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campi di concentramento gay in Cecenia - l'intervista della CNN

Campi di concentramento Gay in Cecenia – il racconto delle vittime

Il Mondo intero si muove in manifestazione contro i Campi di Concentramento Gay in Cecenia: da Milano a Glasgow, da New York a Parigi, ma le torture continuano. Ecco il racconto delle vittime.

Una delle vittime dei campi di concentramento gay in Cecenia ha parlato della violenza inflitta ai detenuti: dai pestaggi all’elettrocuzione.

La CNN ha condotto l’intervista (video alla fine dell’articolo) con vari uomini che erano stati detenuti in questi campi di prigionia. Gli uomini hanno parlato in modo anonimo per proteggere la loro identità e la loro vita per quanto possible.

Sono venute alla luce orribili testimonianze di brutalità e uccisioni nelle ultime due settimane, dopo che il quotidiano russo dell’opposizione, Novaya Gazeta, ha riferito che oltre 100 uomini gay e bisessuali tra i 16 e i 50 anni sono stati detenuti dalle autorità negli ultimi mesi.

Le notizie ufficiali dicono che almeno tre uomini sono stati uccisi, anche se la se si stima che la cifra reale possa purtroppo essere più alta, con testimoni e sopravvissuti che denunciano che i detenuti vengono imprigionati in grandi gruppi o “campi”, dove sono poi vengono picchiati e torturati a morte dai funzionari di queste prigioni.

Un uomo, indicato come “Ahmed” ha detto: “La mia macchina è stata fermata a un checkpoint della polizia cecena e mi hanno chiesto i miei documenti. Dopo averli guardati, mi hanno detto: “Ti prendiamo”.

Un altro uomo ha raccontanto con dettagli (molto forti purtroppo) l’abuso che ha subito: “hanno cominciato a picchiarmi con i pugni e con i calci. Volevano ottenere da me i nomi dei miei amici gay.”

Lo stesso ha poi rivelato che uno dei metodi usati per torturare gli uomini è l’elettrocuzione. “Mi hanno legato le mani e poi attacato dei fili elettrici, mi hanno poi messo delle cuffie metalliche sulle orecchie per fulminarmi”, ha detto. “Hanno attrezzature speciali che sono molto potenti. Quando ti danno la scossa poi, salti dalla sedia in preda a spasmi di dolore acuto e terrore.”

campi di concentramento gay in Cecenia - proteste LGBT

Nonostante la crescente evidenza che nella regione cecena vengano presi di mira e in massa tutti gli uomini gay, lo stesso Ramzan Kadyrov, ha negato le relazioni, insistendo sul fatto che le persone gay “non esistano” nella repubblica. Vi ricorda nulla questa frase? A me ricorda tanto quella di un altro bastardo sadico di un paese arabo, ma a voi i commenti.

Il portavoce ha poi aggiunto: “Se queste persone esistessero in Cecenia, le forze dell’ordine non dovrebbero preoccuparsi di loro, ci penserebbero le loro famiglie a mandarli dove non possono mai più tornare”.

E sempre Ramzan Kadyrov non fa altro che negare le evidenze che la stampa mondiale porta alla luce. Purtroppo, questa è una posizione che sembra essere condivisa dal popolo ceceno. Il Guardian riferisce che lo scorso giovedì una folla di quasi 15mila persone si è riunita fuori da una moschea a Grozny per protestare contro le presunte “bugie e frodi” ‘ ovvero che in Cecenia ci siano uomini gay – che la stampa di opposizione, Novaya Gazeta, avrebbe fatto circolare. La stessa folla avrebbe poi invitato il governo a passare una risoluzione “Le tradizioni secolari della società cecena, la dignità degli uomini ceceni e la nostra fede sono stati tutti insultati e promettiamo che coloro che continueranno ad insultarle la pagherà cara, chiunque e ovunque essi siano”.

Vi rendete conto che siamo di fronte ad un’onda disumana di ignoranza retrograda?

I giornalisti di Novaya Gazeta hanno ammesso che temono per la loro sicurezza poiché ci sono state minacce di rappresagli. Elena Milashina, giornalista che ha infranto il tabù di questa storia, ha dichiarato:

“Le mie fonti mi dicono che c’è un grave pericolo per me personalmente e per ogni dipendente di Novaya Gazeta”.

Nel frattempo, una petizione di Amnesty International (che potete firamare cliccando sul link) chiede al procuratore generale russo, Aleksandr Ivanovich Bastrykin, di indagare sulla situazione e liberare i prigionieri.

Non possiamo che sperare in risoluzione immediata che eviti altre morti e inutili disumane torture.

IlPuntoH continuerà il suo scambio con colleghi internazionali per aggiornarvi.

(fonte/source Attitude UK – materiali sui quali ilPuntoH non ha alcuna responsabilità – ilPuntoH claims no responsibilities for the above materials)
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