Categoria: A letto con Sally Moon

Scopamicizia tra donne: un contratto ci salverà dai lesbodrammi

Ebbene sì: anche tra donne esiste la scopamicizia. In realtà tra donne è un po’ più complicato di una coppia uomo-donna e di una uomo-uomo. Se vi state chiedendo il motivo è evidente che non avete mai avuto una relazione con una donna. Avete presenti i cosiddetti lesbodrammi? Ecco. Immaginate di avere una scopamica che si innamora di voi; intano voi, ignare di tutto, vi comportate normalmente, convinte che ci saranno le regole non scritte a proteggervi. In realtà vi sbagliate: ci sarà sempre qualcosa che sarà stato frainteso o che non avrete capito. Ecco allora una simpatica proposta: un contratto di scopamicizia (anche se tecnicamente si tratta di una scrittura privata, le amiche giuriste mi consentiranno certamente questo uso improprio del termine).

Ovviamente quanto segue non ha alcuna validità legale, ma può aiutare a definire i confini di un rapporto che, per sua natura, deve essere chiaro e accettato da entrambe le parti. In questo modo potrete mettere in chiaro il tipo di relazione che state creando e dormire sonni tranquilli, lontane dai lesbodrammi… Forse!


Con la presente scrittura, _______________________ e ________________________, di seguito denominate parti,

consapevoli che la presente scrittura non ha alcuna validità legale, ma è solo un impegno assunto da entrambe le parti per il proprio piacere ed appagamento personale e, desiderose di dichiarare e testimoniare il proprio consenso e la propria volontà;

premesso che ciascuna parte è libera da ogni condizionamento e nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, non ha subito alcuna costrizione, forzatura o abuso da parte di alcuno;

stipulano quanto segue.

Art. 1 (Oggetto e scopo): Con la presente scrittura privata, le parti individuano la finalità del loro rapporto nel reciproco benessere psicofisico.

Art. 2 (Durata): La presente scrittura privata non prevede vincoli di durata e ciascuna parte può esercitare ad nuntum diritto di recesso.

Art. 3 (Obbligo di fedeltà): Ciascuna parte rinuncia a qualsiasi diritto possa essere vantato nei confronti dell’altra in merito alla fedeltà. Le parti, dunque, non si impegnano alla fedeltà reciproca.

Art. 4 (Divieto di scenate di gelosia): Le parti si impegnano a rispettare il divieto delle cd. scenate di gelosia, ivi comprese lacrime e altre manifestazioni simili. Sono ammesse le cd. frecciatine purché scherzose e non motivate da reale gelosia.

Art. 5 (Innamoramento): Le parti si impegnano a non innamorarsi e ad assumere ogni misura possibile per evitare tale evenienza. Ciascuna parte si impegna a recedere dalla presente scrittura privata qualora dovesse rendersi conto di iniziare a provare sentimenti. Qualora ciò accada, la presente scrittura si intenderà risolta ipso iure.

Art. 6 (Complicazioni accessorie): Si considerano escluse dal rapporto tra le parti le seguenti complicazioni accessorie:

  1. Richieste di fidanzamento/convivenza;
  2. Shopping in coppia;
  3. Festeggiamento di ricorrenze di ogni tipo (es. anniversari);
  4. Altre circostanze definite dalle parti (anche in via convenzionale).

Art. 7 (Incontri): Ciascuna parte si impegna a non imporre all’altra alcuna periodicità di incontri. Ogni incontro potrà essere liberamente proposto e accettato (o rifiutato) da ciascuna delle parti.

Art. 8 (Vita sentimentale): Le parti riconoscono che i dettagli sulla rispettiva vita sentimentale sono personali. Le parti non sono obbligate a comunicarsi eventuali frequentazioni o relazioni esterne. Ogni comunicazione riguardante la vita sentimentale, quindi, potrà solo essere motivata da cortesia, non potendo essere pretesa.

Art. 9 (Lealtà reciproca): Per stessa natura, il rapporto si intende segreto. Per questo motivo, ciascuna parte si impegna a rispettare il vincolo di lealtà reciproca, evitando qualsiasi tipo di riferimento al presente rapporto in caso di incontri casuali e rimanendo, in ogni caso, estranea ai rapporti che l’altra parte intrattiene con persone esterne alla presente scrittura.

Luogo e data _________________                                                      Firme ____________________________

Se scappi, ti spotto

Con la diffusione dei social network, la comunicazione è cambiata e anche le tecniche di seduzione sono cambiate. Se prima si cercava a tutti i costi di conoscere la ragazza (o il ragazzo) che ci piaceva, poi ci si scambiava il numero, ci si conosceva e si scoprivano tante informazioni scottanti, magari anche inviando l’amica ad indagare.

Adesso la situazione è un po’ diversa: una volta notata la ragazza X ci si lancia in uno spulciaggio compulsivo del suo profilo Facebook, per passare poi a quello di Instagram, magari si prova anche a lanciare l’amo, inviando una richiesta di amicizia. E diciamocelo, qualora dovesse accettare inizieranno i primi festeggiamenti, soprattutto se ci saranno indizi di presunta omosessualità. O almeno bisessualità! Perché in fondo è così, basta poco per iniziare il ciclo del corteggiamento ed è sufficiente quel “Like” alla pagina de IlPuntoH per scatenare i nostri ormoni. Così iniziano i “Mi piace” alle fotografie, i commenti agli stati e anche qualche messaggino privato se lei sta al gioco. Il vero problema è se lei non accetta la richiesta di amicizia. Un vero e proprio dramma per chi resta ad osservare tristemente il profilo di quella ragazza bellissima, che nei nostri pensieri diventa anche molto divertente e dai modi affascinanti. È frustrante conoscere tutto di lei, della sua vita e non poterla salutare quando casualmente la incontri nei luoghi che entrambe frequentate. O meglio, che tu hai iniziato a frequentare dopo aver saputo che sono i suoi preferiti.

A risolvere questa situazione di stallo giunge Spotted. Da qualche anno, anche le cittadine più piccole come la mia – che a tratti sembra Lilliput – hanno un relativo gruppo Spotted e perfino io, scettica come sono, mi sono ritrovata imprigionata dalle sue maglie. Dopo aver osservato da lontano per circa cinque anni una bellissima ragazza di  Lilliput, aver scoperto tutto il conoscibile, compreso il colore dei calzini disposti nel cassetto dell’armadio della sua camera da letto, aver tentato di diventare amica dell’amico con cui la vedevo spesso parlare, nella speranza che me la presentasse visto che aveva allegramente declinato la mia richiesta di amicizia, ho deciso di spottarla. In realtà le cose sono andate più o meno così: l’amico di cui sopra, nel frattempo diventato amico in comune, stanco della violenza psicologica che stava subendo, ha pronunciato queste parole: «Ma perché non la spotti?». Naturalmente da buona insocial ho chiesto se fosse davvero possibile che Lilliput avesse questo simpatico servizio. Visto che la risposta è stata affermativa, mi sono lanciata in questa avventura, sperando forse che quella stessa ragazza che stava ignorando ogni mio tentativo potesse sciogliersi dinanzi a ‘sì tanta audacia. Impacchettato il messaggino, inviato alla pagina che cura il servizio segreto di incontri garantendo (almeno spero) il massimo anonimato al mittente, sono rimasta ad osservarne gli effetti. Devo ammetterlo, mentre osservavo i cerchi propagarsi come se avessi lanciato una pietra nel mare, mi sentivo frizzante, piena di ingenue speranze e farfalle svolazzanti nello stomaco.

Sembra davvero bello descritto così, ma poi accade – e credetemi, accade sempre – che a rispondere sia una sua amica, inviata a scoprire l’identità del mittente, che lancia, a sua volta, un amo. Nel mio caso, galvanizzata dalla risposta dell’amica perché se-ha-mandato-l’amica-allora-vuole-sapere-chi-sono-e-sicuramente-avrà-capito-che-sono-io-quindi-le-interesso, da buona furbetta ho optato per la scelta rispondo-dal-profilo-falso. Tuttavia, come già in precedenza sottolineato, sono profondamente lontana dalle logiche dei social network e quindi mi hanno sgamata subito (non avevo considerato che l’unica amicizia in comune tra me-profilo-nomefalso e l’amica della spottata fosse me-profilo-nomereale. Siate clementi).

