Categoria: A Letto con DeLarge

amici di letto

Amici di letto, (aka trombamici) può funzionare? – IlPuntoH

Quali sono le regole per essere dei buoni trombamici?

La mia amica ha un posto fisso ad Amsterdam. Un posto dove stare ogni volta che ci torna, che non è così spesso, ma ci torna. E ha un piedaterre.
Un letto, per essere precisi.
E qualcuno che ce la ospita.

friends-with-benefits-11Insomma, la mia amica ha un amico di letto. Una di quelle cose alla quel-che-succede-a-las-vegas-resta-a-las-vegas. Solo che Las Vegas è Amsterdam, e il suo americano divoratore di hot dog è un istruttore di chissà quale diavolo forma di cross-fit olandese.
Un segreto segretissimo. Tant’è che nemmeno io ne ero a conoscenza. Non credo si vergognasse di dirlo, solo, proteggeva il segreto. Da cosa? Da me e da tutti quelli come me. Quelli che oddio ma come fate? oddio funziona? oddio ma ci riuscite? oddio non sei gelosa? oddio oddio oddio.

Per questo non me l’ha detto. Perché avrei analizzato troppo la cosa, vivisezionandola e rovinandola. E siccome è sua non voleva che fossi io a mettere in dubbio questo legame-non-legame che la rende serena e le da vitto e alloggio quando più ne ha voglia.


Finché dura.

Da quello che ho capito sono queste le regole fondamentali per avere e tenersi un trombamico. Parlare il meno possibile di questa relazione, specie col diretto interessato; non farsi troppe domande, ma godersi il momento; non fare progetti a lungo termine. Dev’essere una cosa da: “Domani sarò ad Amsterdam”, “Ok, puoi stare da me.”

E se dovesse risponderti: “Ci prendiamo un caffé?” invece che “Dormi da me?”. Vorrebbe dire che è finita. Che il contratto non scritto ma consensuale di possedersi solo il tempo che passate insieme è andato, svanito. Ma non ti domanderesti, come mai? Perché deve finire tutto?

friends-with-benefits-rulesLa mia amica ha risposto di no. Che sa che potrebbe finire tutto, e che al momento a lei va bene così.
Io però sono dell’idea che arriva un certo punto in cui un rapporto deve evolversi, prendere una direzione.

Perché scopare a comando, quando ne hai voglia, con qualcuno che ti scopa pure un sacco bene è bello, divertente, memorabile. Vedersi e saltarsi addosso è super eccitante, ma alla lunga, temo, scema. Non la mia amica, intendo il rapporto scema. Per due motivi: o uno si fidanza, o uno si innamora.

E allora sì che è un gran casino.
“Quindi, finché dura è per questo?” Perché potrebbe capitare che, un giorno, mentre siete a letto a stuzzicarvi, mangiare cinese e parlare del peggior sesso che avete fatto nella vita, a uno dei due potrebbe scappare una parola di troppo.

C’è chi crede che per essere una coppia da cento e lode sia necessario essere prima di tutto amici, e in secondo luogo complici a letto. Quindi forse un amico di letto potrebbe effettivamente essere l’amore di una vita?

Il problema è che c’è un terzo luogo. Bisogna partecipare in due. Come si fanno a distinguere i sentimenti dalle pulsioni? Cioè, lo capito per una one-night-stand seguita però da walk-of-shame (na botta e via e poi chi s’è visto s’è visto, insomma)… ma un rapporto così duraturo?

Voi cosa ne pensate? Credete nelle amicizie di letto?
Io non credo saprei gestirla. Sono più uno da ora-che-sono-single-vado-a-letto-con-chi-voglio, ma mai più di due volte con qualcuno che non voglio tenere nella mia vita. Non so se mi sono spiegato.

foto_1398771506Che poi la reiterazione e la recidività quando si mischiano sesso e sentimenti diventano problemi seri.
Vai a letto con qualcuno che ti chiede se sei arrivato a casa sano e salvo? Diciamo che per uno dei due quel sesso è qualcosa di più.

Ma se davvero c’è chi riesce a fare sesso regolarmente con una persona senza preoccuparsi minimamente di tutto quello che la riguarda nei momenti in cui non sono insieme, dovrebbe fare dei tutorial su youtube perché io devo capire. E’ un atteggiamento o un comportamento? Vi viene spontaneo o vi dovete un po’ forzare a non cadere in quei soliti errori da infragolati-stalker-dagli-occhietti-a-cuore?

Quali sono le cose che non si devono fare mai?
Come ho detto prima, non si deve parlare della “storia”. E poi non bisogna fare domande che sottintendano una qualche gelosia. Non bisogna organizzare nulla, né lasciare spazio ai preliminari. Ci si vede e si zompa, fine della storia. Non bisogna insistere oltre il terzo rifiuto e quando ci si vede in giro non si è più che conoscenti. Parlare va bene, ma solo dopo il sesso, solo per poco e mai di cose negative.
Non bisogna portare avanti la situazione se si è fidanzati o innamorati.

E voi? Avete o avete avuto trombamici? Come funzionavano le cose tra voi?
Credete che questo non-legame sia possibile?

sesso ad alta quota

Sesso ad alta quota

Come fare sesso ad alta quota (in volo) senza farsi male 

Oggi ero al Parco della Trucca, un enorme giardino pubblico non troppo lontano dal centro commerciale in cui lavoro. Non avevo un pomeriggio di vero relax, riposo e spensieratezza da quasi otto mesi – e il fatto che io lo sappia, è spaventoso, ma questo non c’entra granché.

Mentre me ne stavo lì, sdraiato sulla schiena, a godermi il sole e le coccole di una compagnia che – data la mia nota perversione per il sesso en plein air – nella mia testa avrebbe potuto essere anch Per ae più divertente, un aereo ha solcato il cielo a una distanza straordinariamente ravvicinata. Non ne avevo mai visto uno così basso, così a portata di mano.

E un pensiero mi ha attraversato la testa. Spostando le mie fantasie sessuali a diciassettemila piedi da terra.
Quanto può essere potente l’eccitazione di fare sesso ad alta quota?

aereo3Lo abbiamo visto nei film e in alcuni video musicali (ricordate la clip della hit Toxic di Britney Spears?). Lo abbiamo letto sui libri e magari anche sognato, ma in pochi ci hanno provato davvero. Il sesso ad alta quota per molti è una fantasia sessuale, per altri solo una follia, un rischio da non correre. Per alcuni, un business.

Nel 2011 una compagnia aerea australiana ha reso i sogni di molte coppie amanti del brivido realtà: anziché proporre la solita camera d’albergo e un menàge con i piedi per terra, ha messo a disposizione dei voli dedicati al sesso. Delle vere e proprie traversate hot, il tutto mentre si solcano i cieli, con tanto di champagne, sex toys, preservativi. Il costo del volo? Poco più di 250 euro.

Assurdo? Forse, ma l’esperimento ha attirato l’attenzione di non pochi utenti. Ad averlo saputo prima… ma soprattutto, a sapere come si fa, uno ci proverebbe pure.

Personalmente ho un rifiuto per i luoghi stretti e angusti, che già l’automobile mi sembra mi si chiuda addosso e mi viene un attacco di panico che altro che i versi di un orgasmo (ma che poi, quale orgasmo?). Non mi ci vedo proprio ricurvo sulla tazza del cesso, con le mani a fare da puntello tra la specchiera e quello strumento infernale che si suppone eroghi carta-igienica, con le braghe mezze calate… e un’altra personaaereo in mezzo alle gambe! Ma come ci stanno due persone in quell’ossario, dico io!?

Eppure sembra possibile.
Esiste un club, il Mile High Club, di amanti del sesso in volo che snocciola consigli in un ambiente online dal carattere familiare, impegnandosi a formare nuovi adepti al piacere di quel sesso spaziale. E su youtube potete trovare il tutorial di Mary, una hostess professionista. Secondo Mary, se sai come farlo il sesso ad alta quota non è poi così scomodo.

Alcuni aeromobili hanno bagni separati, ma comunicanti, ad esempio. E le pareti sono facilmente ritraibili, come porte a soffietto, raddoppiando di fatto lo spazio. Alcune tratte, poi, come quella di un volo da New York a Orlando, offre bagni più ampi e confortevoli. E quella è una vera fortuna. Ma vi invito a godervi il video, senza anticipare troppo.

La ricerca di un’avventura ad alta quota, per quanto la si ritenga difficilmente praticabile, è una fantasia sessuale che accendo lo spirito erotico di un italiano su tre. Sembrerebbe, da una ricerca, che steward e hostess di volo siano la categoria più soggetta a molestie e avances sul posto di lavoro. Con richieste che vanno ben oltre a un secondo bicchiere di scotch on the rocks.

aereo1Sconvolteh? Bé, allora forse non sapete – e ve lo dico perché ne ho fonti certe – che non tutti i dipendenti delle compagnie aeree declinano l’invitation. Anzi. A quanto pare si è sviluppato un vero e proprio mercato nero del sesso ad alta quota, un lavoretto part-time che hostess e steward si tengono buoni per arrotondare in questo momento di crisi del settore.

Non solo. Per alcune compagnie aeree è un servizio offerto d’ufficio.
Forse, qualcuno dovrebbe informare Cara Delavigne, data la sua predilezione per il sesso ad alta quota…

Etero curiosi: ma esistono davvero o è solo una fantasia omoerotica?

Etero curiosi tra amicizie maschili molto ben cementate e il desiderio di sperimentare un sesso diverso

Eccone un’altra.
Tra un gender sempre più fluid e la maggiore tolleranza verso comportamenti sessuali non esattamente etero, una ricerca ha individuato un’altra – sorprendentemente crescente! – anomalia evolutiva.
I maschi etero hanno fantasie gay sui loro amici.

eterocurioso2L’intuizione l’ha avuta la Dottoressa Fleishman dell’Università di Portsmouth, la quale avrebbe stimato che la stragrande maggioranza di uomini che si definiscono eterosessuali consumano pornografia omosessuale. La ricercatrice ha giustificato questa tendenza come la sempre più evidente dimostrazione che i rapporti sessuali non hanno solo un fine riproduttivo o ludico, ma concorrono alla costituzione di legami sociali solidi.
Insomma, sarebbe un piccolissimo prezzo da pagare in cambio di amicizie maschili “da camerata” più solide.

D’altro canto, il Dottor Martin Downing, ricercatore per gli Archives of Sexual Research, afferma che “L’attrazione e i comportamenti sessuali sono molto più complessi della semplice identità.” Non a caso, uno studio da lui condotto ha evidenziato che la fluidità nella scelta del materiale erotico da cui attingere un po’ di fantasia è più forte di quanto si pensasse, e questo comunque non impedisce a un uomo etero o gay di riconoscere chiaramente il proprio orientamento sessuale.

Noi, però, che siamo birichini, non possiamo fare a meno di interrogarci su una quest che ormai dagli anni ’70 attraversa la sottocultura LGBT. Ma questi maschioni etero che guardano i blog gay su tumblr per masturbarsi… non è che sotto sotto…? Sono tutti etero-curiosi?

eterocurioso1Innegabile che il mordi e fuggi sull’altra sponda sia una realtà, e che di ragazzi etero che provano una sola volta (o qualche volta, magari) rapporti omo ce ne è piena l’aria. Ma perché? Indagando su un forum ho scoperto che la maggior parte di loro cerca un rapporto passivo, per sperimentare quella sfera della sessualità che con una partner femminile sarebbe insondabile. Troppo imbarazzante chiedere uno strap-on, difficile trovare la compagna che si presti al gioco di ruolo.

Può esistere puro piacere sessuale distinto dall’attrazione? Si può fare sesso con un uomo, pur non desiderandolo, solo per provare? Si è dunque bisessuali, oppure per forza gay-latenti? Ma a questo punto mi domando, è necessario fare sesso con un uomo per capire se si preferisce la banana al mango?

Apparentemente, sì. E l’habitat naturale di questa specie di sapiens esploratori sembra essere la rete. Esistono pagine facebook, forum, blog, siti internet dedicati a uomini etero che vogliono incontrare uomini gay. “Solo per svuotarsi un po’, perché i gay sono più bravi a fare-“

A fare cosa? Questa storia che siccome ce l’abbiamo tutti e due allora so cosa vuoi è una scusa, una giustificazione, facciamola finita.

Qualche volta è successo che quando un’amica, una conoscente, mi presentasse per la prima volta a un amico o a un fidanzato, il loro sguardo cambiasse. Ammiccamenti. Sorrisi imbarazzati. Sguardi da sopra il bicchiere di vino. Ma perché? Cioè, intanto com’è che quando vado in un locale gay nessuno mi guarda di striscio convincendomi di avere il sex appeal di una betoniera, e questi qui mi occhieggiano? A me, che sono un mostro nel non saper attaccare bottone?

email veronese - foto -

E poi mi sorge una serie di altre domande:

  1. Se sei etero, cosa vuoi da me?
  2. Forse mi sto montando la testa?
  3. Davvero pensi possa essere sufficiente per me farci un po’ di petting e magari una chiavata e poi vederti ritornare bello bello alla tua vita sentimentale e magari restarci male come un deficiente?
  4. Se hai la ragazza, perché cerchi divertimento altrove?
  5. Se proprio proprio ci tieni, perché non parli con me, invece che mettermi a disagio?

Che poi, è una mia impressione, o gli etero curiosi sono tutti dei fighi pazzeschi?

Forse la risposta ce l’ho. Non è che nell’era della ricerca della bellezza estetica estenuante e straziante, nell’epoca della competizione tra chi ha il pettorale più gonfio o il culo più sodo, con tutto questo continuare a guardarsi per studiarsi, per riconoscere i propri limiti fisici e dove invece siamo messi meglio, con tutte queste occhiatine sotto la doccia, e quell’ormone, e i versi sotto i bilanceri, sotto sotto l’uomo sta realmente subendo un’inversione di tendenza?

Che lo so che è un po’ come chiedersi se uno balla perché è gay o se è gay perché balla, ma in qualche modo devo pure capire! Ormai non ci dormo la notte.

Bisessualità: un prontuario per amarsi

10 regole per uscire con una persona bisessuale

La settimana scorsa ho introdotto lo spinosissimo argomento della bisessualità – potete recuperare il mio ultimo articolo qui -, sottolineando come spesso venga considerata una sfumatura dell’affettività “di serie B”. Qualcosa che è ancora oggi difficile da definire, inquadrare, perché ancora oggi siamo culturalmente condizionati dalla classificazione binaria che deve necessariamente definire tutte le cose affinché possiamo capirle.

O sei etero o sei gay, insomma. Carne o pesce. Maschile o femminile. Cacciatore o raccoglitore di radici. Punto. Eppure la bisessualità esiste, non è una chimera, e di persone che per tutta la vita provano attrazione indistintamente per entrambi i sessi ce ne è piena l’aria. Secondo alcune ricerche sarebbero persino di più di coloro che si definiscono assolutamente gay o lesbiche. E nonostante questo, sono assolutamente capaci di innamorarsi, di essere fedeli e di coltivare relazioni monogame.

bisex 2Dei bisessuali non bisogna avere paura. Non sono più promiscui, più infedeli o più libertini nei loro comportamenti sessuali. E non è vero che hanno il 5o% di possibilità in più di trovare l’anima gemella o un amante. Per stare con un bisessuale è solo necessario farsi portatori sani di un livello di sensibilità e intelligenza che non riesce a chiunque. Fondamentale, infatti, è rispettarne la natura.

Ecco quindi un vademecum, un prontuario diciamo, di regole per amare una persona bisessuale in una relazione sana. Ve l’avevo promesso.

  1. Anche se una persona bisessuale è attratta da entrambi i sessi, ricordati che ha scelto te per il tuo modo di essere, per la tua unicità. Accetta l’idea che possa sentirsi attratto da uomini e donne, ma non chiedergli quale tipo di sesso preferisce. Il sesso che gli piace di più è quello che sperimenta con te. E ricordati che non è un suo compito quello di convincerti. L’estenuante ricerca di conferme non farebbe altro che allontanarlo da te e spingerlo tra le braccia di un’altra persona (magari del tuo stesso sesso!)
  2. Rispetta la bisessualità del tuo partner come parte integrante della sua identità, perché quest’ultima resta immutata. Non domandarti ogni volta che conoscete qualcuno se potrebbe esserne attratto, e se questo fa di lui più un gay irrisolto o un etero curioso.
  3. Nell’immaginario collettivo la bisessualità è considerata una fase di transizione, poiché storicamente – soprattutto in passato – molti omosessuali “ammorbidivano” il proprio coming out dichiarandosi in realtà attratti da entrambi i sessi. E’ del tutto normale temere che il partner possa prendere consapevolezza di essere gay, così come eterosessuale. Ma anche se è possibile, non è per forza plausibile. Al momento sta con te.
  4. I bisessuali non sono più promiscui degli altri. Grazie a Dio questo stereotipo, ombra della comunità LGBTQUI per anni, si sta sciogliendo. Non contribuiamo noi stessi ad alimentarlo. Se il tuo partner è uno stronzo-traditore-seriale lo è a prescindere dal suo orientamento. L’orientamento sessuale non determina il carattere di una persona.
  5. I bisessuali non sono indecisi, confusi o irrisolti. Prima te lo togli dalla mente, prima riuscirai a costruire una relazione edificante con il tuo partner bisessuale. Smettila di pensare che non abbia ancora capito davvero chi sia.
  6. I bisessuali amano essere monogami. Come la maggior parte delle persone su questa Terra, non scelgono di chi innamorarsi, ma quando amano, amano e basta. E questo non ha nulla a che vedere con il sesso biologico del loro partner.
  7. Non lasciare che la gelosia e la paranoia rovinino la tua relazione. Non chiederti se per stare con lui/lei devi essere più maschiaccio o più femminile. Ha scelto te per come sei. E anche se potenzialmente chiunque potrebbe essere interessante ai suoi occhi, non è così, poiché anche chi è bisessuale ha degli standard.
  8. Parla col tuo partner. La comunicazione è alla base di qualsiasi relazione sana e se hai dei dubbi, delle insicurezze, delle perplessità o anche delle domande, parlane col tuo partner. E’ perfettamente normale essere curiosi di capire a che punto della vostra relazione siete, dissipare qualche dubbio o passare a un livello superiore di confidenza. Sono sicuro che lui/lei parlarti sarebbe contento/a di parlarti onestamente del suo orientamento sessuale. E se comunque ti senti in all’erta o non ti rassicura, forse dovresti ascoltare il tuo sesto senso e interrompere la relazione.
  9. Cerca di avere una mentalità aperta, perché di scettici e disfattisti che proveranno a sminuire la vostra relazione ne incontrerai. Sei per tanto tu per primo a dover essere sicuro e fiero del tuo amore.
  10. Fatti un esame di coscienza. E chiediti forse se questa costante paura di essere tradito o deluso non dipenda più dalla tua insicurezza che dalla sua bisessualità.

Bisessualità: perché non parliamo di bi-affetività?

La bisessualità tra orientamento e comportamento sessuale: alcuni miti da sfatare 

Non stare con un bisessuale. Starà con te per togliersi lo sfizio e poi si rimetterà con una donna.

E’ il principale ammonimento che si rivolge a un amico, o un’amica, che ha intrapreso una frequentazione con un partner che si autodefinisce bisessuale. Come se un bisessuale fosse geneticamente incapace di provare affetto, amore o condurre una relazione monogama con una persona del proprio sesso. Come se l’etichetta “bisessuale ” fosse solo un lasciapassare per concedersi qualsiasi tipo di svago, fare liberamente quello che si vuole col corpo di chi si vuole (come se servisse essere bisessuali per svincolarsi da alcune costrizioni culturali e sociali.)

bisessualitàCome a sottolineare una diffusa mis-conoscenza della diversità che intercorre tra i termini “comportamento sessuale” e “orientamento sessuale”.

Questo accade perché, nella realtà etero come (e anche di più) in quella gay, la bisessualità resta ancora oggi un tabù, una variante dell’affettività umana ancora “invisibile” – o forse da nascondere. Insomma, arriva un momento in cui devi pur scegliere da che parte stare! E così nella comunità LGBT si ricrea quella bizzarra dinamica per la quale tutto debba essere distinto, netto, binario, bianco o nero: un po’ come capita(va) tra femminile e maschile nella società etero-normata.

Eppure un recente studio ad opera della San Francisco Human Rights Commission ha svelato che il numero di persone che si autodefiniscono bisessuali è in aumento (specialmente tra le donne) e ad oggi supera quello di coloro che si dichiarano gay/lesbica al 100% senza trucco e senza inganno.
Non lo sapevate.
Ma non ve ne faccio una colpa.

Voglio dire, non scegliere per la nostra società risulta ancora oggi un comportamento sospetto. E dunque neghiamo la bisessualità, considerando la mancata “scelta” di per sé una “colpa” da sanare e il comportamento bisessuale solo una fase di passaggio o una maschera per chi teme di dichiarare la propria omosessualità. L’altra “accusa” è quella di essere una persona poco fedele, promiscua e quindi, per una sorta di bizzarra proprietà transitiva, poco degna di fiducia.

bisex (1)I pregiudizi che girano intorno alla bisessualità, però, vanno oltretutto ciò. Ricapitolando, fino a qui si è detto della necessità di definire tutto, e che quindi in conclusione o sei etero o sei gay, oppure menti. Presuntuoso, non trovate? Credere che qualcuno che parli tranquillamente del rapporto sessuale che la sera prima ha avuto con un ragazzo che sta frequentando farebbe fatica a dichiararsi apertamente gay, dico. La bisessualità non è in alcun modo da considerarsi come una fase di passaggio, transitoria. Anzi, questa affermazione è anche scientificamente inaccurata – per quanto in alcuni casi possa essere vero che un ragazzo o una ragazza faccia coming out con se stesso prima come bisessuale e solo in un secondo momento come esclusivamente omosessuale. Non a caso, tra i molti studi, nella Scala Kinsey “esclusivamente omosessuale” e “esclusivamente eterosessuale” sono separati da un intervallo molto grande, nel quale ricade la maggior parte della popolazione.

bisexUn altro pregiudizio è che la bisessualità sia più naturale e accettabile nelle donne. Per me è no. Questa affermazione nasconde due scorciatoie mentali, facili e troglodite. La prima è quella che continua ancora oggi a ritenere il comportamento sessuale libertino di una donna una mera scelta politica e culturale, influenzata da reminescenze sessantottine e dalla invadente cultura pop. La seconda è dovuta, invece, alla visione ancora maschilista e sessista della nostra società, che ritiene che le donne siano bisessuali per il compiacimento voyeuristico e sessuale degli uomini, poiché l’idea provocherebbe nel maschio medio eterosessuale un particolare eccitamento.

Poi c’è la storia che i bisessuali siano più promiscui e meno fedeli, perché hanno di fatto il doppio delle possibilità di tradire. Che ve lo devo dire io che l’indole monogama e la capacità di restare fedeli non dipende dall’orientamento sessuale ma dal tipo di persona? Nessuna relazione è mai sicura al cento per cento.

L’ultimo mito da sfatare in materia di bisessualità è tipico della comunità omosessuale. Gay e lesbiche ritengono i bisessuali meno meritevoli di sventolare la bandiera del vittimismo quando si parla di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, poiché loro sarebbero liberi di scegliere di vivere una vita “normale” al fianco di una persona dell’altro sesso. Come se si potesse scegliere di chi innamorarsi.

A tal proposito mi sorge una domanda. Ma cari amici bisessuali, voi vi sentite parte della comunità omosessuale? Volete essere la B di LGBT o vi ci hanno forzato dentro?

E per quanto riguarda la frase di apertura di questo articolo, per avere una relazione con una persona bisessuale c’è un piccolo vademecum di regole da non dimenticare. Ma ne parliamo la settimana prossima.

Cos’è il sesso?

E’ più di un anno che questa rubrica vi porta a letto, all’incirca ogni venerdì sera.
E’ più di un anno che parliamo di sesso, sessualità, affettività, perversioni, desideri, eros, amore.
E in tutto questo tempo, non ci siamo mai fatti – plurale maiestatis per intendere che io non mi sono mai fatto – la più semplice delle domande.
Ma il sesso, cos’è?

Per i religiosi è il motore di continuità della specie. Il metodo con cui Dio si assicura la sopravvivenza dell’essere vivente più a sua immagine e somiglianza. Lui gentile, btw. Poteva decidere che dovevamo riprodurci a sprangate sui denti, e invece no.

Per i moralisti è il più elevato atto di condivisione tra due persone – di sesso opposto – che hanno deciso di unirsi in matrimonio e camminare lungo un percorso di vita comune.

Per molti di noi è una mera attività ludica finalizzata al piacere.

Per la storia, è sicuramente un problema.
Il più grande tra i problemi. 
Credo che l’allegoria della mela mela nel giardino dell’Eden abbia proprio a che fare con questo.

Voglio dire, è innegabile che il sesso abbia condizionato gli usi e i costumi di tutte le società che si sono susseguite nel corso delle -ere e degli –evi. Talora represso e censurato in modo esasperato, talora consentito e esercitato in modo spregiudicato. Con flussi e riflussi anche nell’ambito delle stesse società, o nell’arco della stesa epoca. In ogni caso, sempre tenuto sotto controllo.

E quindi, cos’è il sesso?

La prima risposta ovvia è che il sesso sia l’organo preposto alla riproduzione della specie. Lo è per tutte le specie viventi, animali e vegetali, se pur in un’infinità di strutture ed espressioni diverse. Quindi il sesso è, di base, procreazione. E in effetti noi non sappiamo se in natura esistano altre specie viventi in cui l’esercizio della sessualità procuri appagamento e piacere.

La procreazione è davvero l’unica finalità del sesso, quindi?
Se consideriamo una parentesi storica sufficientemente lunga, la risposta è sì. E l’impegno di generare prole ha anche un alto costo. Si basti pensare che in natura il maschio deve prevalere sugli altri per accoppiarsi con la femmina, che a sua volta più garantisce capacità di procreazione più risulta attraente. Il maschio deve essere idoneo a fecondare, procacciare il cibo, proteggere i cuccioli. La femmina deve sapersene prendere cura e educarli alla sopravvivenza.

Quindi, che i migliori procreino!

sesso-over65_g4987Ma se la finalità del sesso fosse realmente solo questa, non si spiegherebbe perché gli esseri umani abbiano un costante desiderio sessuale e siano sessualmente eccitabili a qualsiasi ora di qualsiasi giorno. Anche dopo gli anni del periodo procreativo, quando forse la sessualità non si esercita più, ma non smette di accendere le fantasie.

Il desiderio sessuale è dunque indipendente dalle necessità procreative, non credo ci possano essere dubbi a proposito, lasciando perdere i condizionamenti religiosi, che non prendo in considerazione perché giustificabili solo attraverso la volontà di obbedire a comandi le cui ispirazioni divine sarebbero tutte da dimostrare.

Per i cattolici conta solamente l’elemento quantitativo e mai quello qualitativo della vita. Meglio dieci figli che muoiono di fame, di uno o due con forti speranze di vita. E’ una scelta.

PROVOCAZIONE!

Chiarito questo, dobbiamo considerare valido anche il concetto di estrema libertà sessuale?

Qui s’innesta il principio morale della questione, che ha a che fare con la particolare concezione dei sentimenti umani. Siamo oltre al semplice istintivo desiderio sessuale. La sessualità si nobilita e partecipa ad un sentimento di livello superiore.

iStock_000022942272_Medium-780x438-678x381Perché il moralista restringe alla coppia ufficiale il diritto al sesso? La spiegazione mi sembra ovvia – e persino accettabile. In molte epoche e popolazioni il rapporto sessuale non è stato condizionato all’amore sentimentale. La maggioranza delle coppie non si sceglieva neppure, ma veniva composta e imposta dai genitori. A volte i giovani si sposavano senza essersi neppure visti prima.

Ma nella società moderna ha preso sempre più piede l’aspetto sentimentale della coppia. Dal romanticismo ha preso vigore l’innamoramento e l’amore, un sentimento potentissimo, che trae origine dalla libertà di scelta e dalla reciprocità di scelta. Un nuovo aspetto selettivo. Il singolo individuo va alla ricerca del partner che risponda meglio al suo ideale.

In questo nuovo scenario è chiaro che la coppia fa un grosso coinvolgimento e investimento sul partner. Si aspetta molto da lui, in termini di contributo al benessere della famiglia ed all’intensità di rapporto. Si aspetta soprattutto fedeltà, perché il legame nato da una libera scelta è molto forte ed al tempo stesso fragilissimo e non ammette distrazioni o tradimenti.

E quindi, in conclusione, il sesso è anche e soprattutto massima forma d’amore. E quando si sperimenta l’incontro occasionale non è più così soddisfacente. Però questa domanda la giro a voi, che ne pensate?

Sesso: quando si fa “nasty” (e a mente lucida non è poi così piacevole)

Può il sesso essere aberrante?

Fare sesso è fottutamente piacevole.
E divertente.
E’ un dato di fatto innegabile. Le sensazioni che si provano sono elettrizzanti, vere e proprie scosse che ti percorrono la colonna vertebrale e si catapultano nel cervelletto.
Il tempo scorre veloce, tra un cambio di posizione, uno sguardo smaliziato e un nuovo esperimento di coppia.

A volte – e a me succede – il sesso è così divertente da farmi ridere mentre lo faccio.
E sì, capita che si verifichino situazioni imbarazzanti o vagamente ironiche, che creano una sintonia anche maggiore col partner e distendono i nervi, specie quando è la prima volta che si fa sesso con qualcuno e non ne si conoscono esattamente le preferenze sotto le lenzuola.

In quel caso le mani sondano il terreno, e gli occhi vigili cercano di interpretare la mimica facciale e le reazioni corporee del partner, per capire se è il caso di insistere oppure è meglio cambiare musica.

images (2)E mentre cerchiamo di intuire cosa possa procurare più piacere al nostro lui, in tutto questo divertimento, facciamo delle cose orribili.
Cose che, ripensandole a mente lucida, ci fanno provare un senso quasi di vergogna, di ridicolezza.

A me succede.
Da scrittore, a volte mi ritrovo a descrivere le percezioni di un corpo durante il sesso. E necessariamente attingo alla mia biografia, per raggiungere un grado di realismo e credibilità maggiore. Bé, proprio in quel momento, proprio mentre scrivo, mi rendo conto di aver fatto cose che mai avrei fatto se non fossi stato preda dell’eccitamento.

E che probabilmente non rifarei, ora.

Ma davvero io…? Oh mio dio, ma seriamente abbiamo…?
E se qualcosa fosse andato storto?
In tutti i sensi?

E’ questa la preoccupazione principale.
Il sesso bisognerebbe farlo soprattutto e in primo luogo con la testa, e invece spesso la testa la perdiamo.
Perché abbiamo troppa voglia.
Perché non vogliamo deludere il partner, e nemmeno dirgli di no.
E allora facciamo cose assurde, ai limiti della depravazione, senza nemmeno conoscerle davvero o essere certi di quali conseguenze potrebbero avere.

Quindi il sesso è da evitare?

No, non sto dicendo che il sesso fa’ schifo, o che sia da evitare. Lo specifico, perché non è così per tutti, eh. Una parte della popolazione già sessualmente attiva, il sesso lo aborra proprio. Lo trova disgustoso, aberrante, orrorifico quasi, e se ne priva. La psicologia ritiene che dipenda da alcune esperienze pregresse – probabilmente che affondano le loro radici nell’infanzia del soggetto – che trasformano il sesso in qualcosa da evitare, di appiccicoso e sporco, privo di qualsiasi connotazione morale o pura.

E non sto nemmeno dicendo di avere un qualche grado di affinità con gli asessuali. Una categoria umana che comunque capisco, e di cui mi piacerebbe in futuro approfondire con un articolo ad hoc.

1442412199-1442411998-kim-cattrall-sex-and-city-sushiNo, quello che dico è che alcune pratiche di cui io stesso so di andare letteralmente matto, sono in realtà frutto di un’eccitazione smisurata, inconcepibili per la mia mente quando le ripenso in contesti non-sessuali. Un certo modo di utilizzare il cibo, ad esempio – non posso non ripensare a Samantha Jones e a quel San Valentino in cui si era messa il wasabi dove non avrebbe dovuto mettere il wasabi per stupire il suo uomo. Ma anche quella furia di afferrare un oggetto qualsiasi, di forma qualsiasi, per la penetrazione propria o del partner.

Penso a chi pratica il feticismo spinto, che arriva all’introduzione dei piedi stessi all’interno delle cavità sessuali del partner. Ai luoghi che una lingua può raggiungere, e alle profondità a cui può andare. Oppure al sesso improvviso, quando ti viene quella voglia assurda, ma nessuno dei due è pronto o pulito a sufficienza per la situazione.

Sono tante le cose a cui ripenso con un brividino freddo di raccapriccio sulla nuca.
E’ proprio vero, l’eccitazione ti spinge a fare cose assurde.

C’è però un innegabile rovescio della medaglia. E questo, almeno per me, vale in assoluto.
Quando non ho voglia di fare con qualcuno tutte quelle cose raccapriccianti, ridicole e aberranti che rendono il sesso forse un pò nasty, ma tanto tanto divertente e piacevole, è perché quel qualcuno semplicemente non mi piace davvero.

Anche per voi è così?