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A Tu Per You Con Alex Roman – Porno attore gay made in Italy

Questa nuova stagione di pubblicazioni vogliamo farla cominciare col botto… o forse proprio col “bottom”, grazie al tempo dedicatoci da Alex Roman: porno attore gay made in Italy. Il contenuto di questa intervista, così come i link a cui si può accedere tramite questo articolo (sui quali non abbiamo alcuna responsabilità) come prevedibile, potrebbero risultare molto sensibili per taluni lettori, ragion per cui ci permettiamo di consigliare la lettura della seguente intervista solo a persone maggiorenni,

Arricriatevi!

 

La bio del tuo profilo twitter recita “The Power Bottom, made in Italy but based in London”: raccontaci un pò, come mai ti definisce The Power Bottom, credi di avere l’x Factor che serve per vincere su tutti i bottom? Di dove sei originario? 

A Tu Per You Con Sem E Stenn

Abbiamo fatto una chiacchierata con Sem&Sténn, il famoso duo che ad XFactor ci ha fatto vivere non solo dei bellissimi momenti di spettacolo in tv ma ci hanno fatto anche far parte della loro vita e della loro storia per qualche settimana.
foto by Silva Tofani
Dopo XFactor non si sono fermati, ma hanno ingranato la marcia e messo in cantiere nuovi progetti, proprio come Offbeat, il loro primo Lp di cui parleremo anche in questa pagina. Una chiacchierata con Sem e Sténn e ci siamo fatti raccontare, il passato, il presente e il futuro (quello prossimo ovviamente) di questo duo che farà parlare tanto di se.
1- Buongiorno ragazzi, è un piacere avervi qui con noi sulle pagine de ilPuntoH, vi abbiamo seguito ad Xfactor e ora vi ritroviamo in una veste che sembra quasi del tutto nuova, è una nostra impressione o con OFFBEAT avete intrapreso una rotta differente da quella a cui ci avevate abituati con XFactor?
Grazie a voi. Xfactor ci ha dato molta visibilità e in quel contesto segui un meccanismo preciso, che è televisivo. Con Offbeat abbiamo la massima libertà di esprimere le nostre idee, di mostrare le nostre capacità come autori e performer. Fuori dal programma devi dimostrare il tuo vero valore.
2-  Ci parlate un pò di più di OFFBEAT e del progetto che avete intrapreso? Qual’è il concept di questo primo lavoro discografico?
È il nostro primo Lp e quindi parla di noi. Si basa sulla consapevolezza di essere fuori dagli schemi, fuori dalle convenzioni musicali e di costume. Ma non è una critica al sistema, è un album pop che non segue i riferimenti del pop all’italiana, e per questo richiederà più tempo per essere apprezzato ma la cosa non ci spaventa, chi spiana la strada ha sempre molte difficoltà in più di chi scalda la solita minestra.
3- É bello vedere che degli artisti così giovani, specialmente in Italia, sperimentino qualcosa di nuovo e investano con così tanta caparbietà sulla propria carriera, ma la domanda ora è di rito: cosa portate con voi della partecipazione ad Xfactor? Con quali dei concorrenti e dei coach avete mantenuto contatti e siete rimasti amici?
Ci portiamo una grande bella esperienza, un rapporto splendido con il nostro giudice  Manuel e tanti nuovi fan. Siamo rimasti in buoni rapporti con tutti, o in alcuni casi abbiamo cercato di mantenere un buon ricordo.
4-L’Italia si sta muovendo molto lentamente, ma almeno qualcosa si sta muovendo in materia di diritti LGBT+, e noi che siamo attivissimi su questo fronte, ci domandiamo se e quanto sia stato difficile fare accettare  il vostro duo che oltre ad essere artistico è un duo nella vita, siete una coppia, sia in un programma come quello di Xfactor che nello showbiz?
foto by Silva Tofani

Far parte apertamente di questa comunità è faticoso perché sei sempre bersaglio facilmente attaccabile. Ma “farsi accettare” non è la soluzione. Noi siamo ciò che siamo e può non piacere, ma agli omofobi non piaceremo mai a prescindere da ciò che facciamo. La nostra è una identità musicale, personale e artistica che non si possono separare tra loro. Il prezzo di questa scelta di campo è alto, riceviamo ancora oggi insulti di ogni genere, e forse è per questo che molti nostri colleghi decidono di rimanere nell’ombra.

5- Siete mai stati vittima di episodi di omofobia di qualsiasi genere? Come avete reagito? Cosa vi sentireste di dire o come vi sentireste di commentare gli ultimi vergognosi atti di omofobia in Italia? 
Si, molte volte, e abbiamo sempre reagito chiudendoci in noi stessi perché ci siamo sentiti soli.
Ed è una sensazione che vorremmo evitare alle nuove generazioni lgbt+ : il nostro dovere è combattere l’odio e promuovere il valore della diversità. non dobbiamo permettere a nessuno di dirci come dobbiamo vestirci o per chi dobbiamo provare sentimenti.
6- Come vi siete conosciuti? Sognate un matrimonio? Una famiglia? Ci pare di capire che siate stati “il primo” l’uno per l’altro.
Online, sogniamo un matrimonio ma molto opulento quindi dobbiamo aspettare di avere tanti soldi. Si, abbiamo condiviso tante prime volte insieme, è il nostro segreto di successo.
7- Molti dei nostri lettori purtroppo non hanno ancora fatto il proprio coming out con la famiglia, volete per paura o per altro, vi andrebbe di raccontarci come avete fatto coming out alle vostre famiglie e come hanno reagito? Cosa vi sentireste di dire ai nostri lettori che ancora non hanno avuto il coraggio di fare coming out?
Chi vi ama lo farà ad ogni condizione, rosso verde giallo poco importa. È così che si ama. Dovrete cambiare ruolo, non sarete più figli ma genitori, insegnerete loro qualcosa in più del mondo. E armatevi di tanta pazienza.
Foto by Silva Tofani

8- torniamo subito al vostro nuovo progetto discografico: com’è stato girare il video di baby Run con Manuel Agnelli? Che rapporto c’è con il vostro ex coach?

Bellissimo. Con Manuel siamo finiti a nozze.
9- Avete anche iniziato un tour in tutta Italia, come stanno andando le date? Dove potremo vedervi prossimamente? Invitate noi HPunters al concerto di Milano anche nel back stage? 😉
Abbiamo toccato molte zone d’Italia e la vita in tour è tanto bella quanto disorientante. È sempre bellissimo ricevere così tante energie positive dal palco. I prossimi appuntamenti sono: 18 maggio a Brescia (Latteria Molloy) 19 maggio a Milano (Ohibò). E proprio per questa data milanese con ilPuntoH ci sono a disposizione 2 biglietti per chi lascerà il commento più simpatico sotto quest’intervista, e lascia il tuo indirizzo mail per farti contattare.
10- Quali sono stati fino ad oggi i messaggi o i gesti ricevuti dai vostri fan che vi hanno fatto battere forte il cuore?
foto by Silvia Tofani

Regali in camerino, illustrazioni, quadri, magliette, ma anche cose non materiali. Ad ogni fine concerto ci prendiamo del tempo per parlare con i fan ed è un momento prezioso per noi.

11- E in ultimo, concludiamo con una delle domande che ci piace fare quando intervistiamo: c’è una domanda che non vi abbiamo fatto ma alla quale morite dalla voglia di rispondere? Lo sappiamo che ce l’avete, siamo curiosi
🙂 
Qual è il vostro segreto di bellezza?
Non ve lo diremo mai!

A Tu Per You – I ragazzi di ‘Ferretti cammina con me’.

Siamo nel pieno di quest’estate 2017 e già abbiamo le prime mode: il Fidget Spinner, Despacito, i fenicotteri gonfiabili da spiaggia e i cantanti che cadono rovinosamente sui palchi.

E il web? Risponde con la pagina Facebook più geniale, divertente e di successo del momento: Ferretti cammina con me.

Si tratta di un connubio di due serie cult estremamente agli antipodi tra loro: ‘I Segreti di Twin Peaks’ e ‘Boris’.

La prima non ha bisogno di presentazioni: si tratta del ritorno in grande stile del maestro David Lynch e della famigerata cittadina ripiena di demoni, incubi e sangue. Anche noi ce ne siamo occupati più volte.

La seconda è una serie comica italiana in cui viene raccontato il dietro le quinte di un melenso sceneggiato televisivo dal titolo ‘Gli occhi del cuore’. Il protagonista è un vulcanico regista che deve destreggiarsi tra attrici cagne, raccomandati vari, sceneggiatori cialtroni e una produzione senza soldi. Un successo silenzioso ma inesorabile, che ha permesso addirittura la realizzazione di un film per il cinema. Le citazioni di Boris infestano da anni le bacheche social di mezza Italia. Sembrava il massimo ottenibile, eppure tre ragazzi hanno pensato di smontare l’orrore lynchiano con le citazioni di Renè Ferretti & co. Il risultato? Più di 12.000 like registrati in un battibaleno e una condivisione a macchia d’olio che non accenna a fermarsi!

Ferretti-cammina-con-me-14E allora abbiamo stanato le menti diaboliche dietro questo imprevedibile successo e abbiamo cercato di capire come nasce un cult.

– Come vi è venuta l’idea di coniugare questi due telefilm così diversi tra loro?

L’idea è nata, banalmente, guardando e commentando i nuovi episodi di Twin Peaks tra amici. Sul divano davanti allo schermo c’era lo stesso gruppo di amici con cui anni prima avevamo guardato Boris e la visione di Boris è un’esperienza dalla quale non si torna indietro. È difficile, dopo averla vista, scrollarsi di dosso ed eliminare dal proprio vocabolario espressioni come “a cazzo di cane”, “dai dai dai”, “è coffèè break, signori”. Per cui è stato naturale, e per certi versi inevitabile, rileggere Twin Peaks alla luce di quel filtro. A farci ridere, in particolare, è ovviamente il contrasto che si viene a creare: prendere David Lynch, un maestro autorevole e indiscusso del cinema americano, immaginarlo alle prese con gli attori cani, i collaboratori svogliati e le piccole meschine difficoltà quotidiane del set e vederlo reagire con la delicatezza tutta romanesca di Renè Ferretti. In linea di massima noi comunque siamo grandi fan di entrambe le serie, per cui è stata anche un’occasione di mettere insieme due cose che amiamo e usarle per giocarci un po’.

– La vostra pagina si alimenta anche grazie ai contributi dei vostri fans. Vi aspettavate un riscontro così massiccio?5fb72d2c-43bd-4468-83a5-9d35b7700699_large

No, non ci aspettavamo i contributi e non ci aspettavamo questo successo. Quando abbiamo deciso di aprirla i nostri pronostici è che avremmo preso una decina di mipiace da amici e parenti, che saremmo durati tre giorni “e poi tutti a casa ad aggiornare il curriculum”. Il fatto che le cose siano andate diversamente ci ha colti davvero di sorpresa. In particolare non ci aspettavamo di trovarci la casella dei messaggi straripante di una pioggia di contributi, la maggior parte dei quali tra l’altro ottimi. Anzi, a questo punto ci piacerebbe approfittare biecamente de Il PuntoH e sfruttare questa intervista per ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze che quotidianamente ci inviano contributi. È grazie a loro che FCCM sta in piedi.

– Avete già in mente una nuova accoppiata da mettere alla berlina?

Fino ai primi di Settembre siamo coperti perché c’è ancora Twin Peaks. Poi, se dobbiamo pensare a un futuro per la pagina (ammesso che sia destinata ad averlo, un futuro), ci piace pensare ad essa come un potenziale frullatore di cultura pop. Abbiamo già provato un po’ a variare la formula delle nostre gag, facendo reagire Boris e Twin Peaks non solo tra loro ma con altri materiali disparati: Berlusconi, Pippo Franco, Merkel & Putin, Paolo Villaggio, eccetera. Ecco, se dobbiamo pensare a cosa sarà FCCM nel futuro ce lo immaginiamo così, come un posto in cui Pippo Franco irrompe nel cinema di David Lynch o il dottor House è imparentato con Lino Banfi e lavora in una asl a Poggifiorito. O in alternativa, possiamo sempre immolarci al capitale e vendere la pagina per denaro al miglior offerente. Che a ripensarci non è niente male, come ipotesi.

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– Parlateci un po’ di voi, adesso! Chi siete, cosa fate…

Siamo Daniele Giovannone, Francesco Iervolino e Alberto Iannone: tre ragazzi, tutti studenti o post-studenti, che si conoscono da quasi quindici anni e che hanno passato una buona percentuale di questi insieme davanti a uno schermo.

– Avete avuto qualche riscontro dal team di Boris? 19554204_298635480547395_8962689855720853343_n

Purtroppo no, non direttamente. Abbiamo avuto un’ottima recensione dalla pagina Boris Italia, che però non è ufficiale anche se molto ben fatta. Certo, ovviamente sarebbe un sogno che si realizza ricevere una parola di apprezzamento o una lettera di diffida dal team di Boris. Certo, potendo scegliere magari preferiremmo la parola di apprezzamento, ma siamo gente che sa accontentarsi.

– C’è una domanda che nessuno vi ha mai fatto e alla quale morite dalla voglia di rispondere?

Una domanda che nessuno ci ha mai posto ma alla quale risponderemmo volentieri è: “Vi posso dare un sacco di soldi senza nessuna ragione?”

Ragazzi grazie infinite per la vostra disponibilità, ovviamente noi continueremo a seguirvi! Ma non possiamo lasciarvi andare senza chiedervi un saluto nel vostro stile…

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Sciaouz!

Tracio

Dante Lami - intervista con ilPuntoH

A tu per you – Dante Lami

E diamo il benvenuto sul pianeta IlPuntoH a Dante Lami protagonista, insieme alla nipotina, del video di outing più dolce di sempre!

Tra i suoi mille impegni di lavoro, siamo riusciti finalmente ad acciuffarlo e abbiamo parlato a ruota libera di tutto.

– Partiamo fal tuo famoso video: il tuo modo così spontaneo e naturale di fare outing ha fatto sì che doventasse virale, mostrando una maniera gioiosa e dolcissima per uscire allo scoperto: come è nato?

Questo video è nato in maniera davvero spontanea, durante una sera in cui stavo facendo una grigliata in famiglia con i miei fratelli, le loro compagne e i miei nipoti. A un certo punto, mia nipote Alice si avvicina a me e mi dice ‘Io lo so perchè sei gay’. Sono rimasto subito scioccato e poi colpito dalla sua naturalezza, come se dicesse ‘Io lo so che sei stato tu a mangiare le caramelle’. Così l’ho portata in casa per parlarle con calma. Avendola cresciuta per tanti anni, lei si è subito allarmata, pensando di aver fatto qualcosa di male. In realtà volevo capire il perchè della sua affermazione, sebbene io non gliene avessi mai parlato. Ma non per pudore o vergogna: semplicemente perchè non avevo mai avuto la necessità o alcuna motivazione per farlo.

– E che reazioni hai avuto? Dagli amici e dagli estranei.

Inizialmente mio fratello e sua moglie erano un po’ contrariati, più per il fatto di proteggere la loro bambina dalla potenza virale di questa chiaccherata in cui si affronta un tema abbastanza delicato. Poi hanno comunque constatato la naturalezza e la normalità di questo video, in cui uno zio spiega una cosa alla sua nipotina.

Dagli estranei ho ricevuto valanghe di pareri positivi: mi hanno scritto da moltissime parti d’Italia e anche dall’estero, alcuni in lingue che nemmeno conosco! In generale hanno reagito bene, ringraziandomi. Certo a parere mio non ho fatto chissà cosa di strabiliante, seppure le piccole cose, a quanto pare, riescono a diventare davvero potenti.18337503_10155292968468711_1302526621_n

Ma ho riscontrato anche cattiveria. Tanta tanta cattiveria. Mi hanno scritto di tutto: che era tutto studiato per diventare famoso o peggio insulti a mia nipote. Io ovviamente l’ho difesa in tutto e per tutto. Sai, dietro una tastiera è facile giudicare. A distanza di tempo ne ho parlato nuovamente con lei, alcuni scrivevano che non sapesse fare neanche le tabelline. La mia risposta ironica era stato uno screenshot in cui io le scrivevo che la gente pensava non conoscesse le tabelline. E lei aveva risposto di stare tranquilli, che le sapeva eccome! La gente riesce a trovare la cattiveria anche nelle piccole cose che diventano virali. Non credo lo facciano per invidia, ma solo proprio per parlare e dare sfogo a chissà cosa. Solo per aprire bocca.

– Il coming out è una fase molto molto delicata della vita di un gay, il tuo com’è stato?

Ma in realtà non c’è mai stato un vero e proprio coming out. Fin da piccolo sono sempre apparso come più stravagante ed effeminato dei ragazzi comuni, soprattutto nel mio paese, dove semplicemente girare con barba o capelli colorati ti fa subito sembrare diverso.  Credo mi abbiano sempre identificato come gay. Però non è stata nemmeno facile: puntualmente sono arrivate le prese in giro che tutti noi omosessuali conosciamo. Forse però è stato più difficile il coming out con me stesso: il guardarmi allo specchio dritto negli occhi e dirmi ‘Sì, sono gay’. Quello è stato molto difficile e sentito, per il resto si è sempre saputo, non ho mai dovuto fare grandi annunci o altro. Diciamo che poi il video ha tolto ogni possibile dubbio!

– Con il tuo video che messaggio hai voluto lanciare? E hai avuto risposte? Riscontri, testimonianze…

Non pensavo facesse così scalpore. Non avevo certo intenzione di lanciare qualche tipo di ideologia o messaggio supremo. Semmai volevo semplicemente condividere una gioia con mia nipote. Ero entusiasta e felice di poter essere al 100 % me stesso con lei. E poi credo sia un desiderio di un po’ tutti gli zii dire ai propri nipoti ciò che gli piace, ciò che amano e cosa li rende felici. Il mio è stato un video in cui celebravo la gioia nel sapere che lei sapesse che ero gay.

– Come giudichi, in base alla tua esperienza, l’omosessualità in Italia?

Azz, che domanda! A mio parere siamo, per alcuni versi, davvero indietro. A nostra difesa, però , devo dire che ciò che spaventa è sempre visto come pericoloso e non giusto. Secondo me bisognerebbe solo guardarsi un po’ di più allo specchio e pensare a ciò che e giusto e ciò che è sbagliato. Cioccolato, fragola, maschio, femmina, sono solo gusti. Più che aprire la mente, dovremmo guardarci tutti 18361011_10155292968768711_1101407961_nallo specchio e chiederci se siamo davvero felici. Vivere con queste restrizioni, anche a livello mentale, è un danno in primis per noi stessi. In Italia le cose vanno e non vanno: vanno per i comodi degli altri, per la classe politica. Potrebbero andare di più se non si trovasse sempre la scusante della Chiesa. In effetti, però, negli anni anche noi abbiamo fatto dei passi importanti.

Nel settore gay avrei delle note negative: abbiamo impiegato tanti anni per fare coming out, ora dovremmo dare agli eterosessuali e a chiunque ci veda come qualcosa di sbagliato, modo di non parlare negativamente di noi. Forse dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza e capire che facciamo tutti le stesse cose, dalla vita privata a quella lavorativa.

– Quello che sta accadendo in paesi poco distanti da noi, mi riferisco alla Russia e alla Cecenia, non può non colpire per la sua crudeltà. Tu cosa ne pensi?

Tutto ciò fa schifo! Siamo nel 2017 e siamo negli anni di Hitler, in cui le persone venivano torturate e uccise senza un motivo, senza uno scopo, senza un perchè. Secondo me i campi di concentramento in Cecenia, la politica russa e i paesi in cui l’omosessualità viene vista come una malattia o deviazione mentale, vengono raggruppati in una sola parola: ODIO.

Tutto questo è inammissibile. Non posso credere che ci siano paesi non lontani da noi in cui un omosessuale viene fatto prigioniero, torturato e poi ucciso. Non è nemmeno, quindi, una morte semplice, ma un vero e proprio calvario. Credo che nessun Dio di nessuna religione dica questo. Questo è il vero male sulla terra, far sì che tutto ciò per cui si combatte venga spazzato via da questi gesti insani.

– E ora parliamo di Dante privato! Dicci qualcosa di te! Che fai, ecc..

Wow, sembra molto ‘The Club’ questa domanda! (ride)

Allora, sono Dante Lami. Dante era il nome di mio padre, io in verità mi chiamo Andrea. Ho 26 anni e lavoro da quando ne avevo 13, iniziando per gioco quello che in seguito ho trasformato nella mia attività di parrucchiere. Il mio sogno è sempre stato quello di avere un tetto sulla mia testa. Perchè mio padre mi ha sempre insegnato che è una cosa fondamentale.

Ho tanti sogni, che poi sono cambiati con l’età. Ora come ora quello che desidero è la felicità nelle sue molteplici sfaccettature: un lavoro sicuro e amici che sono a tutti gli effetti una vera e propria famiglia. Essendo un po’ una frana in amore, sono anche molto fortunato ad aver incontrato Alessandro, un ragazzo con cui mi frequento da qualche mese. Per adesso cerco di puntare alla meta, senza sognare troppo a occhi aperti. Punto al traguardo e nel frattempo cerco di esaudire i miei sogni.

– Hai partecipato a un seguitissimo canale Youtube dal nome ‘Scherzi di coppia’, parlacene un po’

Con Katia e Luca e i loro ‘Scherzi di coppia’ è nato tutto per gioco. Mi aveva cercato lei su Facebook e mi aveva proposto questo modo di trasmettere ciò che si è. Nei loro video eravamo partiti dalla scusa dei capelli per poi affrontare diversi temi che li legavano ad essi. Abbiamo parlato del mio video e delle tante sfaccettature dell’omosessualità, dalle mode alle leggi. Il tutto in maniera assolutamente scherzosa e pacifica. Abbiamo passato tante ore a ridere e ascoltarci. Il vero lavoro era poi concentrare il tutto in pochi minuti di video! Quello che però è sempre sempre trasparito è la sincerità e l‘aver affrontato temi a volte molto molto seri in maniera libera, serena e ironica.

Approfitto per salutare e ringraziare Katia e Luca, ci siamo sentiti recentemente perchè è uscito il loro primo libro. Sono davvero contento per loro: sono due bravissimi youtuber, estremamente alla mano, molto simpatici e mi hanno fatto sentire come a casa. Tante risate e delle mangiate infinite! Auguro loro tutto il meglio.

– Visto che sei un esperto del settore, non possiamo non chiederti delle dritte su cosa sarà trendy quest’estate!

Sinceramente il settore parrucchieri ha molte sfaccettature: ciò che può piacere non deve essere per forza seguito da tutti come le pecore. Personalmente quello che mi piace e che 18386549_10155292968963711_626127268_nproporrò come un must alle mie clienti, è un ‘long bob’: un taglio abbastanza lineare e lievemente scalato, portato prevalentemente con delle onde effetto mare. Molto biondo, moltre radici scure e lunghezze chiare. Ma soprattutto, per quanto riguarda la sfera colorazione, il trend di quest’anno è l’electric banana: un giallo banana molto molto effetto Flash. Per quanto riguarda i tagli maschili, viva i capelli lunghi e le linee morbide: basta i rasati e basta linee ‘tamarre’!

– E ora concludiamo l’intervista con il nostro classico: c’è una domanda che nessuno ti ha mai fatto e alla quale muori dalla voglia di rispondere?

Ma sai, non c’è una domanda vera e propria che aspetto da una vita. Forse la gente non si sofferma molto sui percorsi che fanno le persone. Nella mia vita avrei voluto incontrare persone che, giunte a un certo punto di una frequentazione o di una relazione, chiedessero del mio passato. Avrei preferito che mi conoscessero di più, perchè io ho sempre dato la possibilità alle persone di farsi conoscere e di conoscermi. Quindi più che una domanda, la mia è una motivazione: vorrei che le persone si prendessero la briga di conoscere anche il passato di un ragazzo. le cose belle e quelle brutte. Indipendentemente dal fine.

Dante, grazie infinite per la tua disponibilità. E grazie per averci insegnato che l’outing può essere fatto in maniera semplice e gioiosa!


Tracio

contiamoci censimento famiglie lgbt

Contiamoci! Primo censimento delle Famiglie LGBT

CONTIAMOCI! La storia dei diritti va ancora scritta! 

contiamoci censimento famiglie lgbt#Contiamoci è il primo censimento delle famiglie LGBT in Italia, è un progetto importante, un’iniziativa unica nel suo genere che è bene conoscere, a cui vi invitiamo a prendere parte visitando il sito http://datacollection.risorselgbti.eu/famiglielgbtqi/

“Contiamoci” conta molto per tutti noi popolo LGBT italiano, conta perché è solo così, dimostrando a tutti quanto e da quanto esistiamo e quanto contiamo nella vita quotidiana di questo Paese, che possiamo scrivere per bene la storia dei diritti LGBT!

IlPuntoH incuriosito e spinto a promuovere questa bellissima iniziativa, ha intervistato Valeria Roberti e il gruppo di attiviste che ha ideato il questionario e con loro si è fatto una chiacchierata nello stile “A Tu Per You Con IlPuntoH”… enjoy!

1) Innanzitutto vorremmo sapere un po’ più di voi, com’è nato il progetto #Contiamoci e quante persone lavorano dietro a quest’impresa che nemmeno l’Istat c’era riuscita nel lontano 2011?

#Contiamoci è nato grazie ad un bando di ILGA Europe per la documentazione e l’advocacy delle famiglie LGBTI in Europa… E a noi, che la documentazione appassiona molto, è sembrato sensato inviare un progetto che riguardasse l’Italia e tutte le nostre famiglie LGBTI! E’ ovvio che una ricerca come questa non avrebbe avuto valore se non fosse stata accompagnata alla partnership di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow, le due associazioni principali di Famiglie LGBTI nel nostro Paese.

Il gruppo di lavoro è composto sia dal Centro Risorse LGBTI, che dai partner. Dafne Spirlì è la Project Manager, io, Valeria, sono Project Manager Assistant, ci supportano Laura Girasole, Coordinatrice del CR e Luna Liboni, nostra giovane Research Officer.. ma non possiamo di certo dire che tutto si conclude qui: come dicevo prima, il ruolo di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow è fondamentale: Roberta Zangoli e Alessia Crocini per FA insieme ad Egon Botteghi e Marilisa Calò per RGR sono i tasselli fondamentali di questo lavoro!
Infine ci siamo avvalse della preziosa collaborazione dei Dott. Corbisiero e Monaco dell’Osservatorio LGBT del Dipartimento di Scienze Sociali, Università degli Studi di Napoli, Federico II nella fase di elaborazione del questionario.

2) A chi è diretto questo progetto? Chi può partecipare al questionario?

contiamoci censimento famiglie lgbtQualsiasi unione che si riconosca nel termine “famiglia” e che abbia almeno un* componente LGBTI… so benissimo che detta così assomiglia ad un rebus.. ma ci sembra la formulazione più inclusiva. Se dovessimo elencare tutte le forme di famiglia ammissibili alla compilazione non finiremmo più! 

3) Come siete arrivat* a selezionare determinati oggetti/soggetti/informazioni da richiedere per il progetto di censimento delle famiglie LGBTI italiane?

E’ stato un lavoro che abbiamo svolto insieme ai partner di progetto: nel confrontarci abbiamo notato come non si sappia nulla delle nostre “unioni”, della nostra quotidianità, delle nostre vite vere.. e per questo abbiamo preferito aggiungere qualche domanda di approfondimento ai classici quesiti. Inoltre ci interessa molto raccogliere dati relativi a realtà meno visibili come le unioni poliamorose, o i genitori single, per questo abbiamo allargato il campo di indagine e posto domande più dettagliate. 

4) Qual è il motivo che vi spinge a contare le Famiglie LGBTI in Italia? Sulla pagina iniziale del vostro sito c’è un piccolo trafiletto ma sarebbe interessante poter approfondire come questi dati possano essere utilizzati per il raggiungimento della pari uguaglianza.

contiamoci censimento famiglie lgbtLe persone LGBTI soffrono di invisibilità, molto spesso a causa della società eteronormativa nella quale viviamo che da per scontate le dinamiche uomo-donna ma non sa, troppo spesso, affrontare coppie, relazioni, persone che non seguono la “norma”. Possiamo ragionare in astratto, possiamo ragionare tramite delle stime, possiamo anche prendere dei numeri dalle associazioni di categoria ma poterne avere di diretti e empirici ci permette di fare dei ragionamenti molto più dettagliati e efficaci. Perchè i dati servono a raggiungere l’uguaglianza? Perchè mettono in luce i problemi! E grazie al peso dei problemi che si può fare appello alle istituzioni, al legislatore, ai tribunali, ai sindacati, alle aziende, ecc ecc.

5) Nel questionario fate molte domande specifiche, stile ricerca di mercato della Danone: dobbiamo aspettarci di essere contattati per offerte speciali al supermercato? 🙂 Scherzi a parte: come giustificate la richiesta di informazioni, anche molto personali (intime e monetarie), ai fini della vostra ricerca?

Nel renderci conto dell’assenza di dati sulle famiglie LGBTI in Italia, e nella fase di elaborazione del questionario, abbiamo deciso che questa era l’occasione giusta per sondare il terreno anche su aspetti intimi della propria vita, come la situazione economica e quella della dimensione sentimentale. Quanto le persone LGBTI hanno sofferto della crisi? Quanto la società influisce sulle dinamiche relazionali? Qual’è il livello di soddisfazione che le persone LGBTI hanno in questo preciso momento storico in Italia? Sono queste le domande che ci hanno stimolato e alle quali ci piacerebbe poter dare una risposta, seppur molto parziale.

6) Con quali modalità passerete le informazioni ricavate dalla ricerca alle varie associazioni di categoria? E perché farete questo passaggio di “know how”?

L’analisi dei dati e la scrittura del report saranno condivise passo passo con Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow e i dati saranno utilissime alle iniziative di advocacy che le due associazioni elaboreranno. Il nostro apporto sarà anche di consulenza e sostegno alle iniziative successive che vorranno portare avanti.

7) In che modo il popolo LGBTI italiano potrà beneficiare di questo censimento?

contiamoci censimento famiglie lgbtI diritti delle persone LGBTI non sono ancora garantiti: il matrimonio egualitario, la legge relativa all’omo-transfobia, il cambiamento dei documenti per le persone transgender, il riconoscimento delle persone intersessuali…. sono tutti temi che troppo spesso vengono considerati astratti ma sono assolutamente quotidiani, sono tasselli di un percorso che in Italia deve ancora fare dei passi in avanti per poter avere cittadine e cittadine con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Raccogliere dati, dimostrare di cosa stiamo parlando, scattare una fotografia del presente è un tassello fondamentale per rafforzare le rivendicazioni del movimento LGBTI

8) Avete già dato una sbirciatina ai risultati parziali? Avete notato qualcosa di interessante?

Certo! Siamo talmente soddisfatte dei numeri che stiamo raggiungendo che non potremmo fare a meno di sbirciare chi risponde!

Ma non rivelerò nulla… bisognerà attendere il report!

9) Come convincereste i nostri lettori a partecipare al censimento #Contiamoci?

Lo slogan è semplice ma rappresentativo: Contiamoci per contare!

Contiamoci, per documentare le nostre vite, le nostre relazioni; contiamoci: la storia dei diritti va ancora scritta; e contiamoci, su di noi, sul movimento, sulla comunità.. per noi, per un’Italia che possa diventare migliore in inclusività e uguglianza.

A Tu Per You con Gerardina Trovato

Un giorno speciale in casa IlPuntoH!

Tra noi Halfloggers è arrivata Gerardina Trovato! Pronta a tornare sulle scene e comodamente a proprio agio, si fa una simpatica chiacchierata con IlPuntoH tra passato e progetti futuri!

  • Gerardina, anzitutto benvenuta su Il Punto H, sai che non perdiamo tempo e sappiamo che sei piena di impegni, quindi diritti al sodo! I nuovi talent show “sfornano” nuovi artisti quasi su base quotidiana. Molti di loro spariscono subito, altri dopo qualche anno e altri ancora invece si affermano come voci rivelazioni e si ritagliano una buona fetta di mercato e di pubblico: cosa pensi di questi talent e degli artisti che ne vengono fuori?

Sinceramente il meccanismo dei talent mi è parecchio sconosciuto ed estraneo, sicuramente sono usciti ed usciranno grandi artisti ed interpreti, uno su tutti, che mi piace moltissimo, è Marco Mengoni.
Per il resto che dire, il mondo si evolve e cambia, quella dei talent mi sembra essere il naturale cambiamento del mondo della musica leggera. Di fatto, come dici nella domanda, molti spariscono e pochi restano… Questo fatto mi sembra comunque identico a quello che sempre nel mondo della musica è successo… In tantissimi ci provano, pochi riescono.IMG_0016

  • Da cantante affermata, che ha fatto gavetta e che conosce le difficoltà di questo mondo, quale consiglio ti sentiresti di dare a chi viene fuori da talent show televisivi e a chi invece vuole intraprendere la carriera musicale?

Non sono la persona più adatta a dare consigli, ma gli direi con tutta la forza che ho di non mollare mai.

  • IMG_0012Sanremo è per tutti gli artisti una tappa fondamentale per la propria carriera: quali sono i ricordi che ti porti dentro delle tue partecipazioni alla kermesse?

Ovviamente sono i ricordi di un traguardo stupendo e di un inizio importante…tutte le volte è così…scendere quella scala è un’emozione gigantesca, checchè se ne voglia dire.

  • Calchi le scene da qualche anno, e abbiamo visto che come artista, anche tu hai attraversato fasi di cambiamento: quale consiglio ti sentiresti di dare alla Gerardina di “Ma non ho più la mia città”?

Le direi quello che mi sono sempre detta: avanti sempre e comunque

  • Ricordiamo la tua partecipazione a Sanremo con Gechi e Vampiri che celebrava la tua guarigione da una cattiva depressione. Sappiamo che è troppo spesso una malattia sottovalutata e quasi ignorata di cui molti hanno anche vergogna a parlarne. Tu che con coraggio ne hai parlato e l’hai affrontata, come ne sei uscita? Con l’aiuto di chi? Cosa consiglieresti a chi sta combattendo la propria guerra con la depressione?

In realtà con il Sanremo di Gechi e Vampiri celebravo il raggiungimento della libertà interiore ed esteriore, cantavo la gioia di non avere più Gechi (incubi) e Vampiri (persone negative)… In realtà non era proprio così, ma poco dopo lo è stato… La depressione è arrivata dopo, è una bruttissima malattia, un gigante con cui fare i conti ogni minuto della tua vita, un gigante che sembra schiacciarti sempre. Per quanto mi riguarda la difficoltà più grossa per uscirne è stata acquisire una grande volontà interiore, capire le persone giuste di cui circondarci e la conquista di una enorme fede nella consapevolezza di vincere… Ripeto… Non mollare mai.

  • Quanto ti ha aiutato la musica in questo percorso di guarigione?

Vivo la musica come anima e parte di me stessa, non posso immaginare nulla senza musica.

  • Come trovi cambiata l’industria discografica rispetto ai tuoi esordi nel 1993 e come riesci oggi a conciliare la tua integrità con le esigenze della discografia?

L’integrità non è una cosa da difendere, o la si ha o non la si ha, ovviamente parlo di quella morale, per quanto riguarda quella artistica, penso, dipenda moto dal riuscire a trasmettere emozioni o meno, logico che se un artista è in difficoltà si deve far aiutare da altri professionisti e magari ascoltare chi ti dice che va bene così anche se tu non lo pensi. Tutti hanno momenti bui, ma sono convinta che un artista debba sperimentare, debba ascoltare, debba provare, e non per questo rinuncia a se stesso… Sono prove in cui ci si cimenta, ma non credo ledano l’integrità artistica di nessuno… Per il resto trovo la discografia cambiata ed evoluta, ma non ne capisco a tal punto da esprimere più che opinioni personali.IMG_0004

  • Una delle caratteristiche della scuola cantautorale siciliana è che raccontate differenti storie mantenendo comunque una forte connotazione sonora fortemente legata alla vostra terra, oltre a te penso a Mario Venuti, Carmen Consoli e al maestro Franco Battiato: è incredibile come in ogni vostra canzone si percepiscano l’anima e il sangue. Pensi sia questa caratteristica la vostra arma vincente?

Chi viene dalla Sicilia viene da un mondo di sapori, odori, colori unici al mondo … nonostante tutti i problemi siamo campanilisti per eccellenza e la nostra Sicilia la mettiamo ovunque perché è parte integrante della nostra persona. Non so se sia vincente o meno, ma io, ad esempio, non sarei capace di farne a meno

  • Guardiamo ai tempi di oggi e alla situazione sociale italiana: come vedi l’attuale situazione dei diritti LGBT? Cosa ti senti di dire a coloro che ancora si oppongono all’avanzamento della società e alla conferma di diritti uguali per tutti?

Fai questa domanda ad una persona che è stata considerata un’icona di quel mondo pur non facendone parte…ma è una domanda alla quale non si può rispondere in poche righe. Sono una persona che aborrisce scontri ed estremismi di qualunque tipo e rifletto molto interiormente sulla vita e sul mondo. Per essere breve dico solo che la pace interiore, di anima e di coscienza, è una conquista molto difficile e di questi tempi sembra una battaglia impossibile…io mi auguro sempre il meglio per tutti…spero sempre che ciò accada, per questo dicono che sono una sognatrice…

  • Sappiamo che hai reso pubblica la tua situazione attuale, tra problemi di depressione e di incomprensioni con la tua ex casa discografica: come stai ora? Possiamo rassicurare i tuoi fan che ti vogliono bene e che ti aspettano?

Hai detto bene, incomprensioni…dal lato discografico ora è tutto a posto…con Caterina non era difficile…poi oggi ho trovato uno staff meraviglioso…che c’è di meglio? Sto uscendo dai miei problemi alla grande…per il resto giudicherete voi 😉

  • Nel panorama musicale moderno, con quale artista vorresti fare un duetto?

Sono moltissimi gli artisti che mi piacciono oggi, per duettare, se devo essere sincera, oggi tra tutti sceglierei Gigi D’Alessio per la sua dolcezza e solarità… Non avrei alcun dubbio

  • Un uccellino ci ha detto che in casa Trovato qualcosa di bello bolle in pentola: dacci qualche anticipazione, dai. Quali nuovi progetti ci sono per te? Tra quanto torneremo ad ascoltare la tua voce con brani inediti?

Un assaggio lo avrete prestissimo, per il resto dei programmi vedrete che Gianni Rodo vi informerà bene..

  • Sai che a noi de ilPuntoH piace concludere le nostre interviste con una domanda di rito, il nostro “marchio di fabbrica”: qual’è la domanda che nessuno ti ha mai fatto ma alla quale muori dalla voglia di rispondere?

Me ne hanno fatte tante di domande, forse troppe…mi hanno domandato di tutto…ma è vero, una domanda non me l’hanno mai fatta…ma io ho comunque risposto in un mio brano tanti anni fa…”Se ci sei

Grazie Gerardina, continua così, e a prestissimo!

Grazie a voi! Un saluto a tutti voi amici e lettori de ilPuntoH!

milano pride week -devo dirvi una cosa

Milano Pride Week – uno spot per tutta la FAMIGLIA

Ci Siamo! La Milano Pride Week 2016 è iniziata e non vediamo l’ora di vedere anche le strade di Milano cariche dei colori arcobaleno.

A tal proposito non possiamo non parlarvi della singolare, simpatica e divertente iniziativa di quattro paladini dei diritti LGBT, quattro ragazzi davvero impegnati nel sociale che hanno prodotto un video tutto incentrato sull’amore.

I protagonisti sono Marco Crudo (che noi de IlPuntoH abbiamo già intervistato qui), Carlo Marchese e Andrea Mantovani ma dietro la camera c’è Manuel P. Maddè (regista) che ha diretto le riprese e i tre componenti di questa bella famiglia.

Proprio ad Andrea abbiamo chiesto di parlarci dell’iniziativa:

A– Quando il desiderio di genitorialità si intreccia con l’omosessualità, una delle critiche che maggiormente ti senti dire è che non è giusto fare questo ai bambini (“i bambini! Chi pensa ai bambini?”) perché potresti indirizzar loro stessi ad un’attrazione nei confronti delle persone dello stesso sesso. Questo video vuole provare a smontare tutti questi pregiudizi. Vuol far nascere semi di riflessione nelle persone per cominciare a pensare che non è l’orientamento sessuale dei genitori che condiziona quello dei figli. Ma è soprattutto un video che vuole parlare di amore e famiglia. Che pone l’accento forte sulle famiglie. Tutte le famiglie. Perché quella più “naturale” è quella in cui si Ama. Liberamente tratto da un video edito nel 2008 da Ilga (un’associazione statunitense che si occupa di campagne pubblicitarie a sostegno dei diritti lgbt) e riadattato al pubblico italiano, è stato prodotto da Studioh! con  l’aiuto e il sostegno di quattro amici che hanno entusiasmo e voglia di contribuire in maniera gratuita e a titolo personale al rafforzamento dei diritti civili per le persone lgbt e per una società più inclusiva.

Grazie Andrea!

Una bella iniziativa che speriamo davvero possa schiarire le idee di certi retrogradi che ancora ci ostacolano!

Buona Visiona e buona Milano Pride Week a tutti  😉

” Devo dirvi una cosa “

” Devo dirvi una cosa “

Pubblicato da StudiOh su Giovedì 16 giugno 2016