Categoria: disco

Cristina D'Avena Duets - IlPuntoH

Cristina D’Avena capo del mondo

Tutti cantano Cristina.

Mai titolo fu più azzeccato. Perchè le canzoni di Cristina D’avena le abbiamo DAVVERO cantate tutti almeno una volta nella vita. E lo stesso vale per i big della musica italiana, che hanno fatto la fila pur di tornare bambini giusto per il tempo di una canzone.

Ecco, quindi, Duets: il nuovo album della Cristina nazionale e, con lei, i gotha di pop, rock e rap strategicamente variegati. Chi è cresciuto con Bim Bum Bam (Arisa, JAX), chi non era ancora nato (Bravi, Michielin, Benji & Fede) e chi c’era già da un po’ (Bertè, Elio).

Gli album di duetti mi sono sempre interessati molto. Perchè spesso e volentieri ascoltiamo degli artisti impegnati in generi diversi dai loro. A volte portano a casa il compitino, ma altre volte ci sorprendono. E, anche in questo caso, sono rimasto spesso a bocca aperta.

Rigorosamente in ordine cronologico,dalla più vecchia a quella più recente, ecco le 16 perle di questo album che sta già facendo sfracelli nelle classifiche.

Pollon combinaguai feat. JAX – Partenza con la sigla originale. E uno pensa ‘Che vecchiata’ ma ecco subito irrompere le serrate rime di JAX e un arrangiamento moderno vagamente reaggeton. Cristina canta con la sua inconfodibile voce e siamo tutti trasportati dalla cima dell’Olimpo a una spiaggia caraibica tra palme, cocktail, sole e… “Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!

Nanà supergirl feat. Giusy Ferreri – La voce dolce di Cristina si alterna perfettamente a quella più grave e potente di Giusy Ferreri, insieme per cantare le avventure di Nanà che non ha età.

L’incantevole Creamy feat. Francesca Michielin – Uno scatenato arrangiamento dance con venature anni 70 creato ad hoc per dare nuova linfa a uno dei più amati successi di Cristina D’Avena. La Michielin dimostra di essere molto a proprio agio con l’elettronica e, nonostante l’anagrafe mi smentisca, sembra davvero cresciuta con le avventure di Liu e Creamy.

Occhi di gatto feat. Loredana Bertè – Uno dei duetti più inconsueti e attesi di questo album. La regina del rock che canta le gesta di Kelly, Sheila e Tati? La Bertè può. Eccome se può. Riuscendo a donare il suo inconfondibile graffio anche a questo pezzo all’apparenza innocente. L’impronta più timidamente rock rispetto all’arrangiamento originale, fa sentire Loredana perfettamente a proprio agio. E si sente.

Kiss me Licia feat. Baby K – La tigre del rap interpreta Licia, che confida al papà Marrabbio di voler sposare un famoso cantante rock. In controcanto, Cristina racconta del famoso giorno di pioggia in cui Andrea e Giuliano… Il tutto condito da un elegante beat moderno e sognante.

Magica, magica Emi feat. Arisa – L’intensa interprete di ‘La notte’, presta la sua potente a voce a una storica sigla con una freschezza e profondità tali, che quasi ti viene da credere che le magie di Emi siano davvero reali. Atmosfera sognante vagamente 60’s.

Mila e Shiro due cuori nella pallavolo feat. Annalisa – Per cantare le potenti schiacciate di Mila Hazuki, ci voleva la voce piena e potente di Annalisa. Sound elettronico e cori da stadio completano il tutto. Prossimo inno dei mondiali di calcio. Subito. Tanto noi manco ci saremo…

Jem feat. Emma – Una cantante bella e stravagante che balla il rock’n’roll. Chi meglio di Emma? E la bionda salentina sembra proprio quella che si diverte più di tutti a cantare con Cristina. Un arrangiamento serrato e pop rock rende questa canzone perfetta per far venire giù i club nella dimensione live.

I Puffi sanno feat. Michele Bravi – La flebile voce ammaliante di Michele Bravi si amalgama a quella più squillante di Cristina e ci riporta a Puffolandia. L’arrangiamento elettronico e favolistico, ma per nulla banale, dona un’atmosfera magica a tutto il pezzo. Siamo tutti immersi nel bosco con l’arcobaleno che splende dopo la pioggia.

Siamo fatti così feat. Elio – Un elegante arrangiamento ci fa imparare i segreti nascosti del corpo umano con questa sognante lezione di anatomia, raccontata dall’esimio professor Elio e dalla sua dolce assistente Cristina.

E’ quasi magia, Johnny feat. La Rua – Una samba elettronica con beat incalzante, perfetta per saltare senza sosta per le strade di Rio. Questa non è magia, ma i La Rua che portano Cristina e tutti noi al centro della movida.

Una spada per Lady Oscar feat. Noemi – Tutti alla corte di Francia, con fiati e tamburi d’ordinanza a mo’ di marcetta. Noemi dona il suo graffio per raccontare la coraggiosa Lady Oscar, dall’aspetto autorevole ma con l’arcobaleno negli occhi e il cuore pieno di passione.

Che campioni Holly e Benji feat. Benji & Fede – Un duetto un po’ telefonato, dall’arrangiamento non troppo dissimile dall’originale. Un beat elettronico e le voci ben amalgamate portano a casa una rivisitazione onesta, ma forse tra le meno esplosive dell’album.

Sailor Moon feat. Chiara – Chiara Galiazzo si fa quasi perdonare le malefatte combinate ai tempi della TIM insieme al pulcioso cagnino, volando in orbita con Sailor Moon e il suo ritmo dance completo di archi incalzanti e un solido tappeto elettronico.

Piccoli problemi di cuore feat. Ermal Meta – Ermal Meta riesce a donare a una semplice sigla di un cartone animato un’intensità da brivido. Un duetto meraviglioso degno di Sanremo. Ora è davvero chiaro quale sia la chiave del suo grande successo. Non sono (solo) le sue canzoni. E’ proprio lui. Se cantasse l’orario del tram, saremmo tutti lo stesso con la pelle d’oca.

All’arrembaggio! Feat. Alessio Bernabei – Non sono così tanto giovane e vi confesso che mi sono perso in blocco One Piece. Quindi ho ascoltato questo pezzo quasi come come un vero e proprio inedito. Essendo la sigla più recente, è quella che meno si discosta dall’originale. Rimane comunque un duetto incalzante corredato dai classici cori ‘oooh oh oh oh’ che fanno sempre colore e anche un po’ il Ricky Martin de ‘La Copa de la Vida’.

Insomma un album geniale e perfettamente riuscito. Cristina D’Avena è l’Highlander della musica. Altro che Madonna o Tina Turner: per lei sembra davvero che il tempo non passi mai. Non ha bisogno di adattarsi alle mode o a chi la circonda. Sono gli altri che seguono lei. Ascoltare per credere!

Cristina D’Avena è l’unica in grado di metterci d’accordo, perchè ci ha cresciuti tutti. E la sua voce è nel DNA di almeno 4 generazioni. Per il tempo di una canzone, torniamo tutti bambini spensierati, dimenticandoci problemi, ansie e scadenze. E questo è il regalo più grande che ci possa essere fatto.

La ciliegina sulla torta sarebbe un grande concerto insieme a tutti questi ospiti. Io sarei in prima fila e voi??

Sciaouz!

Tracio

Fonte immagini: Facebook

Audio: Spotify

Mariah Carey ‘scapola’ d’oro

Tenersi stretto un uomo è impresa ardua, che voi siate delle casalinghe di Voghera o star miliardarie! Ci vogliono impegno, costanza e anche un po’ d’astuzia. Infinita la lista di dive che son state mollate in quattro e quattr’otto da fidanzati più o meno giovani: Sharon Stone, Naomi Campbell, Belen Rodriguez, Brooke Logan e chi più ne ha più ne metta.
Ultima in ordine di tempo, la burrosa Mariah Carey.

Dopo ani di storici capricci da superstar, sembrava che l’ugola d’oro del pop si fosse un po’ tranquillizzata, grazie anche ai figli e un nuovo amore: il miliardario australiano James Packer. Una vita di basso profilo che, però, è durata poco. All’ennesimo capriccio, Packer ha fatto armi e bagagli sfanculando definitivamente la ‘povera’ Mariah.

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Ma come mai? Si tagliava le unghie dei piedi in giro per casa e non sul bidet? Faceva i gorgheggi in salotto mentre il fidanzato guardava ‘Chi l’ha visto’? Gli ha spoilerato la fine di ‘The walking dead’? Niente di tutto questo: la Divina si è rifiutata di seguire il fidanzato in Australia per il compleanno della di lui sorella. E, conoscendo i miei polli, non penso che abbiano dovuto disquisire su Ryan Air o Easy Jet… Ad ogni modo la futura cognata l’ha presa molto male e da qui il bel magnate ha deciso di mandare a ramengo la pettoruta diva.

Oltre ai calzini sporchi e il filo interdentale, Packer le ha lasciato solo una cosa: l’anello di fdanzamento. Un brillocco da 10 milioni di dollari. Certo, conoscendo Mariah, le durerà un paio d’ore.

Alla fine ci ricascano tutte! Ci fanno credere di essere cambiate, aver voltato pagina eccetera ecetera, ma poi tornano sempre a mostrare la loro vera natura. Madonna che manda a fanculo il suo pubblico, Sara Tommasi e le sue molteplici ricadute nel porno e Mariah che fa la cantante dimessa e tranquilla, tutto merito dell’amoooor!

Se sei una spendacciona, lo resti per sempre! Certo per sfiancare un miliardario si sarà messa pure d’impegno. Non fate come lei, correte ai ripari! Come? Con le mie pillole.

Pillole economiche! Gli indizi per cui state spendendo davvero troppo.

1 – Esigete che la lucidatrice del parquet venga guidata solo da Fernando Alonso.

2 – Fate tagliare le ortensie in giardino da Jean Louis David.

3 – Si impalla il computer, per ripararlo convocate Bill Gates.

4 – Come casa vacanze per l’estate, pretendete tutta la Puglia.

5 – Se incontrate per strada Silvio Berlusconi, gli date un paio di euro come mancetta.

Mariah, impara da Kate Middleton: vesti H&M e diventi regina d’Inghilterra!

Sciaouz!

Tracio

Il contenuto del presente articolo riflette esclusivamente le opinioni personali dell’autore. Le affermazioni, descrizioni e conversazioni incluse nel presente sono frutto di pura immaginazione e della fertile fantasia dell’autore. In nessun caso si intende attribuire ai personaggi fittiziamente descritti alcuna opinione, idea e/o si intendono descrivere abitudini e/o consuetudini di personaggi celebri a fini dello sfruttamento della relativa immagine. Le immagini riportate sono di pubblico dominio e non sono coperte da diritti di proprietà intellettuale.

 

A Tu Per You con Gerardina Trovato

Un giorno speciale in casa IlPuntoH!

Tra noi Halfloggers è arrivata Gerardina Trovato! Pronta a tornare sulle scene e comodamente a proprio agio, si fa una simpatica chiacchierata con IlPuntoH tra passato e progetti futuri!

  • Gerardina, anzitutto benvenuta su Il Punto H, sai che non perdiamo tempo e sappiamo che sei piena di impegni, quindi diritti al sodo! I nuovi talent show “sfornano” nuovi artisti quasi su base quotidiana. Molti di loro spariscono subito, altri dopo qualche anno e altri ancora invece si affermano come voci rivelazioni e si ritagliano una buona fetta di mercato e di pubblico: cosa pensi di questi talent e degli artisti che ne vengono fuori?

Sinceramente il meccanismo dei talent mi è parecchio sconosciuto ed estraneo, sicuramente sono usciti ed usciranno grandi artisti ed interpreti, uno su tutti, che mi piace moltissimo, è Marco Mengoni.
Per il resto che dire, il mondo si evolve e cambia, quella dei talent mi sembra essere il naturale cambiamento del mondo della musica leggera. Di fatto, come dici nella domanda, molti spariscono e pochi restano… Questo fatto mi sembra comunque identico a quello che sempre nel mondo della musica è successo… In tantissimi ci provano, pochi riescono.IMG_0016

  • Da cantante affermata, che ha fatto gavetta e che conosce le difficoltà di questo mondo, quale consiglio ti sentiresti di dare a chi viene fuori da talent show televisivi e a chi invece vuole intraprendere la carriera musicale?

Non sono la persona più adatta a dare consigli, ma gli direi con tutta la forza che ho di non mollare mai.

  • IMG_0012Sanremo è per tutti gli artisti una tappa fondamentale per la propria carriera: quali sono i ricordi che ti porti dentro delle tue partecipazioni alla kermesse?

Ovviamente sono i ricordi di un traguardo stupendo e di un inizio importante…tutte le volte è così…scendere quella scala è un’emozione gigantesca, checchè se ne voglia dire.

  • Calchi le scene da qualche anno, e abbiamo visto che come artista, anche tu hai attraversato fasi di cambiamento: quale consiglio ti sentiresti di dare alla Gerardina di “Ma non ho più la mia città”?

Le direi quello che mi sono sempre detta: avanti sempre e comunque

  • Ricordiamo la tua partecipazione a Sanremo con Gechi e Vampiri che celebrava la tua guarigione da una cattiva depressione. Sappiamo che è troppo spesso una malattia sottovalutata e quasi ignorata di cui molti hanno anche vergogna a parlarne. Tu che con coraggio ne hai parlato e l’hai affrontata, come ne sei uscita? Con l’aiuto di chi? Cosa consiglieresti a chi sta combattendo la propria guerra con la depressione?

In realtà con il Sanremo di Gechi e Vampiri celebravo il raggiungimento della libertà interiore ed esteriore, cantavo la gioia di non avere più Gechi (incubi) e Vampiri (persone negative)… In realtà non era proprio così, ma poco dopo lo è stato… La depressione è arrivata dopo, è una bruttissima malattia, un gigante con cui fare i conti ogni minuto della tua vita, un gigante che sembra schiacciarti sempre. Per quanto mi riguarda la difficoltà più grossa per uscirne è stata acquisire una grande volontà interiore, capire le persone giuste di cui circondarci e la conquista di una enorme fede nella consapevolezza di vincere… Ripeto… Non mollare mai.

  • Quanto ti ha aiutato la musica in questo percorso di guarigione?

Vivo la musica come anima e parte di me stessa, non posso immaginare nulla senza musica.

  • Come trovi cambiata l’industria discografica rispetto ai tuoi esordi nel 1993 e come riesci oggi a conciliare la tua integrità con le esigenze della discografia?

L’integrità non è una cosa da difendere, o la si ha o non la si ha, ovviamente parlo di quella morale, per quanto riguarda quella artistica, penso, dipenda moto dal riuscire a trasmettere emozioni o meno, logico che se un artista è in difficoltà si deve far aiutare da altri professionisti e magari ascoltare chi ti dice che va bene così anche se tu non lo pensi. Tutti hanno momenti bui, ma sono convinta che un artista debba sperimentare, debba ascoltare, debba provare, e non per questo rinuncia a se stesso… Sono prove in cui ci si cimenta, ma non credo ledano l’integrità artistica di nessuno… Per il resto trovo la discografia cambiata ed evoluta, ma non ne capisco a tal punto da esprimere più che opinioni personali.IMG_0004

  • Una delle caratteristiche della scuola cantautorale siciliana è che raccontate differenti storie mantenendo comunque una forte connotazione sonora fortemente legata alla vostra terra, oltre a te penso a Mario Venuti, Carmen Consoli e al maestro Franco Battiato: è incredibile come in ogni vostra canzone si percepiscano l’anima e il sangue. Pensi sia questa caratteristica la vostra arma vincente?

Chi viene dalla Sicilia viene da un mondo di sapori, odori, colori unici al mondo … nonostante tutti i problemi siamo campanilisti per eccellenza e la nostra Sicilia la mettiamo ovunque perché è parte integrante della nostra persona. Non so se sia vincente o meno, ma io, ad esempio, non sarei capace di farne a meno

  • Guardiamo ai tempi di oggi e alla situazione sociale italiana: come vedi l’attuale situazione dei diritti LGBT? Cosa ti senti di dire a coloro che ancora si oppongono all’avanzamento della società e alla conferma di diritti uguali per tutti?

Fai questa domanda ad una persona che è stata considerata un’icona di quel mondo pur non facendone parte…ma è una domanda alla quale non si può rispondere in poche righe. Sono una persona che aborrisce scontri ed estremismi di qualunque tipo e rifletto molto interiormente sulla vita e sul mondo. Per essere breve dico solo che la pace interiore, di anima e di coscienza, è una conquista molto difficile e di questi tempi sembra una battaglia impossibile…io mi auguro sempre il meglio per tutti…spero sempre che ciò accada, per questo dicono che sono una sognatrice…

  • Sappiamo che hai reso pubblica la tua situazione attuale, tra problemi di depressione e di incomprensioni con la tua ex casa discografica: come stai ora? Possiamo rassicurare i tuoi fan che ti vogliono bene e che ti aspettano?

Hai detto bene, incomprensioni…dal lato discografico ora è tutto a posto…con Caterina non era difficile…poi oggi ho trovato uno staff meraviglioso…che c’è di meglio? Sto uscendo dai miei problemi alla grande…per il resto giudicherete voi 😉

  • Nel panorama musicale moderno, con quale artista vorresti fare un duetto?

Sono moltissimi gli artisti che mi piacciono oggi, per duettare, se devo essere sincera, oggi tra tutti sceglierei Gigi D’Alessio per la sua dolcezza e solarità… Non avrei alcun dubbio

  • Un uccellino ci ha detto che in casa Trovato qualcosa di bello bolle in pentola: dacci qualche anticipazione, dai. Quali nuovi progetti ci sono per te? Tra quanto torneremo ad ascoltare la tua voce con brani inediti?

Un assaggio lo avrete prestissimo, per il resto dei programmi vedrete che Gianni Rodo vi informerà bene..

  • Sai che a noi de ilPuntoH piace concludere le nostre interviste con una domanda di rito, il nostro “marchio di fabbrica”: qual’è la domanda che nessuno ti ha mai fatto ma alla quale muori dalla voglia di rispondere?

Me ne hanno fatte tante di domande, forse troppe…mi hanno domandato di tutto…ma è vero, una domanda non me l’hanno mai fatta…ma io ho comunque risposto in un mio brano tanti anni fa…”Se ci sei

Grazie Gerardina, continua così, e a prestissimo!

Grazie a voi! Un saluto a tutti voi amici e lettori de ilPuntoH!

ariana grande dangerous woman recensione

Ariana Grande, Dangerous Woman | Recensione: vero talento o fuoco di paglia?

Ariana Grande è tornata con il suo nuovo e a lungo atteso album, Dangerous Woman. Dopo un manager licenziato, un singolo flop, Focus, e un titolo cambiato, il disco doveva chiamarsi Moonlight, Ariana ha risalito la china ed è Ariana Grande Dangerous Womanfinalmente arrivata alla pubblicazione di questo suo terzo lavoro, Dangeous Woman, appunto, che pare debutterà alla #1 della Billboard 200 con più copie dei suoi precedenti dischi. Io e la mia cuginetta di undici anni brinderemo adeguatamente, con un succo di frutta alla pera.

A Moonlight Ariana affida l’apertura di Dangerous Woman, ottima scelta: il pezzo richiama le atmosfere sognanti e zuccherose del suo album d’esordio e mette l’ascoltare subito nel giusto mood. Il clima si surriscalda con Dangerous Woman, che non sarà stato un successo ai livelli di Problem, ma ha dimostrato il coraggio di questa giovanissima artista nel lanciare il disco con un singolo non facile, non banale, un po’ rock, un po’ soul, un po’ R&B e sicuramente ottimo per esprimere a pieno le sue doti vocali. Si ricambia registro con Be Alright, uptempo che non fa uso della solita base truzza ma strizza l’occhio all’R&B anni Novanta. Sì, Mariah e Whitney ci sono ancora, ma non credo sia un male. Il sound si fa ben più contemporaneo e tamarro con Into You. Ragazzi, non ce n’è per nessuno, mi sono innamorato di questo pezzo alla prima nota e per me è l’ennesimo dieci e lode da dare ad Ariana, se non lo ballo questa estate in discoteca metto su un bordello che non vi immaginate. Indossiamo collanazze d’oro e cappellini per Side To Side, in collaborazione con Nicki Minaj: il pezzo è riuscito, certo, forse c’è un po’ troppa Rihanna nei ritmi raggae e Get On Your Knees era un altro paio di maniche, ma credo che potrebbe comunque rivelarsi un ottimo singolo per chiudere la stagione estiva. Ariana Grande Dangerous Woman RecensioneSensualità a palate con Let Me Love You featuring Lil Wayne, dove i richiami a Motivation di Kelly Rowland sono evidenti e sicuramente apprezzati. Non so voi, ma io già mi struscio sul letto con un corpetto di latex addosso. Greedy è un altro step back nel funk di qualche decennio fa riportato in auge da Mark Ronson, riuscitissima: ma solo io ci sento Aretha? Puro R&B Old School in Leave Me Lonely, dove di certo Ariana non risparmia la voce, preziosa la collaborazione di Macy Gray. Dopo il sound tradizionale di Leave Me Lonely Ariana torna a sound sempre R&B ma decisamente più sporchi e contemporanei con Everyday. Bomba, mezzo ascolto ed è già tormentone. Continuiamo a tenere il tempo muovendo mani e testa al ritmo dei beats di Bad Decisions, ain’t u ever seen a princess being a bad bitch per me è motto della vita d’ora in poi. A una romantica, sincopata e piacevolmente elettronica Thinking Bout You il compito di chiudere un disco molto al di sopra delle più rosee aspettative. Nella deluxe edition, infine, spiccano Touch It e Knew Better/Forever Boy.

Insomma, Ariana Grande è tornata con un disco fantastico, omogeneo come Yours Truly, catchy come My Everyhting ma ben più ricercato, sensuale e personale. Ennesima conferma che Ariana è, tra le nuove leve, una delle più talentuose e promettenti, una capace di dare davvero tanto al pop col suo mix perfetto di voce, impegno, orecchiabilità e sublime mignottaggine.

Beyoncè Lemonade recensione

Beyoncé, Lemonade | Recensione: QueenBe migliora o no?

Lemonade, il nuovo visual album di Beyoncé, è uscito solo da una settimana e ha già iniziato a macinare record. Intanto, con più di mezzo milione di copie, è il sesto disco consecutivo da solista di Beyoncé a debuttare alla #1 della Billboard Hot 200, su 6 pubblicati, nessuno aveva mai raggiunto tanto. Inoltre ben 12 tracce da Lemonade sono entrate all’interno Billboard Hot 100, altro primato. Tutto ciò accade in un momento storico in cui, a meno che non ti chiami Adele, è più facile vendere calchi del pene di Zac Efron alle lesbiche separatiste che dischi ai giovani. Insomma, la stella di Beyoncé non è mai stata tanto luminosa nel firmamento del pop contemporaneo e io già sento le unghie laccate dei vari fandom puttanpop pronte a consumarsi sui tasti di un computer per scrivere polemiche poracce sui blog del mondo intero.

Beyoncè Lemonade recensione

Ma non siamo qui solo a parlare di quantità perché Beyoncé con il suo Lemonade dimostra di voler continuare quella sperimentazione musicale avviata con 4 e continuata con BEYONCE‘. In questo percorso di crescita Lemonade è forse il prodotto più coraggioso perché, più dei lavori precedenti, aiuta a scorgere parecchi aspetti dell’intimità di una delle dive più schive e riservate del panorama pop. Insomma, inutile girarci attorno perché ormai lo sanno tutti, in Lemonade Beyoncé non si fa problemi a cantare della sua difficoltà a passare sotto porte troppo basse a causa dell’infedeltà di Jay-Z, che, dico io, dovrebbe ringraziare il Cielo ogni mattina per avere il privilegio di svegliarsi accanto alla figa più spaziale del cosmo e invece no. Preferisce piantarle corna in testa come fosse una Emma Marrone qualsiasi. Ma Lemonade non è solo lo sfogo di una moglie tradita, è anche le dediche di una madre amorevole e la rabbia di una nera che sente ancora il peso della discriminazione in un paese pieno di contraddizioni come gli Stati Uniti. Insomma, in Lemonade non c’è davvero spazio per la banalità.

Beyoncè Lemonade recensione

Il disco si apre con Pray You Catch Me, languida, misteriosa ed eterea, una gemma tanto preziosa quanto particolare a cui personalmente non avrei affidato l’apertura di Lemonade. Ma le atmosfere cambiano immediatamente con Hold Up, dove Rihanna si impossessa del corpo di Beyoncé dando vita a un pezzo dal sound raggae dove Queen Be si cimenta con discreto successo in ritmi e accenti che non le sono mai appartenuti. Per iniziare a ragionare seriamente però bisogna aspettare l’arrabbiatissima Don’t Hurt Yourself, decisamente rock, seguita a ruota da Sorry, il probabile secondo singolo in cui viene fatto il nome della smandrappata concubina di Jay-Z, una certa Becky, contro cui potete iniziare ad affilare gli spilli per il woodoo. L’oscura 6 Inch, featuring The Weekend, chiude una tripletta di pezzoni che elevano non di poco il repertorio di Beyoncé. Daddy Lessons invece è uno spregiudicato tuffo nel country da cui emerge un pezzo da far invidia a Dolly Parton. Love Drought suona invece un po’ troppo come uno scarto da BEYONCE’, parecchio dimenticabile. Sandcastles è l’immancabile ballatona: piano e voce per una nuova XO ma più intima in cui il piano sfuma nell’egualmente emozionante Forward, un interlude in cui Beyoncé lascia il microfono a James Blake. Freedom è invece l’ennesimo picco del disco e dell’intera discografia di Queen Be che, supportata da Kendrick Lamar, canta di diritti civili come si fosse ancora nei ’70s. Gli stessi complimenti non si possono fare a All Night, che della traccia precedente riprende l’eco vintage ma non l’energia. A Formation il compito di chiudere il disco: che dire di questo pezzo se non che è una delle uptempo più riuscite di Beyoncè? Semplicemente uno di quei pezzi che solo Beyoncé sa fare, uno di quelli che ti fan venire voglia di metterti un paio di tacchi e un body per correre in ufficio e ballarli, provocando coming out inaspettati tra i colleghi.

Ovviamente poi, se volete godervi al massimo l’intero progetto, dovete vedervi il film Lemonade che accompagna questo visual album e che racconta, sulle note dell’album, una storia di rabbia, perdono, speranza e rinascita sullo sfondo di una New Orleans post apocalittica. L’ennesima prova di un talento, quello di Beyoncé, che cresce anche in campo visivo, passando dai coloratissimi ma sconnessi video della riedizione di B’Day, alle mini storie di BEYONCE‘, per approdare poi al cortometraggio vero e proprio di questo Lemonade.

Beyoncè Lemonade recensione

Insomma, Beyoncé con Lemonade rafforza il suo status di artista tra le più popolari e talentuose del decennio e la qualità del disco ci dice che è tutto più che meritato. Certo, le vette musicali di 4 e BEYONCE‘ forse non sono state raggiunte ma in ogni caso Lemonade resta un ottimo album, uno dei migliori di questo primo quarto di 2016, ed è anche la prova del fatto che Beyoncé continua a crescere, disco dopo disco. Non dimentichiamo, in chiusura, che Beyoncé è anche la madre di un nuovo marketing musicale fatto di pubblicazioni improvvise e inaspettate che nessuno è ancora riuscito a imitare senza essere leakkato con mesi di anticipo o senza dover regalare il disco a spese di Samsung…

Beyoncè Lemonade recensione Formation

Troye Sivan Blue Neighbourhood

Troye Sivan, Blue Neighbourhood | Recensione: il gay power diventa pop?

Troye Sivan è un giovincello australiano classe 1995, nato come Youtuber poi evolutosi in esordiente del pop. Che cosa ha di tanto interessante questo pischello riccioletto e mingherlino col vocione profondo? Troye Sivan Blue NeighbourhoodBeh innanzitutto non ha fatto mai mistero della sua omosessualità – per cui se siete appassionati di twinks fatevi avanti che magari ci scappa pure una bottarella – e il suo disco d’esordio, Blue Neighbourhood, parla senza alcun filtro di amore gay, un tema troppo a lungo celato dietro a allusioni poetiche o a iperboli sessuali, portandolo finalmente a un livello di normalità pop.

In secondo luogo il mingherlino ha sfornato Blue Neighbourhood, un disco che non è robetta, anzi, è una delle espressioni meglio riuscite di ciò che significa fare pop negli anni ’10s. È hipster, è dubstep, è nerd, è dream pop languido e annoiato ma pure ritmato e rappato. È come sarebbe dovuta essere Lana Del Rey se non si fosse perduta nei meandri di produzioni pseudo-sofisticate che in realtà sono solo un’infinita rottura di balle. È Lorde ma non orgogliosamente sfigato e meno osannato da pubblico e critica. Ma più di ogni altra cosa è segno, insieme agli insuperabili Years&Years, di una nuova alba del pop in cui finalmente, dopo i fasti trasgressivi degli anni ’80, il popolo gay torna a far musica apertamente, non soltanto a consumarla.

Troye Sivan Blue NeighbourhoodCori bambineschi aprono il disco in WILD, i cui ritmi malinconici e ritmati rimandano subito a Lana o Lorde. Atmosfere elettroniche vagamente dubstep caratterizzano BITE ma attenti, ancora non si balla, infatti il sound cupo, decadente e malinconico continua a dominare. Il passo inizia ad accelerare in FOOLS, perfetta evoluzione della traccia precedente, con un buon paio di cuffie questo pezzo è da bava alla bocca. Con EASE si continua a tenere un ritmo sostenuto e decisamente R&B. TALK ME DOWN è una romantica dichiarazione d’amore che rasserena gli animi e che con i suoi archi apre uno spiraglio di luce. COOL è un po’ anni ’90, un po’ George Michael, e continua a schiarire le atmosfere altrimenti molto cupe di Blue Neighbourhood. Lo stesso vale per HEAVEN, eterea e ariosa anche grazie al contributo di Betty Who (no non è una reazione di Cher, è proprio il nome della tipa). I ritmi tornano oscuri e Lordeschi con la fighissima YOUTH, un pezzone elettronico che fosse stato cantato da qualcun altro con un minimo di popolarità in più sarebbe la hit dell’anno. Le produzioni elettro-dance rimangono impeccabili anche nella seguente LOST BOY, che però tocca corde più emotive. for him. invece è un tantino straniante nel suo virare bruscamente a ritmi pure-pop, in cui Troye dimostra di sapersi muovere con disinvoltura. SUBURBIA chiude la versione standard del disco con coerenza e omogeneità, unendo archi a ritmi elettronici. Nella versione Deluxe spiccano DKLA e THE QUIET che meriterebbero un posto di rilievo nell’edizione standard.

Insomma, con questo Blue Neighbourhood Troye Sivan ha dimostrato di essere un talento dalle immense potenzialità, adesso sta a una buona gestione discografica fare di questo scricciolo coi ricci un’icona pop. Io ci spero, perché la sua musica è davvero ottima e, insieme agli Years&Years, credo sia stato uno dei pochi artisti ad aver proposto, nel 2015, album davvero fantastici, a differenza delle ben più blasonate Demi Lovato e Selena Gomez che, a parità di età e influenze musicali, hanno proposto robetta mediocre e facilmente dimenticabile.

Chiudo ricordando a chiunque ne sia interessato che Troye si esibirà il prossimo 2 maggio all’Alcatraz di Milano – al momento sold out – daje che se tromba!

E, per strapparvi qualche lacrima, vi lascio alla bellissima storia d’amore gay tra due giovani amici d’infanzia che raccontano i video di WILD, FOOL e TALK ME DOWN. Preparate i fazzoletti, ma non solo per le lacrime…

PS Ringrazio il mio amico Ugo per avermi fatto conoscere e apprezzare il pischello! 🙂

https://www.youtube.com/watch?v=KB3rC2axPY0

The Voice – i KnockOut #2 – #TVOILP

Ultima puntata dei Knock Out di The Voice of Italy 2016 in cui sono stati selezionati i cantanti “meritevoli” di accedere alla fase dei live.

Ultima registrazione per questa stagione, in quanto sarebbe stato davvero difficile affrontare un’ulteriore messa cantata.

La puntata è stata di una calma piatta disarmante, dove tutto è proseguito secondo delle scelte prevedibili ad eccezione di Max Pezzali che ha preferito Francesca Basaglia all’indiscusso talento Claudio Cera, apprezzato anche dagli altri Coach.

Max ha cercato di giustificare la sua scelta incomprensibile ma, a fronte di un’esibizione della Basaglia a dir poco imbarazzante a confronto di un Cera che è stato impeccabile, il buon vecchio Pezzali “l’ha fatta fuori dal vaso”.

Quindi, scelta insensata a parte, ieri sera è stato davvero difficile concentrarsi sul talent e mantenere viva l’attenzione, la nota di colore che ha segnato la serata è stata la gaffe della Carrà.

La Raffa nazionale ha confuso il brano di Titanium di David Guetta ft. Sia con Titanic dove, nonostante fosse stata ripresa dagli autori per l’errore, ha ribadito l’affermazione facendola diventare una questione di pronuncia.

Che la Raffa abbia fatto un mash-up tra De Gregori, David Guetta e Celine Dion? Non lo sapremo mai. C’è da dire che i Knock Out, che abbiamo visto in due puntate, fanno parte di un’unica registrazione quindi è anche comprensibile che “ad una certa ora” si perda la lucidità di ciò che sta accadendo, non dimentichiamoci che a 73 anni la Carrà sfida le leggi della fisica per la sua agilità sul palco.

L’errore ha invocato un piccolo siparietto in cui Emis Killa e la Carrà hanno interpretato rispettivamente Jack e Rose durante la scena più famosa del film, quella per cui ogni volta che si prende una nave, un traghetto, un motoscafo, una barca a remi, c’è sempre la coppietta di fidanzati che giurano di fidarsi l’uno dell’altro sulla prua della “nave”.

Il programma fino ad ora ha puntato sulle gaffe e sulle dinamiche dei coach, cercando di trascinare un talent che non ha fatto la differenza in termini di “talenti” musicali.

Il montaggio di una puntata non aiuta “l’improvvisazione”, quindi, qualche speranza va nutrita per la fase dei live ma di sicuro un percorso binariato non giova alle sorti di un programma sia in termini di ascolti che di messa in onda per il futuro.

Pertanto, confidando nell’inizio dei live, l’appuntamento si rinnova a mercoledì prossimo in cui si spera di assistere a qualche “imprevisto” che dia il giusto ritmo!

Stay tuned!

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