Categoria: olimpiadi

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GUS Kenworthy e lo storico bacio gay alle Olimpiadi di Pyeongchang

La stella dell sci, Gus Kenworthy (26 anni) ha rilasciato una fantastica e importante dichiarazione a Pyeongchang nel fine settimana, e le reazione al suo storico bacio gay alle Olimpiadi invernali del 2018 sono state tantissime e svariate.

Lo sciatore freestyle ha fatto la storia, un grande passo per la comunità LGBT mondiale, nel fine settimana con una semplice azione: condividendo un bacio con il suo fidanzato Matthew Wilkas poco prima di scendere sulle piste.

Il breve bacio è stato ripreso dalla telecamera della NBC e trasmesso in TV in tutto il mondo, scatenando un’ondata di festeggiamenti e lodi, ma – come dovevamo aspettarcelo – ci sono stati anche i soliti ignoranti omofobi che non hanno perso tempo a far inutilmente prendere aria alle proprie bocche.

Il 26enne ha risposto con un commento spettacolare a questo momento storico con un post su Instagram stamattina. (19 febbraio).

Accanto ad uno scatto del momento adorabile, ha scritto: “Kiss Kiss Bich!

“Non sapevo che questo momento sarebbe stato filmato ieri, ma sono così felice che lo sia stato. Da bambino non avrei mai sognato di vedere un bacio gay in TV alle Olimpiadi, ma per la prima volta in assoluto un bambino che guarda da casa puà farlo!”

Ha aggiunto: “L’amore è amore è amore”.

Prima del bacio, Kenworthy e Wilkas avevano già pubblicato una foto dove si tenevano per mano su Twitter.

Kenworthy è uscito nel 2015 dopo le Olimpiadi invernali di Sochi ed è diventato uno dei pochi olimpionici apertamente gay che partecipano ai Giochi invernali di quest’anno.

Durante la sua partecipazione ai Giochi, lo sciatore ha stretto una profonda amicizia con il pattinatore gay Adam Rippon, che ha vinto una medaglia di bronzo per gli Stati Uniti.

Durante le Olimpiadi invernali, la coppia ha ripetutamente parlato contro il vicepresidente Mike Pence che non ha fatto altro che macchiarsi di omofobia durante questi mesi di presidenza Trump.

Sarà l’inizio di una nuova era dove gli sportivi non si nasconderanno più e faranno da esempio, apri pista, per molti altri atti di normale amore in tv?

staremo a vedere.

Congratulazioni ragazzi!

Ivan Zaytsev e lo sponsor terremotato

Quanto ci piace Ivan Zaytsev? Il gigante biondo leader della nostra nazionale di volley, medaglia d’argento alle ultime Olimpiadi di Rio.
Un colosso dall’aspetto di ghiaccio, complici i colori chiari che tradiscono le sue origni russe, ma dal cuore e simpatia umbri.

Dopo l’exploit olimpico, sul volley si sono accesi i riflettori e Zaytsev sembra non avere problemi a farcisi illuminare con la sua chioma bionda: tra social e comparsate televisive, il nostro eroe è determinato a far parlare di uno sport a cui servono sempre visibilità e sponsor, come fece in maniera analoga Federica Pellegrini nel nuoto. Quindi ecco che lo Zar è considerato la rockstar della pallavolo italiana.

Molto attivo sui social, Ivan ama postare foto con la sua famiglia, selfie con i fans e retroscena di partite e allenamenti insieme ai suoi compagni. Uno degli ultimi post sulla sua pagina Facebook, però, ha fatto arricciare il naso a molti. In occasione della pausa pasquale, Ivan è tornato nella sua amata Umbria a cui è sempre molto legato.

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Non avete notato nulla di strano? Un post in cui esprime il dolore per la sua terra martoriata dal terremoto, una dolce foto dove stringe il suo bambino e in cui piazza il tag della Toyota, marca di cui è testimonial. Anzi, ‘ambassador’.

Apriti cielo: insieme ai commenti affettuosi dei suoi fans, ecco arrivare anche parecchie tirate di orecchie. Molti suoi seguaci hanno criticato il fatto di aver ‘strumentalizzato’ una tragedia pur di infilare la pubblicità della Toyota.d6b787b2-eadb-470b-85dc-e863a54ab8f8

Com’è nel suo stile, Zaytsev ha risposto pacatamente facendo notare ai critici di essere ‘fuori strada’. Nessun insulto, nessuna polemica, nessuna rettifica.

Certo è che il brand della sua auto in bella vista, stride un po’ con l’intensità della foto e del messaggio che la accompagna. In effetti, ha l’aria di essere una bella e buona ‘marchetta’ per l’azienda automobilistica. E per carità, ognuno pubblica quello che vuole e sponsorizza chi gli pare e piace. Quello che non è piaciuto tanto è che in questo caso sia stato fatto per testimoniare una tragedia vera e propria.

Mica sarà l’inizio di un trend??

Pillole marchetta (e ovviamente inventate)! Che cosa potrebbero escogitare i vip pur di piazzare lo sponsor?

1 – Quello che sta succedendo ai gay in Cecenia è assurdo! Meno male che io me ne vado alle Canarie, grazie ad Alpitour viaggi.

2 – Donald Trump rischia di farci andare tutti in guerra. Non sosteniamolo e non imitiamolo! Con Garnier posso farmi i capelli di tutti i colori, tranne il suo.

3 – La barriera corallina ormai non esiste più. Approfittate adesso per farle le ultime foto con il nuovo IPhone 15 e il suo obiettivo subacqueo a duemilamilionidipixel.

4 – Dei delinquenti hanno tenuto in ostaggio per ore i passeggeri di un treno per Torino. Con Ryanair queste cose non succedono. Milano – Lapponia € 9,99 tutto incluso. Però venite già mangiati.

5 – Il bullismo è vero e reale. Non scappate dai vostri persecutori, ma fateveli amici. A Gardaland paghi tu ed entra anche il tuo bullo.

Scherzi a parte, voglio credere che sia stata una svista del simpatico Ivan (o di chi gestisce la sua pagina per lui). Voi che ne pensate?

Sciaouz!

Tracio

Il contenuto del presente articolo riflette esclusivamente le opinioni personali dell’autore. Le affermazioni, descrizioni e conversazioni incluse nel presente sono frutto di pura immaginazione e della fertile fantasia dell’autore. In nessun caso si intende attribuire ai personaggi fittiziamente descritti alcuna opinione, idea e/o si intendono descrivere abitudini e/o consuetudini di personaggi celebri a fini dello sfruttamento della relativa immagine. Le immagini riportate sono di pubblico dominio e non sono coperte da diritti di proprietà intellettuale.

rio 2016

La top 10 rainbow di Rio 2016

Rainbow Rio 2016 

La top 10 dei momenti LGBT di questa meravigliosa Olimpiade

Avvertenze: le informazioni contenute non sono necessariamente attinenti alla comunità LGBT, ma sono state scelte per i loro echi coloristici.

Le XXXI Olimpiadi di Rio de Janeiro si sono concluse da poco e molti di noi (io in primis) siamo ancora qui a disperarci… MA niente paura! Per cercare di tirarmi (e tirarvi) su il morale, ho ben pensato (per la precisione me lo ha proposto il capo supremo) di stilare una classifica dei momenti più multicolor di questi Giochi. Come scritto nelle avvertenze, non è detto che siano tra i più rosei, perciò non entusiasmatevi troppo.10

Alla posizione numero 10 di questa Rainbow Rio 2016: anche la squadra delle Tonga ha la sua mascotte gay!

E immagino che a sentire il nome “Tonga” abbiate già pensato a lui → e invece mi dispiace deludervi ma non è Megafusto il protagonista.

66f8c55a8f2a1a1aa13211828a1a2437Ho scoperto infatti una video-inchiesta de L’ avvocato in cui Amini Fonua, nuotatore tongano, si rilassa su una spiaggia brasileira facendo delle rivelazioni interessanti sulle Olimpiadi e sul suo Paese. Pare che a Rio 2016 lo sport con il maggior numero di gay sia stato il rugby e a seguire la pallanuoto… ma qualche dubbio mi era venuto su evidenti prese fallose sott’acqua. Ciò che non immaginavo era il rugby. Sembrano tanto maschi alfi e invece… vabbè la cattiva notizia però è che nelle Tonga l’omosessualità è ancora illegale (quindi perseguibile per legge) e questo è sconfortante. Se poi si pensa, come dice Amini, che il turismo è la risorsa più importante di quelle isole…beh va da sé che con questa mentalità retrograda si perde un’ottima opportunità finanziaria. E vabbè, vorrà dire che ci rifaremo con gli amici della palla ovale!

hogwartsAl binario 9 ¾ : il grande assente gay dei Giochi.

703baf93f976255d066d5869c2dc4070f4dd0de6f0f1eaf21dc8692905c56d74_largeEbbene sì, il pallanuotista spagnolo Victor Gutierrez dopo essere uscito allo scoperto (con la speranza di spezzare le catene “tabulari” dello sport, parole sue) e aver fatto scorrere litri d’inchiostro in madrepatria, non ha partecipato alle Olimpiadi perché non è stato scelto nella rosa dei giocatori. Secondo quanto da lui riferito, la squadra e i dirigenti lo avrebbero trattato normalmente, ma io che sono san Tommaso sento odore di bruciato… Dobbiamo credergli? Mah…

8Salendo, alla 8 troviamo Tom Daley e la sua straordinaria interpretazione nella semifinale della piattaforma 10m.

TV-Tom-DaleyNon c’è molto da dire a riguardo. Mentre nelle qualificazioni, tra forte vento e acqua verde, è riuscito ad aggiudicarsi il primo posto davanti ai cinesi, nelle semifinali è partito ultimo e ultimo è rimasto. Tuffi imperfetti, errori come se piovessero… insomma un Daley come non si era mai visto. Il che è un peccato, perché Tommy ha già deciso di mollare (a 22 ANNI! e non dico altro) e di volersi sposare (ripeto: 22 ANNI!) con il suo vecchio amore. Eh vabbè fiori d’arancio e figli maschi!

7Alla numero 7: il posto è tutto per la coppia olimpica moglie+moglie.

aaacoppia01Tra gli atleti lgbt dichiarati di Rio2016 infatti c’erano pure loro: Kate e Helene Richardson-Walsh « membri entrambe della squadra inglese di hockey su prato, già medagliate a Londra, sposate da tre anni, insieme da dieci», come ci fa sapere “Vanità biondah”. Coppia di fatto dunque sia nel privato che nello sport, tanto che potremmo dire un amore d’oro…

Channel-6-Cool-Scheme-1000x935Proseguendo nella nostra scalata, al 6° scalino troviamo una bellezza in bicicletta!


Ve l’ho già detto e ripetuto: il Brasile È un Paese arcobaleno, che accoglie a braccia aperte tutti i turisti lgbt. E quale modo migliore aveva il Brasile di dimostrarcelo, se non facendo sfilare nella Cerimonia di Apertura una famosa modella transessuale? Altro che Giselle Büdchen e la sua minchiata di camminata! La vera star carioca è Lea T, che pedalando tranquillamente in bicicletta ha accompagnato la delegazione del suo Paese nel ingresso trionfale. C_2_fotogallery_3004038_0_imageDevo fare una confessione: io ho guardato attentamente i volontari in bici e devo ammettere che non ho notato alcuna differenza. Voglio dire; sapevo che tra loro ci fosse una trans, ma a prima vista mi sembravano tutte donne o al massimo qualche donna mancata..alcuni xD… ma tra le ragazze non ho visto particolari dettagli che mi facessero pensare “ecco quella è una trans”; indice questo che finchè non si alza la gonna o si tolgono i pantaloni, siamo tutti uguali. E anche dopo, solo non biologicamente. Brava la nostra Lea T (pure gnocca, se mi fosse permesso).

6a00d83451b36c69e20120a516fea1970b-400wiScaliamo ancora e scaliamo anche il podio perché alla 5 posizione c’è un argento nostrano!

timthumb.phpGrazie al photo finished (grazie tecnologia) e alla correttezza (stavolta) dei giudici, la nostra Rachele Bruni si è guadagnata il secondo podio nella 10km di nuoto. Così dopo il bronzo di 4 anni fa di Martina Grimaldi, un’altra donna ci ha fatto avanzare di un gradino… se continuiamo così forse forse tra 4 anni… ma non dico nulla per scaramanzia. A Rachele però bisogna dare un’altra medaglia, una d’onore, perché durante la cerimonia di premiazione ha dedicato la sua vittoria, oltre alla solita famiglia, anche alla sua compagna (l’avevo detto io)! E questo le fa onore! Perciò brava Rachele e si spera di vederti in bianco presto…

sign-language-american-numbers-4-png-html-96j3wi-clipartMe sale me sale..alzo il braccio e me sale” e saliamo pure noi cara Anna, alla numero 4.

Visto che siamo nel Paese della samba, non poteva mancare lei nella cerimonia di chiusura! Ed ecco che ad accogliere gli atleti è risorta per noi “la donna dal cappello con la frutta”: madame Carmen Miranda! Magari fosse lei in persona… purtroppo no e il suo tributo devo ammettere che non mi è piaciuto molto, perché poteva essere realizzato meglio e con una maggior visibilità. Dopotutto è stata la prima donna brasiliana a diventare una star internazionale, nonché icona (gay) di moda. Pazienza.. “occasioni sprecate”, come direbbero Bragagna e Bizzotto.

bronze medal
bronze medal

Numero 3 e bronzo di questa classifica lo diamo a … ai 10 ori LGBT di Rio2016!

f961a2a18f338aaa74465a29d840f563Certo! Perchè signori (e signorine) non sono alle olimpiadi appena concluse c’erano quasi 50 atleti della comunità lgbt mondiale, ma 10 di questi sono riusciti pure a vincere l’oro! Alla faccia vostra omofobi! Spero che vi sia andato di traverso il cibo, mentre loro ricevevano la gloria eterna! E dunque chi sono i medagliati? Nicola Adams (pugilato), le già menzionate Kate & Helen Richardson-Walsh e la loro compagna Susannah Townsend (hockey su prato), Seimone Augustus, Elena Delle Donne (gnocca pure lei), Brittney Griner e Angel McCoughtry (ma una ceretta no? tutte di pallacanestro) e Caster Semenya (atletica). Perciò doppio smacco per gli omofobi retrogadi: 10 ori lgbt e TUTTE donne! Congratulazioni ragazze!

silver-medal-and-number-2-thumb84935891Medaglia d’argento e 2° posto per l’amore!

CpYZxufUsAAGxSUL’amore ha moltissime facce. Le prime due sono quelle di due bei tedorofi, che si son fatti notare esibendo un bel bacio a lume di fiaccola olimpica nei giorni precedenti l’apertura dei Giochi. Un gesto d’amore innocente ma significativo, vista la forte e persistente omofobia dilagante nello stato verde-oro. E a dare il colpo di grazia agli omofobi brasiliani ci han pensato Marjorie Enya (volontaria) e Isadora Cerullo (rugbista) con la loro proposta di matrimonio in mondo visione! Nozze rosa lesbo in vista quindi a Rio…

Un’altra faccia dell’amore è quella della solidarietà, espressa durante questi Giochi dal pubblico del beach volley e dell’hockey su prato nei confronti delle atlete egiziane e della giocatrice (un po’ soprappeso) dell’Angola. “In diversity we are unity”… se non è questo amore…

number-1E adesso rullo di tamburi… oooohhh … il 1° posto e quindi la medaglia d’oro di questa top 10 va a … alla giustizia!

grindrIn un precedente articolo vi avevo parlato del Grindr affair di queste Olimpiadi; di come uno stupido, inutile ometto omofobo abbia utilizzato Grindr per adescare e pubblicare uno scoop sugli atleti lgbt presenti a Rio… con gioia della sua testata omofoba. Ebbene, dopo insistenti dimostrazioni di proteste e innumerevoli rimostranze contro il Daily Beast e il suo “giornalista”, l’articolo antigay (ovviamente ultraconservatore e poco favorevole alla comunità lgbt) è stato cancellato dal sito e con un puff è sparito nell’iperspazio. Anni fa il Vaticano osò assumere l’esistenza di una lobby gay tra le sue mura e tutto il mondo ben pensante (nel senso di intelligente, quelli che usano la testa) si è messo a ridere per la minchiata proferita dal soglio di Pietro. Ma oggi io credo che esista davvero una lobby gay ed è formata da tutti i componenti della comunità lgbt… potremmo dunque definirla lobby lgbt-friendly. E la prova della sua esistenza è proprio nell’eliminazione di quell’articolo. La giustizia farà sempre il suo corso e trionferà sempre!

Fregno Olimpico

Sondaggione finale: chi sarà il Fregno Olimpico di Rio2016?

Scegli il tuo Fregno Olimpico votando nel sondaggio sotto ogni categoria, e se per caso il widget del sondaggio venisse visualizzato in maniera strana sul tuo browser, non preoccuparti, puoi sempre darci il tuo voto inserendo il numero di chi vuoi votare in un commento (es. Atletica 3; Canoa 2; Ginnastica 5; e così via). Sii il giudice imparziale e allupato che tutti sogniamo di essere! 🙂

Atletica:

Atletica

Canoa:

Canoa

Ginnastica artistica:

Ginnastica artistica

Tuffi:

Tuffi

Beachvolley:

Judo:

Lotta:

Nuoto:

Pentathlon moderno:

Senza nome 1


Pugilato:

Rugby 7:

1)
1)
2)
2)


Scherma:

Tennis:

Tiro con arco:

Triathlon:

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1)
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2)
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3)

PER TUTTI GLI ALTRI SPORT, in particolare quelli di squadra come pallavolo, pallanuoto, pallamano, pallacanestro etc.. insomma per tutti gli sport con le palle e senza, avete la possibilità di scegliere voi il vostro fregno olimpico preferito. Dovete solamente inserire nome e cognome dell’atleta e lo sport in un commento sotto questo post (sempre che ne abbiate altri da votare).

NB: l’atleta delle isole Tonga, Pita Nikolas Toufatofua, o come è comunemente noto “il fregno a petto nudo della cerimonia di apertura” ha già la medaglia d’oro per  figaggine e per essere portatore sano di ormonella nel taekwondo.

rio 2016

Rio 2016: La caccia (olimpica) alle streghe gay

Rio 2016: La caccia (olimpica) alle streghe

olimpiadi 2016In un precedente articolo vi avevo parlato dello straordinario incremento di atleti lgbt nei Giochi Olimpici dopo Pechino 2008. In particolare vi avevo segnalato come a Rio 2016 ci fossero molti atleti gay e ancor più atlete lesbiche o comunque facenti parte della comunità rainbow, rispetto alle passate edizioni.

Tralasciando da parte le ragazze (non per mancanza di interesse quanto per assenza di fonti e per motivi che capirete presto, spero), mi voglio concentrare sugli 11 atleti di cui vi ho già scritto qualcosa. Atleti uomini quindi.

Non vi farò tutta una filippica sull’omosessualità maschile, ma non vi è dubbio che questa sia stata ostacolata (per usare un eufemismo) maggiormente rispetto quella femminile dalla maggioranza degli uomini eterosessuali, sostanzialmente per un motivo: due lesbiche, inspiegabilmente, eccitano il (stupido) maschio alfa. Perciò i ragazzi gay sono stati sempre il bersaglio preferito di compagni di scuola, colleghi di lavoro, passanti, politici analfabeti, ecc…

Eppure bisogna ammettere che pian piano, molto lentamente, le cose stanno cambiando e molti etero (sempre uomini) iniziano ad avere una mente più aperta nei confronti della controparte maschile. E ciò ha aiutato molte persone ad “uscire dall’armadio” e a dichiararsi; naturalmente questo è un piccolissimo incentivo. Quindi, quando ho letto di questo aumento di colori tra le piscine e le piste di atletica, mi sono un po’ sorpreso e sono stato un po’ scettico sulle effettive dichiarazioni pubbliche fatte dagli atleti. E direi che ho fatto bene a dubitarne, perché pare che qualcuno si sia divertito a giocare a “Indovina chi?” con gli 11mila sportivi presenti a Rio de Janeiro.

Qual è il punto? Se fossero dei ragazzi, che per spettegolare tra loro fanno delle ipotesi sulla possibile omosessualità di uno sportivo, beh non mi infastidirei perché ammettiamolo tutti lo hanno fatto, io in primis; perciò se non si offende nessuno, non è una brutta cosa alla fine. Anche perché la soglia di attenzione su certi argomenti è dello 0.2%; dopo 2 minuti già si parla d’altro.

Invece la situazione cambia, quando il motivo è proprio quello di offendere, di istigare. Allora in quel caso bisogna condannare certi comportamenti.
È questo il caso di un giornalista americano del The Daily Beast, che pur di scoprire se tra gli abitanti del V. O. di Rio ci fosse qualche omosessuale, ha aperto Grindr (nota app gay) nelle vicinanze degli alloggi (ecco perché all’inizio ho ristretto il mio campo di ricerca). E di certo non l’ha fatto per divertirsi, visto che il signore è etero.

Questa notizia mi giunge da un video-accusa che ho scovato sul sito outsports.com, di cui sono venuto a conoscenza girovagando per Google. Nel filmato, girato da un giornalista (di cui non conosco il nome e pertanto chiamerò Mr. Outsports) dello stesso sito, viene spiegata la vicenda e condannato il comportamento del “collega” yankee.

Sì perché quella t.d.c. (sì, lo diciamo: quella GRAN testa di cazzo!) del Daily non si è solamente limitato ad accendere Grindr e a spulciare tra le foto, cercando di riconoscere qualche atleta di Rio 2016, figuriamoci! Non contento, ha cercato di indurre gli sportivi a rivelarsi. E così ha fatto contenti i propri editori, visto che poi da questa esperienza ne ha tratto un “bel” articolo. Come afferma il giornalista di Outsports (di cui riporto le testuali parole), nel suo pezzo questa grandissima nullità «to titilate the audience and to create headlines» ha descritto alcuni degli atleti, elencando il Paese da cui provengono, lo sport praticato ma non solo; si è anche permesso di giudicare «how good or bad they are». L’unica cosa che manca sono le generalità, omesse forse per evitare querele o per incrementare la curiosità; infatti la t.d.c. Ha inserito dei particolari essenziali per poterli riconoscere.

Qual è la conseguenza peggiore della vicenda? Ce lo dice mr Outsport: «what he has done, is create a witch hunt». Già perché la gente, attirata dalla curiosità, inizierà a fare domande, a capire chi possa essere lo sportivo menzionato e non sarà per puro diletto fanciullesco. Ci sarà una morbosa voglia di spettegolare, di criticare e di sputare sentenze, il che avrà conseguenze inopportune per gli atleti coinvolti e per le persone a loro legate. Naturalmente non mi riferisco ai salotti dell’alta società o a quelli delle parrucchiere, dove la soglia di attenzione è pari a quella giovanili; bensì al mondo editoriale e politico che su queste notizie costruiscono le proprie crociate.

Giustamente Mr. Outsport fa notare, seppur indirettamente, che quell’articolo è il frutto di una serie di azioni basate sulla mancanza di rispetto e sopratutto sul fatto che l’autore non abbia pensato alle ripercussioni ma solo al proprio interesse personale. Perchè la t.d.c, dice Mr. Outsport, «has no idea what it’s to be closeted, he has no idea what it is to have suddenly the whole world looking down at you and your team is wondering ‘are you the gay guy? Are you the person that he’s writing about?’ There’s no sensitivity here» e lui di certo non ha avuto sensibilità, né tatto. Semplicemente «he didn’t care». La cosa più importante infatti sia per l’autore che per la testata è fare ascolti, è produrre traffico dati come si evince anche dal video.

Io sono perfettamente d’accordo con mr. Outsport: gli errori possono essere commessi e il fuggi fuggi di notizie può essere causato involontariamente da qualche commento innocente. Però non è questo il caso, perché il giornalista americano su ordine del Daily ha volutamente cercato lo scoop e ha avviato intenzionalmente una caccia all’uomo mettendo, come si suol dire, la pulce nell’orecchio. C’è almeno una nota positiva in tutta la faccenda successa a Rio 2016? Beh ora sappiamo che alcuni #fregniolimpici sono omosessuali, ok ma ci interessa qualcosa? Ci viene qualcosa in tasca, come diciamo dalle mie parti? No, perché tanto sono figure inarrivabili… non per niente sono Olimpionici.

Prima di salutarci vi voglio però confessare una cosa: inizialmente, nello scrivere questo pezzo, avevo inserito il nome dell’autore; però poi ho cambiato idea. Ho preferito toglierlo, seguendo l’esempio di mr. Outsport, per evitare di fargli pubblicità e di dargli credito. Anche se la sua “fama” è lontana migliaia di km, meno se ne parla e meglio è.

Vi lascio con una notizia positiva, che ho scoperto proprio sul sito di Mr. Outsport: finalmente il mondo parla di noi Italiani non per la cronaca nera o per la mafia. Questa volta a risaltare è uno “scoop” tutto rosa a Rio 2016, che potete leggere qui.

A presto, Hermés.

dannell leyva

The Sex Olympic tape 2 – Dannell Leyva (VM18)

The Sex (Olympic) tape 2 con Dannell Leyva

olimpiadi 2016Niente, non ce la fanno. Non ce la possono fare.

Gli atleti latinoamericani ci sono cascati un’altra volta nella trappola del web; però…però… questa volta mi chiedo: siamo sicuri che siano vittime innocenti e non rei colpevoli? Andiamo per ordine.

Schermata 2016-08-16 alle 12.50.55Vi ho già parlato del caso Nory, ricordate? Di quel povero piccolo (#fregnoOlimpico) ragazzo che si è trovato coinvolto nelle macchinazioni di una str****, a suo discapito (ma è stato pure lui un gran pirla). Già quattro anni fa a Londra 2012 ci fu chi suscitò scalpore con alcune sue foto, diciamo provocatorie. Si tratta dell’atleta americano Danell J. Leyva (@danelljleyva su Instagram @DanellJLeyva su Twitter) che all’epoca si era divertito a scattare foto al suo pacco (non regalo) e a pubblicarle su Internet. Che burlone!”

NANNING, CHINA -

A Rio, invece, il podio del gossip se lo prendono gli atleti del Centro e Sud America. Per ora..

Dopo Nory, abbiamo una doppietta verde-oro e un’atleta Maya. Si ok ma… chi sono?

Il primo è Arthur Zanetti (a sinistra in foto), classe 1990 di São Caetano do Sul (San Paolo), vincitore della medaglia d’oro ai Giochi di Londra e fresco argento alle Olimpiadi di #Rio2016 negli anelli.

sasaki-mundial2013-cbg-texto_600-3L’altro è il ginnasta Sergio Sasaki, (a destra in foto) classe 1992 di São Bernardo do Campo (San Paolo), che ha ottenuto eccellenti risultati a livello giovanile e che alle XXX Olimpiadi riuscì ad arrivare in finale, pur terminando decimo.

Due cose saltano subito all’occhio su questi baldi giovani, aspiranti pornostar: in primis che lo stato di San Paolo sforna olimpionici come se piovesse e secondo… sono TUTTI della nazionale di ginnastica. Si vede che a forza di cimentarsi nella sbarra, negli anelli, nelle parallele e nel cavallo con le maniglie l’adrenalina invece di andargli in circolo, si accumula tutta… lì!

È normale (insomma) quindi che due uomini, presi dalla stupidera e dall’eccitazione del post gara (forse, non si sa, non ci è dato saperlo), si vogliano esibire ancora ma in pose tutt’altro che olimpiche. E immaginate dove sono fatti beccare? Ma su Skype è ovvio e naturalmente quella str… di turno ha ripreso tutto. Bisogna tuttavia fare una precisazione: solo uno dei due caccia fuori il carico da 90 (esageriamo dai) e lo agita allegramente per fargli prendere aria; l’altro si limita a togliersi la maglietta. In ogni caso una cosa è certa: il set preferito resta sempre e inequivocabilmente il bagno.

Vi lascio diventare cechi con il video (la qualità non è delle migliori). >> Qui per lo show brasileiro.

E passiamo ora all’ultimo degli sportivi mandrilli.

174288499Jahir Ocampo (@jahir_ocampo su Tw e @jahir_ochampion su In), classe 1990 dello Stato del Messico (Messico, luogo di nascita preciso sconosciuto), tuffatore nel trampolino 3m sincro in coppia con Rommel Pacheco.

Prima di partire per Rio de Janeiro, il ragazzuolo ha ben pensato di dare libero sfogo alle proprie frustazioni. Giustamente bisogna allentare la tensione, anche se di solito lo si fa dopo le gare e non prima. Ma a differenza dei brasiliani, su cui nutriamo moltissimi dubbi sulla loro effettiva innocenza, il tuffatore messicano pare sia stato davvero un po’ ingenuotto.

Tuttavia il video della sua performance non è disponibile online, forse perché la ragazza a cui ha dedicato il suo show non era poi così cattiva come le altre. Però non è stata nemmeno una santa, perché il video non ce l’abbiamo ma le foto sì. E siccome circolano in rete già dall’ 11 agosto scorso, mi chiedo se non avessero potuto influire sulla gara, riuscendo a strappare qualche altro punticino (vista la notevole dotazione). Probabilmente però sarebbero state necessarie anche quelle di Pacheco. Perciò caro Rommel (evito di commentare il nome) se vuoi e quando vuoi…noi siam qui, pronti.

Nell’attesa, gustiamoci le foto (VM18) del suo compagno di trampolino.

Ciao a tutti.

Hermés.

 

matthew mitcham

Bye Bye Matthew Mitcham

Matthew Mitchum: il nosto mito se ne va!

1307197365920-1Il biondo tuffatore australiano,  paladino di tutta la comunità LGBT e lgbt-friendly ha salutato tutti e ha detto basta. Matthew Mitcham, classe 1988 di Brisbane (Australia), nel gennaio scorso si è ritirato ufficialmente dalle competizioni con un’intervista alla ABC News oceanica, la Australian Broadcasting Company, dichiarando di sentirsi soddisfatto per aver vinto le tre più importanti medaglie d’oro: quella olimpica, la mondiale e quella dei Giochi del Commonwealth.

Mitcham è considerato un grande da molte persone, essenzialmente per due motivazioni che hanno riguardato la sua carriera: il suo coming-out e la vittoria alle Olimpiadi.

Non è tanto il fatto che abbia rivelato di essere omosessuale (come se fosse qualcosa di eclatante, in fondo è un ragazzo come tutti) a essere sensazionale, quanto il dove e il quando. Matthew infatti si dichiarò pubblicamente due mesi prima dell’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino 2008, i primi tenuti in Cina, cioè in uno stato in cui l’omosessualità è considerata peggio della peste. Perciò alla luce delle considerazioni che la società e il governo cinese ebbero (e hanno) sul mondo lgbt, l’annuncio di Mitcham fu per molti una sorta di sfida aperta nei confronti di Pechino: io sono un tuffatore, sono gay, sono una persona libera, provate a farmi fuori!

Il secondo motivo è legato al primo. Questo ragazzo 30enne (all’epoca) fregandosene apertamente dell’ottusità pechinese riuscì nell’impossibile: il 23 agosto 2008, giornata finale delle XXIX Olimpiadi, con un punteggio di 537,95 si piazzò al primo posto della 10m piattaforma sconfiggendo i cinesi (e il russo). Ancora oggi rimane l’unico ad essere riuscito ad impedire alla Cina di ottenere tutti gli otto ori dei tuffi.

1353107482837-2Quindi riassumendo: 1) oro olimpico davanti i cinesi, 2) a Pechino e 3) apertamente gay… un colpo al cuore!

Con i Giochi in casa, la Cina non poté nemmeno contenere l’ondata di entusiasmo della stampa per la vittoria di Mitcham (ricordiamo che nel Paese rosso c’è una forte censura) e perciò le tre parole chiave di quei giorni furono proprio oro, Cina, gay.

Non contento, due anni dopo ai mondiali di Changzhou sempre nello stato semi-comunista, vinse nuovamente l’oro nella piattaforma e sempre davanti a due cinesi. Ciò gli permise di qualificarsi per Londra 2012, dove però ci fu un collasso. L’ultima medaglia che si aggiudicò fu l’oro nella 10m sincro a Glasgow nei Giochi del Commonwealth nel 2014.

C’è però un aspetto buffo nella vicenda olimpica di Mitcham.

Ormai è chiaro come il sole che Matthew ai Giochi di Pechino era gay: l’ho detto trecento volte. Ma quello che non ho detto è che alle XXIX Olimpiadi lui fu l’ unico atleta dichiaratamente gay a partecipare: la paura e l’ostracismo era (ed è) molto diffusa tra gli sport. Allora dove sta l’ilarità, vi chiederete? Beh Mitcham dovette aver compiuto un miracolo oppure aprì una qualche porta segreta perché in otto anni, da Pechino2008 a #Rio2016 da 1 solo atleta gay si è passati a 11 uomini apertamente omosessuali, tra cui il più famoso e forse erede di Matthew, Tom Daley. Di cui pare il nostro Matthew non avrebbe sospettato nulla… Dobbiamo credergli? Qui l’articolo. (http://attitude.co.uk/matthew-mitcham-surprised-tom-daley-came/) Per me Daley ci fece un pensierino nel 2010..non so xD

photo_2016-08-15_14-19-41Tornando a noi… Pare che il record lgbt lo detengono le donne: non è certo che fossero già pubblicamente lesbiche (la stampa all’epoca non diede molto risalto alla cosa) però dalle 11 di Pechino (10 + 1 bisex) si arriva alle 31 delle attuali Olimpiadi.

Pertanto a Rio si ha un totale di 49 atleti lgbt e il numero è destinato a crescere!

Come dice Karen… Gay rules!

ago-15-2016 13-59-39

A prestissimo….