più emancipata e libera di rivendicare i diritti che si meritano. Nonostante siamo all’inizio di questo viaggio, le leggi, gli eventi organizzati dagli attivisti e il Pride hanno fatto molto per l’accettazione sociale. Tuttavia, la Grecia, come il resto dell’Europa, si trova in un’era socio-politica con estremisti di destra e fascisti che predicano paura e lotta contro il diverso in toto, che a volte comporta problemi di sicurezza e riflessi sociali. L’assassinio di Zack Kostopoulos ne è un esempio. [La bandiera arcobaleno] non è stata posta lì senza paura, ho messo una bandiera sul mio balcone, che si affaccia su una piazza molto frequentata ed ho paura e non ne dovrei avere. Alla fine di tutto la stiamo alzando perché la gente deve sapere che le persone LGBTI esistono.”

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