Candidato sindaco di Pontedera: “ho una famiglia normale, non ho gay”

Un candidato sindaco della coalizione di centrodestra per la città di Pontedera, in provincia di Pisa, l’avvocato Giuseppe Brini, nel presentarsi ad una conferenza stampa, trasmessa in diretta, ha detto di avere una “famiglia normale, non c’ho gay, non ho niente”.

Le critiche sono arrivate subito in valanghe, anche da altri esponenti di partiti omofobi e conservatori, tra cui gli esponenti della Lega al suo fianco, la commissaria Susanna Ceccardi e il deputato Edoardo Ziello.

“La frase sui gay, pronunciata da Giuseppe Brini durante il suo discorso di ufficializzazione della candidatura a sindaco, è imbarazzante e non rispecchia in alcun modo il pensiero della Lega, partito inclusivo che guarda al futuro. Per noi ognuno è libero di seguire l’orientamento sessuale che più lo aggrada e questo è testimoniato dal fatto che abbiamo iscritti e simpatizzanti omosessuali” ha infatti commentato Ziello sulla questione, pur nel mentre utilizzando un linguaggio omofobo.

Si è espresso sulla questione anche il sindaco uscente, Simone Millozzi, del PD: “Mi è stato chiesto cosa pensi di quanto detto dal candidato della destra pontederese sul fatto che la sua famiglia sia normale perché non ha figli gay. Io penso che Pontedera meriti davvero altre parole ed altri valori”.

“Non voglio commentare le frasi omofobe di Brini, perché sono fuori dalla cornice del dibattito civile e democratico. Deve semplicemente vergognarsi e sciacquarsi la bocca prima di dire ‘famiglia’, un luogo di comprensione e accoglienza. Invece mi rivolgo a Ceccardi, Ziello e al loro Capitano, Salvini, scusatevi con i pontederesi per avere anche solo pensato che un personaggino di tale livello possa guidare una città così importante e fate marcia indietro, ripristinate un confronto normale: sostituitelo! Chi dice una cosa del genere non può e non deve avere agibilità politica. State seminando il territorio con portatori di discriminazione e volgarità. Fermatevi, state diventando impresentabili” ha commentato Alessandra Nardini, consigliera regionale del PD.

Brini nel frattempo ha tentato di risolvere la situazione con delle scuse a poche ore dall’incidente, sostenendo di volersi scusare “perché le parole che ho usato possono essere offensive della sensibilità di persone che non debbono essere giudicate per la loro inclinazione sessuale”. Ha poi continuato dicendo “mi sono espresso male e probabilmente qualcuno si sarà offeso delle mie parole e me ne dispiaccio. Con i fatti, meglio che a parole, dimostrerò che nessuno verrà discriminato con la nostra azione di governo”: azioni di un partito che, tuttavia, fino ad ora hanno dimostrato di essere in linea con la prima affermazione del candidato sindaco.

La candidatura, però, è ora stata messa in discussione dal partito stesso, non completamente disposto a supportarlo dopo la valanga di critiche ricevute.

Pubblicato da Lega Pontedera su Sabato 2 marzo 2019

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *