Attacco omofobo a Marsala, ragazza picchiata perché ritenuta lesbica

L’ultimo caso di violenza omofoba in Italia arriva da Marsala, dove sabato scorso alle due di notte una ragazza è stata violentemente aggredita da un gruppo di giovani per il suo aspetto: la denuncia arriva dall’amica Cristina, l’unica ad essere intervenuta a favore dell’amica nonostante la folla che si era creata attorno a loro.

Un uomo ha approcciato la vittima, facendo una battuta e lei lo ha invitato a smettere, a quel punto sarebbe stata accerchiata da un gruppo di ragazzi e picchiata.

“Tre o quattro ragazzi hanno picchiato una donna, una mia amica.” – racconta Cristina su Facebook – “L’hanno spinta, presa a calci e pugni in faccia mentre gli (sic) chiedevano se era maschio o femmina o cosa aveva tra le gambe. […]

“La mia amica è stata picchiata solo perché non si avvicina agli standard dell’immaginario maschile, per una felpa troppo grande o i capelli troppo corti. Ero l’unica a difenderla e chiedevo di lasciarla stare, di smetterla. Una donna alle mie spalle mi tira un colpo, mi accascio a terra, e mi trascina prendendomi per i capelli”.

Attorno alla scena si crea una folla, “saranno state una ventina”, ma nessuno interviene a favore delle due ragazze, “nessuno ci ha difese. Nessuno, né donne né uomini presenti ha messo fine a questa aggressione vergognosa”, ed invece si sono subito allontanati all’annuncio dell’arrivo delle forze dell’ordine.

“Quei 3 o 4 uomini che hanno picchiato una donna hanno accresciuto di tanto la vostra virilità? Vi siete sentiti più uomini, più forti, più cosa? E voi, soprattutto voi 30 che avete assistito, guardato e non avete mosso un dito. Quando siete tornati a casa, quando oggi vi siete seduti a tavole con le vostre mamme e le vostre sorelle, avete un po’ pensato che al posto mio e della mia amica avrebbero potuto esserci loro?”.

La vittima ha riportato traumi al cranio, al torace e agli arti inferiori. Sia la vittima che l’amica hanno deciso di rivolgersi alle autorità per sporgere denuncia: “Io non ho paura. Ho paura del modo in cui l’hanno fatto può darsi, ma non di questa gente. Io sto aspettando i referti medici e contemporaneamente scatterà la denuncia. L’altra ragazza che era con me ha già denunciato” ha infatti dichiarato Cristina. Le ragazze saranno aiutate dall’Arcigay locale che ha offerto loro assistenza legale gratuita.

Questo l’ennesimo attacco omotransfobico in un’Italia in cui i crimini d’odio sono ormai quasi all’ordine del giorno.

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