Bulgaria, riconosciuto per la prima volta matrimonio tra due donne contratto all’estero

Un tribunale in Bulgaria, Paese che non riconosce né le unioni civili né il matrimonio egualitario, ha riconosciuto per la prima volta il matrimonio tra due persone dello stesso sesso contratto all’estero.

La coppia, Cristina Palma, di origine australiane, e Mariama Dialo, francese, si era sposata in Francia nel 2016 dopo quindici anni insieme e si era trasferita in Bulgaria: dopo due anni dall’iniziale richiesta per la residenza bulgara da parte di Palma, respinta perché il matrimonio non era considerato valido, sono riuscite a vincere la battaglia legale, facendo archiviare l’appello presentato dai funzionari governativi, rendendolo un precedente giuridico. Non sarà possibile presentare un ulteriore ricorso.

 Secondo le avvocate della coppia, Denitsa Lyubenova e Veneta Limberova, del gruppo per i diritti LGBT+ Deystvie, la sentenza potrebbe diventare essenziale nella lotta alla legalizzazione del matrimonio egualitario.

“La Bulgaria ha ancora molta strada da percorrere prima di ottenere la totale eguaglianza matrimoniale, ma siamo sulla strada giusta. Ora dobbiamo lavorare con il Dipartimento per la Migrazione per evitare che manipolino altre persone e si rifiutino di accettare la loro richiesta di residenza unicamente sulla base delle loro politiche discriminatorie”.

A seguito della sentenza la coppia ha ringraziato tutti coloro i quali le avesse supportate:

“Non possiamo più trattenere le nostre lacrime. La giustizia è prevalsa e le coppie omosessuali sono ora le benvenute in Bulgaria. Amiamo tantissimo questo paese e ci ha dato più di quanto non ci aspettassimo. Le persone sono state affettuose, solidali e ci hanno fatto sentire parte di una famiglia in tantissimi modi”.

Hanno poi dedicato la loro vittoria “a tutti i nostri amici e alla nostra famiglia, e a tutti i giovani che ci hanno abbracciato durante il Sofia Pride, e a tutti quelli che non ci sono più per festeggiare a causa della violenza omofobica, e a tutti i bambini dei nostri amici gay e soprattutto a tutti i nostri colleghi che ci hanno supportato e hanno accettato la nostra relazione sin dal primo giorno. L’amore mette in moto, il coraggio giuda, e la speranza per i cambiamenti che dipendono da noi dovrebbe sempre prevalere”.

La decisione del tribunale si basa su una sentenza della Corte di Giustizia Europea (CGUE) del 2018, per cui ogni stato dell’Unione Europea è tenuto a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti in altri Stati membri, indipendentemente da se la parità dei diritti sia garantita o meno al suo interno.

Secondo uno studio recente, la Bulgaria non soltanto non sta migliorando nel campo dei diritti della comunità LGBT+, ma sta tornando indietro, ad esempio rimuovendo le procedure legali per cambiare il nome o il genere sui documenti ufficiali per le persone trans. Su 49 paesi europei, inoltre, la Bulgaria risulta essere la 37esima per quanto riguarda i diritti LGBT+.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *