Categoria: 20 Centimetri di Pentagramma

Nashley – Amerika

Il successo annunciato dell’estate 2018? Eccolo!

Da oggi in radio e su tutte le piattaforme digitali: “AMERIKA” , il nuovo singolo di NASHLEY, prodotto da Nardi, che anticipa l’uscita del suo album prevista per settembre e pieno zeppo di importanti collaborazioni.

AMERIKA è un pezzo dal sapore immediato e coinvolgente: una vera esplosione di rap e trap, innovativa e all’avanguardia!

“Volevo nascere in America. Il sogno di ogni ragazzo nato nell’ultimo ventennio. I grattacieli, i quartieri con le super ville nelle boulevard più benestanti di LA, le ragazze in costume a Miami Beach. L’America è sempre stata il desiderio proibito di tutti già dall’800, quando milioni di Italiani emigrarono negli States per inseguire il proprio a sogno, nella “Terra Della Libertà e Della Ricchezza”. Per questo nel brano sottolineo più volte il fatto che avrei voluto nascere in America, nella boulevard più ricca, dove non esistono i problemi economici e si vive la vita con grande leggerezza.”

Nashley Rodeghiero, nato a Vicenza nel 2000, inizia a incidere da giovanissimo i suoi primi pezzi assieme ad alcuni amici in uno studio homemade. Nel 2016 pubblica su Youtube i videoclip delle canzoni “Paranoia” e “Goodfellas”, ottenendo da subito ottimi riscontri a livello di pubblico e di passaggi televisivi. Nel 2017 fonda con il suo amico Mambolosco il collettivo Sugo Gang.
Con il compagno di Crew pubblica su Youtube e Spotify i singoli “Come se fosse normale” e “Me lo sento”, ottenendo milioni di riproduzioni e affermandosi tra le realtà più promettenti della scena Trap Italiana. Dopo pochi mesi si aggiungono alla crew Edo Fendy, Kerim e il producer Nardi.
La “Gang” nel suo insieme inizia a farsi conoscere attraverso diversi singoli che aprono la strada a una serie di live in tutto il Nord Italia, in apertura ad artisti già noti della scena.


Con la pubblicazione di “Bang”, “420” e “Piano Piano Way” Nashley raggiunge una popolarità tale da attirare l’attenzione del pubblico, di importanti artisti e delle più importanti realtà discografiche e operatori del settore, conquistando diverse playlist nelle principali piattaforme di streaming con relative copertine.

Allacciate le cinture!

Tracio

Xtina Aguilera - accelerate - ilPuntoH

ACCELERATE – Xtina Aguilera torna alla ribalta

Xtinona international nostra ci ha fatto aspettare tanto ma è tornata e – a modo suo – l’ha fatto alla grande.

Accelerate è il singolo che anticipa l’uscita del suo nuovo album e al quale ha fatto poi seguire la notizia delle date dei suoi concerti per il nuovo tour mondiale.

Bene, ma andiamo subito al giudizio.

MUSICA: 6 – mi sembra di sentire ritmi e beats di canzoni rap e R&B già sentite che però mi sono piaciute;

TESTO: 8 – nulla da eccepire qui: un testo forte e che inneggia alla libertà, classico di una Xtina Aguilera a cui ci siamo abituati con amore;

INTRO: 2 – totalmente inappropriato come intro, non c’è una fase di passaggio che ti porti poi alla canzone vera e propria se non un’interruzione drastica, che personalmente a me non piace;

VOTO FINALE: un 7 pieno.

E perché sono stato così avaro? Più che avaro, direi che sono stato magnanimo. 

Sono anni che aspettiamo che una delle indiscusse regine del pop faccia il suo ritorno e tu Xtina mia bella, vieni fuori con un pezzo rap misto R&B dove non puoi mettere in risalto come si deve – sì vero, alcuni tuoi acuti perfetti li fai – e non fai venire subito fuori la Christina Aguilera che abbiamo amato sin da subito?

Facciamo che aspetto l’album completo e poi mi esprimo nuovamente.

Accelerate … quasi quasi Me Gusta!

 

Lollipop-RitmoTribale-IlpUntoH

Le LOLLIPOP tornano con un “Ritmo Tribale” che ci farà ballare.

Le avevamo conosciute nel 2001, quando con il predecessore di tutti i programmi talent show canori, il famoso POPSTAR, erano  state scelte tra le tante concorrenti le 5 ragazze che vennero conosciute poi come LOLLIPOP, sotto contratto con la Warner Music Italia.

All’epoca il gruppo era formato da Marta Falcone, Doninique Fidanza, Marcella Ovani, Veronica Rubino e Roberta Ruiu.

Spopolano in Italia con due album e con un pezzo che ha fatto la storia del pop italiano al femminile: Down Down Down, e l’anno successivo il gruppo partecipa anche a Sanremo 2002 con una cazone dal titolo Batte Forte. Nel 2004 si sciolgono e per un pò di anni tutte le componenti portano avanti progetti solisti senza mai raggiungere il pieno successo.

Nel 2013 poi, rieccole che spopolano nelle discoteche italiane e nei media televisivi e social: il gruppo formato da solo 4 componenti (Dominique infatti non ne fa già più parte) che riunite in un nuovo progetto musicale ci fanno ballare, cantare e divertire per un’intera estate con il pezzo trash pop CIAO RELOADED.  In quest’occasione ritroviamo  quattro donne, alcune divenute madri, più mature anche da un punto di vista artistico: sono quattro artiste che dimostrano la loro voglia di ritornare alla ribalta, l’aver lavorato su se stesse e di essere migliorate, ma dopo poco più di un’estate i riflettori che per mesi erano stati puntati su di loro, si spengono e cala nuovamente il sipario.

Anno 2018 le Lollipop ci riprovano e questa volta però sono solo in tre: Roberta Ruiu non fa più parte del gruppo dove ora troviamo solo Marta, Marcella e Veronica. Ma ehi… anche solo in tre, queste ragazze spaccano di brutto.

Il brano pubblicato ieri 26 Aprile si chiama Ritmo Tribale, e come ci fa presagire il titolo, si tratta di una canzone Pop Latino, dal ritmo dance, che tra le strofe ripercorre la storia delle Lollipop dalla loro partenza ad oggi e le proietta nel futuro, o almeno così si spera per loro che tanto hanno lavorato e sudato per essere ora dove sono.

Il brano richiama alla mente atmosfere estive, latine, di feste in spiaggia tra sguardi che si incorciano, baci rubati, balli sensuali e divertimento intenso, ma anche ad artisti come Ricky Martin, Enrique Iglesias and company, da favola!

Ritmo Tribale delle Lollipop si preannuncia essere il nostro tormentone estivo, il brano che tutti i DJ suoneranno in discoteca, specie alle serate gay perché con questa musica te la senti calda, te la senti di ballare come una Beyoncé e una Rihanna in concerto davanti a migliaia di persone.

Ragazze,  questo brano mi ha fatto scatenare come una matta dalla prima nota e fatto rivivere pagine della mia gioventù quando le seguivo in tv e alla radio… In Bocca Al Lupo alle Lollipop, sperando che dopo quest’estate siano ancora sulla cresta dell’onda.

In attesa del video, vi lascio al link per l’ascolto su Spotify.

ariana grande - no tears left to cry - ilPuntoH

“No Tears Left To Cry” – Ariana Grande – un tributo anche alle vittime di Manchester

NO tears left to cry - ariana grande - ilpuntoHAriana Grande ha deciso di dare ai Gay quello che realmente vogliono: musica pura, ritmo, testi da cantare e canzoni che ti entrano dentro… da subito!

Ma ha fatto di più in questa cazone pop dai ritmi sincopati e che in alcuni tratti portano alla mente atmosfere da rythm-and-blues, nel video di “No Tears Left to Cry” ha incluso un toccante tributo alle vittime dell’attacco terroristico che coinvolse il suo concerto di Manchester lo scorso maggio.

La cantante statunitense ha presentato il suo nuovo singolo “No Tears Left to Cry” proprio oggi 20 Aprile 2018, 11 mesi dopo l’attentato alla Manchester Arena, che ha causato 22 vittime, e credetemi: gli ascolti su Spotify hanno già raggiunto cifre da capogiro, così come le visualizzazioni del suo video ufficiale, e se notate, in chiusura del video c’è un’ape – il simbolo della città di Manchester – che vola via.

Con la lirica, tra cui “Non ho più lacrime da piangere / Quindi lo prendo, lo prendo / sto amando, sto vivendo, lo sto raccogliendo”, il traccia i canali dello stesso spirito elastico che Grande ha esibito quando ha tenuto il concerto One Love appena due settimane dopo la tragedia per aiutare a raccogliere fondi per le famiglie delle vittime. Nelle parole della sua canzone “Ain’t got no tears left to cry / So I’m pickin’ it up, pickin’ it up / I’m lovin’, I’m livin’, I’m pickin’ it up,” Ariana mette a nudo il suo spirito forte, grintoso, da guerriera che non si arrende e che guarda avanti senza però dimenticare il passato, anzi, rendendogli omaggio, proprio come ha fatto con il suo concerto One Love a Manchester poco dopo l’attentato.

No Tears Left to Cry” è la prima traccia musicale estratta dal suo nuovo album, il quarto in studio di Ariana Grande, che segue Dangerous Woman uscito nel 2016.

Ariana, ora ti riaspettiamo in Italia!

“TINA” – il musical tributo a Tina Turner

Quanto effetto può avere un tributo musicale a una delle superstar più amate al mondo?

Abbiamo chiesto ad un nostro lettore, esperto e appassionato di musical, di darci il suo parere dopo averlo visto all’ Aldwych Theatre di Londra, e il feedback è davvero forte.

tina il musical

Lo spettacolo in sé non è perfetto, ci sono delle piccole sbavature tecinche che devi proprio cercarle con occhio attento e critico, ma Adrienne Warren (cantante e attrice principale che interpreta Tina Turner) riesce a restituire l’essenza della star come l’anima sopravvissuta che ha trovato la forza di camminare, trascinandosi quasi barcollando, lontano da un matrimonio violento per diventare una delle artiste femminili di maggior successo di tutti i tempi.

Che sia stata proprio la sua celeberrima versione di “Simply the Best” a inspirare lo spettacolo trubito a Tina Turner? No, non credo. Sono sicuro che l’onore va al film del 1993 What’s Love Got To Do With It, che ha avuto il merito di raccontare come Anna Mae Bullock abbia unito le forze creative con Ike Turner e sia diventata una superstar il cui successo è riuscito a mascherare, quasi nascondere e ignorare un profondo mondo di dolore.

Questa sceneggiatura diretta da Kyle Hall, Phyllida Lloyd, ci fa ripercorrere la storia di Ike e Tina: due artisti che lavorano insieme, sono romanticamente coinvolti e nel giro di 10 minuti di spettacolo è come se fossero realmetne passati 10 anni di storia dei due, arriva il figlio e ha inizio il dramma della loro vita e dei loro risultati professionali e artistici.

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Da sinistra destra: Adrienne Warren (Tina Turner) e Lorna Gayle (Gran Georgeanna) Foto trovata sul web.

Il secondo atto, in cui vediamo un’agguerrita Tina Turner che torna a scalare la cima delle classifiche, risulta di gran lunga migliore in quanto la protagonista in scena riesce quasi a sfondare il tetto del teatro con la sua voce potente e la sua grinta scenica. E forse, il fatto che venga scelto di usare la canzone “We Don’t need another hero” come canzone per accompagnare la marcia funebre – inscenata – per il funerale della madre, potrebbe sembrare azzardato, ma la bravura canora e scenica di Adrienne Warren riesce a rendere il tutto un capolavoro.

Adrienne viene direttamente da Brodway ed è capace di ricreare sul palco – essendo una brillante attrice che cattura lo spirito combattivo di Tina – quella risata e quel sorriso ironico, tipico di Tina Turner, senza scadere in una vuota, trita e scadentemente semplice impersonificazione dozzinale della cantante. L’emozione più forte a mio avviso , ci è regalata quando Adrienne intona le sue canzoni.

Mi spiace leggere che sui media inglesi lo spettacolo non abbia incontrato i favori di molti e che in tanti abbiano dato un voto mediocre a questo musical tributo, ma a mio parere è uno show che vale, e che è carico di energia e di emozioni che se ne hai l’opportunità, va visto e goduto.

Per info e biglietti, cliccate qui.

Andrea R. per ilPuntoH
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Will we be strangers – il nuovo singolo di Elisa che ci piace tantissimo

Elisa, colei che tanto ci ha fatto sognare con le sue canzoni in inglese negli anni passati, è finlamente tornata a cantare in inglese dopo un periodo in cui si era dedicata a testi in intaliano.

Lo scroso 8 aprile, infatti, ospite del Jazz Café a Londra, sede della prima tappa del suo tour europeo 2018, tra successi del passato e quelli più recenti, ha presentato e cantanto in anteprima il suo nuovo singolo Will we Be Strangers, proprio come aveva promesso sui social qualche giorno prima.

Si tratta di un pezzo in lingua inglese – che con la voce di Elisa acquisice un sound unico, una profondità e forza che solo lei sa regalarci – una canzone dai ritmi pop-rock e dalle sfumature elctro che già dal primo ascolto risulta piacevole. Una canzone che arriva subito alla testa al cuore e rimane.

Will we be Strangers anticipa l’uscita del suo nuovo album – previsto per Ottobre (forse) – e per l’occasione è stato trasmesso in diretta streaming sul canale Instagram dell’artista, e qui di seguito vi proponiamo il video dell’esibizione.

La cazone è in rotazione radiofonica dallo scorso 13 Aprile e – come già detto – farà parte del suo nuovo album, seguito di ON uscito nel 2016, per il quale però non è ancora stato reso noto il titolo e una data finale di publicazione.

E noi che siamo Italiani in giro per il mondo, sappiamo che molti di voi saranno sparsi per i vari paesi europei nei prossimi mesi e se vi capita, non perdetevi un suo concerto. Credete chi come ci è andato: è uno spettacolo di pura musica ed energia che vi farà benedire ogni singolo euro speso per il biglietto.

Ecco dove sarà nei prossimi giorni:

  • 9 Maggio –  Monaco-Strom
  • 10 Maggio –  Berlino-Frannz Club
  • 11 Maggio –  Colonia-Luxor
  • 13 Maggio  –  Zurigo-Kaufleuten
  • 14 Maggio –  Parigi- Le Trabendo
  • 16 Maggio –  Bruxelles-Vk Concerts

Altre date seguiranno presto e verrano rese note sul sito dell’artista, qui. Nel frattempo, godiamoci la sua musica con la playlist che proponiamo di seguito.

Eurovision 2018 - ESC201 IlpuntoH

Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.3

E dopo aver scoperto le prime 20 canzoni in gara a questo Eurovision 2018 con questi articoli 1 e 2, ci prepariamo a scoprire, assaporare e conoscere le prossime 10 in gara.

Iniziamo il tour dalla nordica Islanda, e a rappresentarla abbiamo il 19 enne Ari Ólafsson, che già solo per avere nel suo cognome il nome di Olaf di Forze merita di arrivare in finale, ma consociamolo meglio. Inizia a cantare giovanissimo e con la sua voce calda riesce a conquistarsi molti ruoli in musical al National Theatre of Iceland. Nel 2015 ha partecipato a The Voice Of Iceland ma non ha vinto. Grande fan di Eurovision Song Contest si presenta con una canzone che mi riporta molto agli anni 90 dove il pop si fondeva a ballate romantiche, il tutto condito da una voce calda, potente e pulita, ma con molta onestà la vedo difficile che arrivi in finale.

Spostiamoci così nella mia amata e verde Irlanda e chi la rappresenta quest’anno? Il bel Ryan O’Shaughnessy. Ryan nasce nel 1992 in una famiglia di musicisti e già all’età di 8 anni inziò a recitare nel ruolo di Mark Hlapin nella soap opera prodotta dalla rete televisiva nazional, Fair City. Nel 2013 partecipa alla competizione nazionale messa sempre in piedi dalla RTE (tv nazionale) vincendola e addirittura battendo il coach di The Voice of Ireland, Brian Kennedy. Si presenta a ESC2018 con una canzone romanticissima, dove le corde della chitarra risuonano chiare, continue e profonde accompagnate da una voce che ti entra dentro, il tutto con un sottofondo musicale nel quale riecheggiano echi celtici. Una canzone che ricorda molto quelle delle serie tv tipo Dawson’s Creek, per il modo in cui ti entra in testa, e che può arrivare in finale senza grossi problemi.

Una dietro l’altra le nazioni che preferisco, e arriviamo in Israele, paese bellissimo e baciato dal sole, unica e vera democrazia in tutto il medio-oriente, destinazione preferita dal turismo LGBT internazionale, e a rappresentarla quest’anno abbiamo Netta! Bellezza curva che canta un personale inno alla femminilità e all’importanza di credere in se stesse nonostante tutti e guardare avanti a testa alta! Netta ha un passato musicale di forte sperimentazione tanto che nel 2016 ha co-fondato un’assemblea di cantanti improvvisatori chiamata The Experiment. Nel 2018 ha partecipato all’edizione di HaKokhav haha L’Eurovizion (La prossima Star per Eurovision) vincendola alla grande. Una curiosità sulla canzone: è stata scritta da Doron Medalie, uno dei più famosi compositori di successo israeliani, per intenderci quello che ha scritto questo capolavoro qui. Raga, che questa volta e dopo Dana International si riesca riportare Eurovision in Israele? Credo sia proprio la volta buona!

Conosciamo tutti la canzone che il Duo Sanremese #MetaMoro ci ha regalato durante Sanremo 2018 e per l’Italia saranno loro a rappresentare il nostro Tricolore. Siamo già in finale, you know, ma a detta del duo ci saranno dei pezzi tradotti proiettati sugli schermi dietro di loro ma la canzone resterà com’è nata: in Italiano. Buona fortuna a noi!

Dalla Lettonia con furore c’è che di Lettone non ha il nome: Laura Rizzotto con la sua Funny Girl. Nata in Brasile, da padre Lettone e Madre brasiliana di origini portoghesi, Laura ha scritto il suo primo pezzo alla tenera età di 10 anni. A 15 anni ha iniziato a fare spettacoli nella scena musicale di Rio De Janeiro e il suo primo disco ha visto la luce un solo anno dopo e Made In Rio viene pubblicato nel 2011. Artista che ha calcato scene internazionali si presenta a Eurovision 2018 con una canzone dai ritmi che si alternano tra sostenuti, calmi e poi di nuovo profondi e ancora più appassionanti. Ascoltandola ad occhi chiusi ci si immagina in una scena importante di uno dei tanti film di 007. Un tema forte, quello trattato in questa canzone, una donna che dopo varie peripezie a amori sbagliati riprendere in mano la sua vita e guarda avanti a testa alta. A me la canzone piace davvero tanto, non so perché ma l’ho immaginata illuminata sul palco come la bella Conchita Würst.

Ieva Zasimauskaitė è invece la rappresentante della Lituania. Ieva con i suoi 24 anni ha già collezionato un buon numero di successi come cantante professionista. ha iniziato a suonare il piano quando aveva soli 6 anni e da sempre è grande fan dell’Eurovision Song Contest tanto da partecipare come corista al Junior Eurovision Song Contest 14 anni fa. nel 2012 arriva seconda a The Voice of Lithuania ed è scrittrice e produttive musicale per X Factor Lithuania. La sua canzone di ESC2018, When We’re Old, è una romantica canzone dalla musica dolce e dalle note che sanno di primo innamoramento che ti fa sognare di invecchiare con chi ti sta accanto in quel momento. Una voce pulita, una voce donna e sensuale, ma non vince. Ê un qualcosa di già troppo sentito.

Scrigno del Mediterraneo ed ex colonia Inglese, Malta si fa rappresentare dallo sguardo ammaliante di Christabelle che si presenta in gara con Taboo. É una carrellata di giovani quella di oggi, anche lei del 1992 ha iniziato a cantare e ad esibirsi all’età di 3 anni arrivando ad essere una stella della TV Maltese nei suoi anni “teen” in programmi per bambini, decidendosi così a investire le sue forze negli studi musicali. Ha rappresentato varie volte il suo paese in diverse edizioni di Junior Eurovision Song Contest. La canzone in gara è un susseguirsi di ritmi tribali, tamburi che ti incitano ad alzarti e ballare, sentendoti forte, rinvigorito e pronto a conquistare il mondo con la musica. Mi ricorda Rihanna in Where Have Been… ma mi piacerebbe molto vederla in Finale, ci sta tutta questa canzone.

E dalla Moldavia arrivano loro, il trio Folk-pop DoReDos, formatosi nel 2011. Indovinate un pò? Il loro nome è formato dalle prime due note della scala musicale… che originalità! Marina è del 1986 e viene da una famiglia di Musicisti, Eugeniu Andrianov è del 1993 (quello sbarbato per intenderci) e ha cominciato a cantare quando aveva solo 10 anni. Nel 2013 è arrivato secondo al Slavianski Bazar Song Festival in Vitebsk, Bielorussia. Mentre Segiu Mîta, anche lui del 1993, (quello con la barbetta) a differenza dei suoi colleghi ha un passato meno spettacolare ma con la sua bravura e volontà si è diplomato all’Accedemia di Musica Nazionale nel 2014. La loro è una canzone che mi ricorda ritmi troppi già sentiti, cliccate qui per capire a cosa mi riferisco, è la classica e ben piazzata cafonata all’Eurovision Maniera. Dopo la band dello scorso anno hanno provato a puntare più in alto… ma dall’alto le facciate potrebbero fare più male.

Cosa mai ci avrà riservato il Montenegro per questa edizione di ESC 2018? vanta Radonovic, classe 1982, è una star acclamata nel suo paese dove cavalca la scena musicale da ben 14 anni. La canzone, interamente in lingua montenegrina, è un classico della tradizione musicale del paese, ricorda musiche già ascoltate, ma la presenza degli archi, e il crescendo musicale che si ha verso il finale la rendono un bel pezzo da ascoltare, la sera, sul divano, in sottofondo mentre leggi un libro, ma non è da vedere sul palco dell’Eurovision 2018.

Sì, cocche, ritorna proprio lui – più cresciuto e gnocchetto – dalla Norvegia, il violinista che ha fatto innamorare il mondo, il twink Norvegese delle “fairytales” Alexander Rybak, nato in Bielorussiona nel non lontano 13 Maggio del 1983 (compie gli anni proprio nel periodo di Eurovision), ha iniziato la sua carriera davvero presto, dopo che a 5 anni con la sua famiglia si è spostato ad Oslo. Nel 2009 Alexadre è diventato famoso con la sua Fairytale vincendo l’Eurovision Song Contest 2009, e da allora la sua carriera musical è voltata alta. Si ripresenta ad ESC con una canzone davvero carica di beat, rythm&blues, un wanna-be Michael Jackson misto a Bruno Mars. Canzone che fa molto appeal, che ti fa venir voglia di ballare e divertirti, un inno alla musica, quella spontanea e che ti fa star bene. Una canzone che può facilmente arrivare in Finale.

Ora però dai, siamo curiosi di sapere il tuo pezzo preferito!