Boston, proposta l’organizzazione di uno “Straight Pride”

Un gruppo di tre uomini ha richiesto alla città di Boston la possibilità di organizzare una “Straight Pride”, una parata “per i diritti della comunità etero” con bandiere, poster e Brad Pitt come mascotte.

L’evento è stato annunciato con un post di Facebook di uno dei tre membri del gruppo Super Happy Fun America, indicativamente in data 31 agosto, e seguirebbe lo stesso percorso che seguirà il Boston Pride l’8 giugno (da Copley Square alla City Hall Plaza) con le stesse procedure di sicurezza, quali la chiusura delle strade ed il permesso per veicoli e carri, per poi concludersi con l’innalzamento di una “bandiera dell’orgoglio etero” e la lettura di alcuni discorsi. Per quanto è improbabile che l’evento si tenga effettivamente, non soltanto la città è stata contattata per l’organizzazione ma, al rifiuto dei permessi, a detta di Mark Sahady, uno dei tre, è stata anche inoltrata una lamentela per discriminazione.

“Siamo delusi che l’amministrazione del sindaco Martin J. Walsh abbia scelto l’odio e la discriminazione” aveva commentato Shady in un post del 20 aprile, a seguito del rifiuto “Per questo, abbiamo deciso di lanciare una campagna per educare il pubblico, i politici e gli impiegati pubblici sulla comunità etero e i problemi singolari che affrontiamo. Siamo convinti che una parata sarebbe il modo migliore per promuovere la nostra comunità e la sua storia, cultura ed identità unica”.

Sahady avrebbe anche affermato che il comune, a seguito della lamentela, avrebbe deciso al fine di collaborare con loro sulla parata, ma la voce è stata smentita dal comune.

Per quanto la notizia dell’evento in sé abbia portato con sé reazioni tanto critiche quanto divertite, pare che, a detta del gruppo stesso, la proposta non sia scherzosa, anzi si tratta di un gruppo di estrema destra convinto dell’oppressione degli eterosessuali.

“Ci stiamo battendo contro un sindaco di estrema sinistra che sta tentando di portarci via il nostro diritto ad una parata” ha commentato John Hugo, presidente dell’organizzazione, a detta del sito web, e candidato repubblicano alle elezioni per il Congresso del 2018, perse contro il candidato democratico Katherine Clark. Sahady, invece, farebbe parte del gruppo Resist Marxism, dai fini sconosciuti. Il terzo membro, invece, è Chris Bartley, “ambasciatore gay”, che avrebbe deciso di entrare a far parte del gruppo dopo essere stato, a sua detta, cacciato da alcuni gruppi di difesa dei diritti LGBT+ “per aver sostenuto che le persone etero meritino che gli siano concessi gli stessi diritti dei gay”.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *