Brasile, deputato gay in esilio volontario dopo minacce di morte

Jean Wyllys, deputato brasiliano apertamente gay, ha lasciato il proprio ruolo nel Congresso ed il paese a seguito del repentino aumento delle minacce di morte contro di lui dall’elezione di Bolsonaro.

Il politico di sinistra, 44enne, ha sempre convissuto con le minacce e gli attacchi omofobi, ma dall’assassinio della collega ed alleata Marielle Franco, deputata apertamente lesbica, a marzo dell’anno scorso, è sempre stato accompagnato da una scorta ed ha viaggiato in auto blindata; avrebbe preso la decisione dell’esilio volontario a seguito di una conversazione con il presidente dell’Uruguay, Jose Mujica, che lo avrebbe avvertito che “i martiri non sono eroi”.

“È esattamente questo. Non voglio sacrificarmi. Per il futuro di questa causa, devo rimanere vivo. Non voglio essere un martire, voglio vivere” è stata la risposta di Wyllys.

L’assassinio dell’alleata gli avrebbe fatto realizzare la serietà della sua situazione.

Dopo aver pubblicato la notizia, ha voluto assicurare i suoi sostenitori, scrivendo su Twitter che “preservare una vita in pericolo è anche una strategia per combattere per giorni migliori. Abbiamo fatto molto per il bene comune, e faremo molto di più quando arriverà un nuovo tempo, indipendentemente da ciò che facciamo con altri mezzi. Vi ringrazio tutti di cuore”.

Ha anche parlato della difficoltà di prendere la decisione di lasciare il paese, e quindi lasciare amici, parenti, luoghi a lui cari e persone che lo hanno supportato per anni: Wyllys infatti ha mantenuto un seggio al Parlamento dal 2011, per tre mandati, dopo aver conquistato il pubblico arrivando in finale nella quinta stagione del Grande Fratello Brasile nel 2005, utilizzando la visibilità per fare attivismo per i diritti della comunità LGBT+.

Ha rivelato che all’estero si dedicherà agli studi per prendere un dottorato, ma non ha voluto rivelare in quale paese vivrà per motivi di sicurezza.

Molti avevano ipotizzato che il motivo del suo esilio volontario fosse la recente elezione del conservatore, violento ed apertamente omofobo Jair Bolsonaro, con cui i rapporti sono sempre stati tesi: “mi ha sempre diffamato, mi ha insultato apertamente, ha sempre usato l’omofobia contro di me” ha infatti detto il deputato di lui, ma ha anche specificato che la motivazione non è stata questa, bensì l’aumento della violenza contro la comunità LGBT+ in Brasile dalla sua elezione.

“Ho visto la mia reputazione distrutta da menzogne ed ero impotente, incapace di fare una qualsiasi cosa. Le persone non sanno cosa significa essere preso di mira. Non posso rimanere nel mio paese … senza essere insultato da persone che pensano che sia un pedofilo, che voglia ‘omosessualizzare’ i bambini.

“Questa violenza politica che si è stabilita nel nostro paese passerà”, ma probabilmente non sotto la presidenza di Bolsonaro “Non ho aspettative positive riguardo questo governo. Il livello di violenza contro le minoranze è aumentato drasticamente da quando è stato eletto”. La risposta del presidente a questa seria svolta per la politica del paese è stato semplicemente “oggi è un buon giorno” seguito dall’emoji del pollice in su.

L’ora ex-deputato, spesso descritto dai commentatori come l’Harvey Milk brasiliano, non pensa di tornare più in Brasile e sarà sostituito da David Miranda, anch’egli apertamente gay.

“Controlla le tue emozioni. Una persona LGBT sta lasciando, ma un’altra sta entrando. Ci vediamo a Brasília” ha infatti risposto Miranda al tweet di Bolsonaro.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *