468x80 Beach
Neon Signs
Neon Signs

Bisessualità: perché non parliamo di bi-affetività?

La bisessualità tra orientamento e comportamento sessuale: alcuni miti da sfatare 

Non stare con un bisessuale. Starà con te per togliersi lo sfizio e poi si rimetterà con una donna.

E’ il principale ammonimento che si rivolge a un amico, o un’amica, che ha intrapreso una frequentazione con un partner che si autodefinisce bisessuale. Come se un bisessuale fosse geneticamente incapace di provare affetto, amore o condurre una relazione monogama con una persona del proprio sesso. Come se l’etichetta “bisessuale ” fosse solo un lasciapassare per concedersi qualsiasi tipo di svago, fare liberamente quello che si vuole col corpo di chi si vuole (come se servisse essere bisessuali per svincolarsi da alcune costrizioni culturali e sociali.)

bisessualitàCome a sottolineare una diffusa mis-conoscenza della diversità che intercorre tra i termini “comportamento sessuale” e “orientamento sessuale”.

Questo accade perché, nella realtà etero come (e anche di più) in quella gay, la bisessualità resta ancora oggi un tabù, una variante dell’affettività umana ancora “invisibile” – o forse da nascondere. Insomma, arriva un momento in cui devi pur scegliere da che parte stare! E così nella comunità LGBT si ricrea quella bizzarra dinamica per la quale tutto debba essere distinto, netto, binario, bianco o nero: un po’ come capita(va) tra femminile e maschile nella società etero-normata.

Eppure un recente studio ad opera della San Francisco Human Rights Commission ha svelato che il numero di persone che si autodefiniscono bisessuali è in aumento (specialmente tra le donne) e ad oggi supera quello di coloro che si dichiarano gay/lesbica al 100% senza trucco e senza inganno.
Non lo sapevate.
Ma non ve ne faccio una colpa.

Voglio dire, non scegliere per la nostra società risulta ancora oggi un comportamento sospetto. E dunque neghiamo la bisessualità, considerando la mancata “scelta” di per sé una “colpa” da sanare e il comportamento bisessuale solo una fase di passaggio o una maschera per chi teme di dichiarare la propria omosessualità. L’altra “accusa” è quella di essere una persona poco fedele, promiscua e quindi, per una sorta di bizzarra proprietà transitiva, poco degna di fiducia.

bisex (1)I pregiudizi che girano intorno alla bisessualità, però, vanno oltretutto ciò. Ricapitolando, fino a qui si è detto della necessità di definire tutto, e che quindi in conclusione o sei etero o sei gay, oppure menti. Presuntuoso, non trovate? Credere che qualcuno che parli tranquillamente del rapporto sessuale che la sera prima ha avuto con un ragazzo che sta frequentando farebbe fatica a dichiararsi apertamente gay, dico. La bisessualità non è in alcun modo da considerarsi come una fase di passaggio, transitoria. Anzi, questa affermazione è anche scientificamente inaccurata – per quanto in alcuni casi possa essere vero che un ragazzo o una ragazza faccia coming out con se stesso prima come bisessuale e solo in un secondo momento come esclusivamente omosessuale. Non a caso, tra i molti studi, nella Scala Kinsey “esclusivamente omosessuale” e “esclusivamente eterosessuale” sono separati da un intervallo molto grande, nel quale ricade la maggior parte della popolazione.

bisexUn altro pregiudizio è che la bisessualità sia più naturale e accettabile nelle donne. Per me è no. Questa affermazione nasconde due scorciatoie mentali, facili e troglodite. La prima è quella che continua ancora oggi a ritenere il comportamento sessuale libertino di una donna una mera scelta politica e culturale, influenzata da reminescenze sessantottine e dalla invadente cultura pop. La seconda è dovuta, invece, alla visione ancora maschilista e sessista della nostra società, che ritiene che le donne siano bisessuali per il compiacimento voyeuristico e sessuale degli uomini, poiché l’idea provocherebbe nel maschio medio eterosessuale un particolare eccitamento.

Poi c’è la storia che i bisessuali siano più promiscui e meno fedeli, perché hanno di fatto il doppio delle possibilità di tradire. Che ve lo devo dire io che l’indole monogama e la capacità di restare fedeli non dipende dall’orientamento sessuale ma dal tipo di persona? Nessuna relazione è mai sicura al cento per cento.

L’ultimo mito da sfatare in materia di bisessualità è tipico della comunità omosessuale. Gay e lesbiche ritengono i bisessuali meno meritevoli di sventolare la bandiera del vittimismo quando si parla di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, poiché loro sarebbero liberi di scegliere di vivere una vita “normale” al fianco di una persona dell’altro sesso. Come se si potesse scegliere di chi innamorarsi.

A tal proposito mi sorge una domanda. Ma cari amici bisessuali, voi vi sentite parte della comunità omosessuale? Volete essere la B di LGBT o vi ci hanno forzato dentro?

E per quanto riguarda la frase di apertura di questo articolo, per avere una relazione con una persona bisessuale c’è un piccolo vademecum di regole da non dimenticare. Ma ne parliamo la settimana prossima.

Ban IT Mobile - 300x50 Générique
Ban IT 728x90 Générique