Categoria: consigli

Il Punto Seriale _ La Casa de las Flores

Mi chiamo Roberta Sanchez.

E vi racconterò la storia di una famiglia quasi normale.

Quanto ci piacciono le famiglie moderne e disfunzionali? E quanto ci piace il trash degli sceneggiati strappalacrime latineggianti??

Bene: mescolate il tutto, ovviamente in chiave moderna e argutamente dark, buttate in un calderone bollente chiamato Netflix e… Ecco a voi ‘La Casa de las Flores’, una sorprendente serie tv messicana che sta stregando il mondo!

Lo scienziato cacciatore va in vacanza

Quasi agosto, tempo di andarsene in vacanza e di staccare un po’ la spina da tutto lo stress accumulato durante l’anno. Poi a settembre si ricomincerà a stare dietro al lavoro, agli impegni, alla palestra. Nel frattempo anche Dedalus si prende una pausa dal blog e coglie l’occasione per fare il bilancio di un anno di Punto H. Sit back, relax and enjoy your flight.

Nell’arco di questi mesi abbiamo affrontato diversi argomenti e nelle maniere più disparate. Sotto molti sondaggi ci sono state discussioni anche accanite, ma questo dimostra che esistono tematiche che le persone hanno a cuore. Una su tutte la prevenzione dalle MTS, reale cruccio di tutta la comunità LGBT. Mi sono ritrovato a parlare con persone dubbiose, spaventate, incazzate ma anche combattive, positive e propositive. Le malattie trasmissibili sessualmente, l’HIV e la PrEP interessano tutti direttamente e indirettamente e in questo periodo abbiamo ben constatato che in certi casi manca l’informazione minima, in altri manca l’informazione di cui avremmo bisogno.

Le interviste ci hanno permesso di conoscere da vicino realtà diverse dalla nostra, come nel caso del cuckold. Se ve lo state chiedendo lui e il suo compagno sono ancora innamorati e si danno ancora alla pazza gioia. Abbiamo anche conosciuto le storie di Luka (per inciso, Salvini ancora non l’ha censito) e Aaron Green (che espande il verbo dei puppies in ogni dove). Si è discusso anche di fat-shaming, slut-shaming e penis-shaming con Emilio e abbiamo capito quanto possano essere diverse le proprie percezioni e come ci si possa accorgere di commettere degli errori pur essendo in buona fede.

Ancora, si è parlato di un progetto [LOBBIES ndr] che ha raggiunto l’obiettivo su Kickstarter e i ragazzi, dopo tanti sacrifici, ne sono entusiasti. Anch’io da parte mia sono contento che ci siano riusciti; come vi dicevo le buone idee vanno sostenute.

In questi mesi però la soddisfazione più grande è stata quella di ricevere molti messaggi, soprattutto su Twitter, di persone che hanno letto i miei articoli e si sono sentite in qualche modo arricchite. Un ragazzo ha confessato al suo migliore amico di essere sieropositivo, un altro si è convinto a prenotare un aereo per partecipare al Folsom a settembre. Qualcuno mi ha fatto i complimenti per aver dato spazio a diverse realtà e a diversi modi di pensare, altri mi hanno insultato perché non la pensavano come me. In ogni caso mi ha fatto piacere leggere e leggervi.

Ora mi prendo una pausa dal blogging, ma resterò a rompere i coglioni su Twitter. Best regards!

Dedalus

Il Punto Seriale – American Horror Story Apocalypse

Il Punto Seriale se ne va in vacanza!

Ma ovviamente non posso lasciarvi senza acquolina in bocca. Stanno arrivando, infatti, le prime anticipazioni sulla prossima stagione di American Horror Story.

Come tradizione, ho sempre iniziato la nuova stagione della mia rubrica con la recensione della prima puntata di AHS: Hotel, Roanoke e Cult. E così farò anche con la prossima, che si intitolerà Apocalypse.

Durante il Comic – con di San Diego sono stati svelati alcuni dettagli, oltre al titolo e alla locandina ufficiale. Anzitutto si tratterà di un crossover tra le stagioni 1 e 3, rispettivamente Murder House e Coven. Ovvero una storia nuova di zecca in cui ci saranno alcuni personaggi delle serie precedenti.

Ricordate? Nella prima, ci trovavamo in una casa stregata e con una vicina molto ambigua e misteriosa. Nella terza, invece, eravamo in un concilio di streghe, impegnate a sopravvivere e a cercare la prossima leader: la Suprema. La locandina di Apocalypse ritrae un bambino accarezzato da una mano demoniaca, secondo molti internauti potrebbe trattarsi dell’Anticristo Michael, figlio di Vivian e dello spettro di Tate.

Annunciato anche il cast: oltre agli storici Evan Peters, Sarah Paulson e Kathy Bates, ecco riconfermate Emma Roberts, Billie Lourd e Leslie Grossman. Sensazionale new entry sarà la leggendaria Joan Collins mentre, si bisbiglia, le trattative sono in corso anche con la storica Morticia Addams, Anjelica Huston. Nulla da fare per il ritorno di Jessica Lange, bramato ogni anno dai fans, quest’anno ancora di più, dal momento che era la protagonista sia di Murder House che di Coven.

Questo è tutto: bocche cucite come da tradizione! Solo una foto rubata sul set, in cui si vede Evan Peters con i capelli biondissimi.

La scelta di un crossover sembra molto piaciona. E’ infatti risaputo che, utilizzando personaggi già conosciuti, il pubblico si affeziona prima alla storia e ne decreta il successo. Cosa che serve disperatamente al clan Murphy – Falchuck, dopo l’enorme passo falso di Cult.

Non ci resta, quindi, che aspettare il 12 settembre, quando il canale FX manderà in onda la prima puntata di Apocalypse!

Sciaouz!

Tracio

Israele introduce la maternità surrogata, ma non per le coppie same-sex

Questa estate in Israele, già nell’occhio del ciclone per la cosiddetta “Legge degli ebrei per gli ebrei” di questi giorni, c’è un altro tema caldo: la maternità surrogata. Nel Knesset [il parlamento monocamerale di Israele NDR], infatti, è in discussione una proposta di legge per introdurre nel Paese la maternità surrogata. In questo modo Israele si allineerebbe agli Stati Uniti e ad una manciata di Paesi europei.

Amir Ohana, parlamentare del Likud [il partito di destra liberale] aveva proposto un emendamento per includere le coppie dello stesso sesso nella proposta di legge, cosa che ha incontrato la dura opposizione degli esponenti religiosi e del Parlamento stesso, oltre che del Comitato per il lavoro, il welfare e la salute afferente al Knesset. Ohana ha quindi lamentato la disparità esistente nel disegno di legge, che includerebbe le madri single ma non i padri single.

Anche il Primo Ministro, Benjamin Netanyahu, ha supportato Ohana schierandosi a favore dell’inclusione dei padri single. Da parte loro i partiti di maggioranza e quelli religiosi temono che l’inserimento favorirà comunque l’accesso delle coppie gay alla maternità surrogata.

Attualmente la legge prevede che una donna possa dichiararsi favorevole ad assumere il ruolo di portatrice per una coppia (o per una madre single) che desidera un figlio. La coppia in questione deve essere specificamente formata da un uomo e da una donna regolarmente sposati. Inizialmente era previsto un limite di due bambini e un limite di età di 38 anni, mentre un nuovo emendamento estende a cinque il numero massimo di gravidanze e a 39 anni il limite di età.

L’estensione della maternità surrogata anche alle coppie gay, o quantomeno ai padri single, consentirebbe a molti israeliani di evitare il “turismo da GPA” che obbliga le famiglie a spendere centinaia di migliaia di dollari e sperare che la procedura sia priva di intoppi. Le associazioni LGBT sono scese in strada per protestare contro l’esclusione delle coppie same-sex e la battaglia si preannuncia molto dura, dato che i partiti religiosi hanno molta influenza all’interno del Knesset.