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Averlo piccolo è come essere grassi

La scorsa settimana ho pubblicato questo articolo e c’è stato un dibattito tra chi ha ammesso di aver mollato un ragazzo per le dimensioni del suo pene e chi considerava questa scelta sbagliata. In particolare Emilio l’ha considerata una vera e propria discriminazione, paragonabile a quando le persone grasse vengono messe da parte. Oggi ne parliamo. Sit back, relax and enjoy your flight.

Le parole di Emilio erano davvero sentite, a partire da questo tweet

e proprio per questo ho deciso di intervistarlo, per esporre un ulteriore punto di vista al dibattito. Lo so, discutere delle dimensioni del pene potrà sembrare ridondante e superficiale. Ma è davvero così? Non è forse vero che siamo una società fallocentrica e che questo è ulteriormente vero in coppie che si articolano tra due maschi?

Ti sei scaldato per alcune risposte all’articolo paragonando l’interruzione di una frequentazione a causa delle dimensioni al fat shaming.

Penso che essenzialmente siano la stessa cosa. Se a me dà fastidio che sui social una persona si senta in diritto di escludere i grassi, perché non dà altrettanto fastidio se si escludono le persone col pene piccolo? Non capisco questo ragionamento.

Certo, però uno potrebbe risponderti che i suoi gusti sono così. Possono non piacergli le persone grasse o quelle col pisello piccolo. Quindi qual è la differenza? 

La differenza è che tu ti senti autorizzato a dire “ce l’hai piccolo quindi smettiamo di vederci” ma se sai che uno su Grindr rifiuta i grassi allora fai una crociata perché si fa body shaming e si sta discriminando.

È anche vero che esistono molte persone grasse che si espongono direttamente contro il fat shaming ma non c’è un gruppo unito di “uomini fieri con l’uccello piccolo” contro le discriminazioni. 

È questo il problema, è che sanno di essere socialmente emarginati. Da sempre sempre l’uomo col cazzo grosso è più forte, più potente, più importante, più ambito. È insito nel genere umano.

Perché allora non ci liberiamo dalla visione fallocentrica?

Non ci ho mai pensato in realtà, ma credo che bisognerebbe imporsi come comunità. Come i bear, che un giorno hanno detto: “Non siamo più solo grassi o solo pelosi, siamo orsi e siamo un gruppo”. Magari si tratta solo di normalizzare. Ma come si possono sradicare secoli e secoli di cazzogrossismo? Mi sono accaldato così tanto perché molti in passato hanno fatto la guerra contro quelli che “no grassi, no effeminati” e poi hanno fatto la stessa cosa sotto al tuo sondaggio.

Ti farò una domanda scomoda: tu hai pubblicato Monkeys** e hai disegnato i modelli belli e col pacco prominente. Perché?

Mi aspettavo questa domanda. Beh, tutta l’operazione Monkeys parte da una base di idealizzazione. Avendo io una base di fumetti e manga posso dire che è tutto basato su immagini e stereotipi. Col mio lavoro devo attrarre l’occhio e un pacco grosso è attraente, come le tettone. A molti ho chiesto come volessero il pacco e nel 60-70% dei casi mi hanno chiesto di aumentare il volume. Negli ultimi però mi sono anche ridimensionato, perché mi sono accorto che quelli meno recenti erano esagerati. Ma in ogni caso il mio è un lavoro di idealizzazione e sì, ci metto anche del mio. Però a livello umano non ho mai fatto distinzioni di quel tipo. A pensarci magari sembra anche ipocrita da parte mia, ma credo siano due cose diverse. Io non rappresento la realtà.

Ribadisco che non sono contro i gusti personali, dico solo che sono scelte e non credo che sia il caso di demonizzare chi invece ha canoni diversi. Ma se mi parli di rapporti umani non sono molto d’accordo. Se ti piace tantissimo una persona e ti cade l’interesse perché ce l’ha piccolo lo trovo discutibile. Parlo proprio di discriminazione che sfocia in altri ambiti.

E secondo te perché uno sente il bisogno di comunicare al mondo cosa non vuole? Cioè, a me per esempio non piace il tipo orientale, ma su Grindr non sento il bisogno di scrivere “no asians”. 

Ma infatti, almeno non dirlo! Uno vuole togliersi dall’impiccio di dire “no guarda, non mi piaci”. Cerco di mettermi nei loro panni ma non trovo il senso. Di fatto non costerebbe niente rispondere, ma è proprio per evitare totalmente di interagire. O forse è per autoannunciarsi. Del tipo “li voglio muscolosi perché lo sono anch’io e devono far parte della mia élite”, un po’ come ls cultura del trofeo. Se vado al letto con uno che ce l’ha piccolo i miei amici mi ridono dietro. O al contrario, se mi rimorchio uno che ce l’ha grosso mi invidiano. Potremmo chiamare questa cosa “il trofeismo spinto”.

Ridiamo.

Ringrazio tantissimo Emilio per questa chiacchierata e per essersi reso disponibile all’intervista.

** Monkeys è il progetto a cui Emilio ha lavorato per almeno due anni. Come dice Amazon “è un viaggio alla scoperta dei corpi, della bellezza insita nella loro unicità, nelle storie che questi corpi si portano dietro e che li hanno resi tali”. Per realizzare quest’opera Emilio ha ritratto decine di modelli (twitteri e non) tra cui il sottoscritto. Vi allego l’immagine qui sotto, l’unico caso nella mia vita in cui mi vedrete con gli addominali. Se siete curiosi e volete supportare questo progetto e quelli futuri potete acquistare Monkeys qui.

Dedalus

Eurovision 2018: l’inviato speciale di #Titina18 al gran finale

Cristian, l’inviato speciale di #Titina18 per questo Eurovision 2018, ha assistito al gran finale per noi direttamene dall’Arena a Lisbona.

Cosa avremo visto di differente noi da casa e loro sotto al palco di Esc2018?

Grande invasione spagnola per la finale: bandiere gialle e rosse in ogni angolo dell’Arena e grandi cori per la loro canzone che, a quanto pare, non è piaciuta altrettanto né alle giurie nazionali né al pubblico a casa.

Lo spettacolo non ha deluso le attese. Le canzoni ormai le conoscevamo ampiamente, nulla di nuovo da segnalare. Grande entusiasmo per l’inglese Surie, e non solo per l’extra show.

Ma cosa è successo? In sostanza, un tizio ha scavalcato la transenna per salire sulla passerella davanti al palco. A un certo punto ce lo siamo visti passare davanti, velocissimo nella sua corsa contro il tempo, passare il ponte laterale e buttarsi letteralmente contro la povera Surie.

Per fortuna, le ha “solo” strappato il microfono per biascicare qualcosa di incomprensibile e, mentre quella gran signora di Surie si allontanava con nonchalance, lo staff si è catapultato sul palco per placcare il povero imbecille e trascinarlo via.
Surie ha gestito benissimo il momento, ha usato le mani per invitare il pubblico a cantare il ritornello sulla base al posto suo e, per finire, ha recuperato il microfono e ha ripreso come se nulla fosse.
Poco dopo una schiera di guardie è stata schierata davanti alle transenne: pensarci prima, memori dell’invasione di Kiev, no eh?

L’Italia è passata quasi inosservata: silenzio quasi tombale tra il pubblico, il testo era davvero troppo complicato per essere cantato da un pubblico internazionale.

Alla fine Netta e Eleni Foureira si sono confermate le vere queen, reggendo bene il voto delle giurie nazionali che come ogni anno è stato fantasioso, e sbancando poi il televoto insieme – incredibile a dirsi – proprio alla coppia Meta e Moro.

Salvador Sobral ha dovuto consegnare il premio proprio alla canzone che ha pubblicamente definito orribile pochi giorni prima: grazie karma.

Gerusalemme 2019, quindi? Netta lo ha annunciato con sicurezza, anche se la speranza rimane Tel Aviv 2019. A voi immaginare il perché.

Alla prossima!

Pechino Express – Capitolo 7

La settima puntata di Pechino Express si apre con i concorrenti che fanno da maestri e alunni a dei bambini locali con l’obiettivo di insegnare loro i nomi di alcune verdure in italiano e, allo stesso tempo, di impararli nella lingua locale. Una maestra ha il compito di 14560015_1313910031966625_1083448143595158830_opremiare la squadra di bambini – concorrenti più brava con le lingue e… nonostante i copiosi suggerimenti di tutti… riesce a vincere la coppia degli #Spostati che si guadagnano 10 km con la macchina di Pechino Express. I #Socialisti sono i maestri più bravi e simpatici, Lory la più stronza.

La gara prosegue nel mercato locale dove tutti devono cercare una ragazza che gli è stata affidata e che, una volta trovata, consegnerà loro un cesto di cibo pesantissimo. Una volta giunti a destinazione, vengono date loro borse artigianali che poi dovranno rivendere ai turisti per guadagnare soldi che andranno a un’associazione benefica locale. Pechino si conferma un reality di grandi risate ma anche di grande cuore.
La vendita di beneficenza procede nonostante la taccagneria dei turisti, specialmente degli inglesi, e la chiusura della gara con quel capolavoro di Bread And Roses è il finale perfetto per una delle gare più belle della stagione.

Da elogiare anche i #Socialisti che danno il loro budget giornaliero a un vecchietto cieco.

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La puntata procede alla grandissima con la prova di recitazione che vede le coppie in gara cimentarsi in una televendita di cioccolato con Costantino, Cesare Cadeo e Patrizia Rossetti guest star in qualità di madrina di tutte le televendite nei secoli dei secoli. Meritatissima la vittoria dei #Contribuenti.14567349_1313949178629377_3211563943526318777_o

Torna in questa puntata l’amata e odiata bandiera nera che invece incrina il rapporto idilliaco tra #Socialisti e #Innamorati. Speriamo sia solo una crisi temporanea.

Vincono la puntata i #Contribuenti che ci fanno sperare di veder sbattuti fuori i #Coniugi ma non è così perché la puntata non è eliminatoria. In compenso ci sono le scenette di falsa commozione dei #Socialisti a rendere questo finale di puntata indimenticabile.

Vi aspetto la prossima settimana con il resoconto della prima puntata dal Messico! Come sempre, vi lascio con la perla di Lory!

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PecHino express – Capitolo 6

La 6 puntata di Pechino Express si apre con le coppie costrette a far parlare l’unico pappagallo 14692100_1306625079361787_8635161925567624252_omuto sulla faccia della terra e con la partecipazione straordinaria della regina di tutti i reality in qualità di passeggero misterioso: Valerio Scanu e i suoi tatuaggi alla cazzo di cane!

Purtroppo la sua presenza non serve a molto visto che la coppia degli #Sconosciuti, a cui è stato affibbiato, arriva ultima alla prima tappa della gara.

Lory continua a guadagnare punti quando, con l’immensa nonchalance che la contraddistingue, ruba il passaggio agli antipaticissimi #Coniugi.
Alla fine della tappa 1, le prime quattro coppie classificate devono imparare e insegnare a quelli che li ospitano dieci storiche canzoni italiane. La prova vantaggio canora è uno dei momenti più divertenti di questa stagione di Pechino Express: non sto a raccontarvela, se siete curiosi recuperatela perché ne vale davvero la pena. Vince la prova vantaggio meritatamente la coppia dei #Contribuenti.

La gara continua con la scalata del vulcano che vede arrivare prima l’immensa Lory e il suo fidanzato scemo, perculato da tutti per l’intera durata della puntata (Lory in testa). Grandi soddisfazioni le regala, come al solito, Tina che arriva al traguardo con tutta la calma del mondo e, una volta tornata in città, interrompe la gara per cercare di scroccare un paio di scarpe in un negozio: le pizze non erano più abbastanza.
Nella seconda parte della gara i bellissimi #Socialisti ci regalano un jingle fantastico e un po’ leghista che unisce macchine tamarre e terùn. Mi sa che lo canterò per un bel po’.


Mentre nel frattempo i #Contribuenti cedono al fascino della divisa… di un prete!
Vince la migliore coppia della puntata, quella degli #Innamorati che non si smentisce neanche alla fine e infatti butta fuori gli #Emiliani, tanto carucci, tanto simpatici ma anche tanto inutili.

Avanti così Pechino, mandate fuori i #Coniugi e poi sarà un disastro decidere a chi rinunciare.

Potevamo concludere senza la perla della settimana di Lory…?

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Vi aspettiamo martedì prossimo con il resoconto della tappa 7!

X-Men: Apocalypse. Dalla parte dei Mutanti, sempre!

Apocalisse, il primo e il più potente dei mutanti, sceglie 4 cavalieri da portare con sé per ripulire la civiltà corrotta: Tempesta, Psylocke, Angel e Magneto. Mystica e il Professor X uniscono allora le forze e guidano altri X-Men per contrastare la minaccia mondiale.

Il Diavolo veste GNOCCONUDA – S02 – Ep13

Gnocconuda

Buongiorno miei diletti e ben trovati, anche se sono in ritardo con la solita pubblicazione! Dopo la piccola grande parentesi Sanremese, il vostro diavolo torna a parlarvi della vita di tutti i giorni, della moda che ci circonda e ci veste – o in certi casi sveste – con singolare destrezza!
Ho mumble mumblato a lungo sul tema da trattare e la risposta si è più volte palesata ai miei occhi ma in chiavi che avevo già usato e arrugginito col tempo; come sempre detto la moda si evolve continuamente e si reinventa, ma ultimamente c’è qualcosa che la sta sovvertendo: lo scontro dei sessi. Questo Crossing over fa il giro del globo e ben presto ci stiamo ritrovando con donne con i mocassini e uomini con meggings (PARLIAMONE) oppure gonnelle degne della grata del vento di Marilyn!
Ma mi sono detto: come trattare questo argomento se io appartengo solo ad un sesso? EUREKA! NO, non cambierò sesso per scrivere l’articolo, ho semplicemente chiesto aiuto ad una lady in poppe e ossa! Una vecchia conoscenza del blog, la degna erede di Anna Wintour, sto parlando di VIVIANA GUGLIELMINO! E ora per questa puntata di IL DIAVOLO VESTE GNOCCONUDA con special guest star, addentriamoci nel:

MONDO DEL CONTRARIO

10008360_10202882849585196_514091790_nIl mondo sembra essersi capovolto: le donne vestono in maniera androgina e gli uomini, oltre all’ossessione della perfetta bellezza esteriore, adesso ballano pure sui i tacchi. Qualcosa sta andando storto o vi è un impetuoso desiderio da parte di entrambi i sessi di esplorare l’altro?