Così ciò che doveva essermi ben chiaro ormai da tempo si è manifestato sotto forma di messaggino, recitante più o meno così: «Non le interessi, altrimenti me lo avrebbe detto». “E lo avrebbe fatto capire anche a me”, mi sono detta facendo leva sull’ultima briciola di buon senso e scacciando le domande tipiche di questi casi (es. va be’, ma mica una va a raccontare tutti i fatti suoi all’amica – magari no, ma forse era solo un modo carino per dirti che pensa tu sia un cesso – , magari le piaccio ma non lo sa – WTF! mi vergogno anche solo per averlo pensato).

Morale.

Così si è conclusa la mia avventura con Spotted, al quale credo di non rivolgermi mai più, perché in fondo si finisce sempre così, con te che fai voli pindarici e poi ti trovi sfracellata a terra come la più marcia delle arance. Quindi la lezione che ho imparato da questa breve eppure intensa esperienza è: se corteggi da lontano una ragazza per cinque anni ma non riesci a conoscerla e lei continua, nonostante tutto, a non accorgersi della tua esistenza, non insistere. Perché da Spotted a Figura-di-merda il passaggio è breve.

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Lesbosexual: ma chi delle due fa il maschio?

Il primo appuntamento con il mondo saffico osservato da una lella cinica non può che riguardare una delle domande più gettonate. Chiunque abbia svelato ad amici e parenti di aver avuto un rapporto saffico avrà, infatti, dovuto subire questa domanda, dovendo soffocare quell’espressione frutto di un miscuglio tra l’imbarazzo e il disappunto.

Già, perché in effetti è questo il primo dubbio che si impossessa della mente dell’interlocutore (a meno che non si tratti della vostra amica lella o del vostro amico gaio) che si sente dire: “Sai, sono stata a letto con una donna”.

“Ma chi fa il maschio?” La risposta è: nessuno!

Il motivo per cui una donna decide di avere un rapporto sessuale con un’altra donna è, nella maggior parte dei casi, quello di godere delle capacità amatorie femminili. Sembra chiaro, quindi, che sarebbe a dir poco contraddittorio cercare in una donna qualcosa di maschile.

Il problema è che questo punto spesso non è chiaro alle amiche lelle. E questo finisce per essere un grandissimo problema. Soprattutto quando lei non è particolarmente brava nei preliminari. Perché noi donne, tra le varie particolarità, abbiamo bisogno di tempo: dobbiamo prepararci psicologicamente. Allora poi può capitarti (e ti capiterà, se non ti è ancora capitata) quella che si fionda senza assicurarsi che tu sia pronta “psicologicamente”. Eppure è davvero molto semplice! È un po’ come stare lì ad attendere che la torta di mele sia pronta per essere tolta dal forno: non basta rispettare i tempi, ma devi sentirlo. E si sente, eccome se si sente.

Ricordo una delle mie prime saffo-esperienze, quando da giovane apetta ero alla ricerca del giusto fiorellino e mi ritrovai a letto con un’ape-esperta. Dopo aver esplorato senza indugio la terra promessa, si è lanciata in una penetrazione a sorpresa. Il comprensibile fastidio era nulla in confronto a ciò che i miei occhi erano costretti a vedere e il mio corpo a sentire: lei che, ondeggiando come un serpente, cercava di simulare una penetrazione maschia. Ragà, era una cosa troppo comica! Se non hai un pene perché ti muovi come se ne avessi uno? Così sono stata costretta a fermarla perché la cosa era veramente troppo imbarazzante…Quindi, nonostante il mio essere una passiva al 99,9%, ho dovuto prende in mano la situazione per salvare il salvabile e fuggire al più presto da quel letto.

Dopo anni non ho ancora capito perché molte donne tendano ad amare in modo così irruento e per nulla sensuale. E soprattutto, non sarebbe meglio accertarsi che lei sia pronta? Perché, qualora non fosse risaputo, se il terreno è arido il semino non germoglia.