La sapeva lunga il caro Re Giorgio (ndr.  Giorgio Armani) sin dall’inizio della sua carriera nel campo della moda: la donna deve essere mascolina ma femminile, un’icona di eleganza, così indipendente da far terrorizzare gli uomini che hanno sempre avuto il monopolio in tutto. E’ come se dicesse “cari uomini fatevi da parte, l’era della calza è finita” . E gli uomini? Beh gli  uomini, che hanno sempre vissuto nella convinzione di essere il cosiddetto “sesso forte” mica l’hanno presa tanto bene questa rivoluzione femminile. In casa adesso sono due a portare i pantaloni, ma solo la donna ha la capacità di portarli così maledettamente bene (in termini di stile).

Ma la donna non si accontenta, vuole molto di più. Così dopo il pantalone  arriva il turno  di aggiungere nel proprio armadio le giacche, le camicie, i gilet e addirittura le scarpe stringate, un must prettamente maschile, e poco femminile a mio avviso.

Gli uomini, dal canto loro, non sono mica rimasti a guardare. Non potendo sopportare che le donne stessero iniziando a prendere le loro sembianze  invadendo il loro campo (poveri,  non capiscono che le donne saranno sempre 100 volte più avanti di loro in fattore moda) hanno deciso di somigliargli a tutti i costi. Ora voi vi chiederete che ciò non sia  possibile, perché l’uomo è pur sempre un essere virile che gode della sua condizione di homo potentis, che è stato il primo ad essere creato, ha il ruolo del pater familias e tutte quelle sciocchezze lì che la storia ci ha inculcato sin dall’inizio dei tempi. Beh non è proprio così ed io ho fatto una lista di accorgimenti in cui vi renderete conto se il vostro uomo stia iniziando a voler essere voi:

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FISSA PER LA PALESTRA

addominali scolpiti, muscoli nettamente in evidenzia e quell’aria da macho man non fa di loro dei veri Uomini con la U maiuscola. Di solito sono così suscettibili da spaventarsi  perfino di una mosca. Morale: tanti muscoli poco cervello. Inoltre, sappiate donne, che un uomo fissato con la palestra non amerà mai voi così come ama il suoi fisico statuario e terrà più al suo aspetto esteriore che a voi, tanto da rinunciare di fare una passeggiatina romantica solo per andare ad allenarsi. Quindi state attente …

ABBRONZATURA CHE PASSIONE

Tutti amiamo essere abbronzati. L’abbronzatura ci fa belli è vero, però a volte diventa un’ossessione pare a quella della palestra. L’abbronzatura mette in risalto gli addominali e il sorriso bianco supercurato. Quindi aspettatevi  un “devo andare a fare la lampada” il giorno del vostro anniversario, in questi tempi tutto è possibile.

10002602_10202882879785951_490441557_nVESTITI STRETTI

se  i vostri uomini iniziano a comprare vesti di una taglia in meno non è solo perché sono dimagriti, il motivo di fondo è per far vedere a tutti “quanto so’ fighi”.

MOTIVI FLOREALI E COLORI

aprite il vostro armadio. Fatto? Bene, adesso aprite il suo. Se il vostro è grigio, nero e formale allora sarete il tipo di donna in carriera e androgina che tanto ama portare in passerella Giorgio Armani. Brave , siate fiere di voi, ma un po’ di colore non guasterebbe. Se quello del vostro partner/ fratello/ amico  è prettamente colorato, a fantasia, con pantaloni con le svolte e maglie con la scollatura a V allora è la prova più lampante che Lui stia cercando di essere Voi.

ADORA I KAZAKY

Ok, questa sarà la goccia che farà traboccare il vaso. Se il vostro uomo inizia ad interessarsi, anche passivamente, ai Kazaky (band omoerotica che balla su vertiginosi tacchi a spillo) allora non avrete più scuse per non credere alla mia teoria. Presto vi chiederà di indossare i vostri tacchi perché anche lui vuole provare a ballarci sopra sulle note di “Girl gone wild” o “Vogue” di Madonna. Ovviamente voi sarete riluttanti e lui, per mantenere quel poco di mascolinità che gli resta, vi risponderà che “se ce la fanno loro perché non dovrebbe farcela anche lui?”.

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ALLORA! Che ne pensate di questo switch? Dite la verità, in quanti punti vi ritrovate? Fatemelo sapere con un commento e mi raccomando, occhio alle selfie!
Per adesso dal vostro Diavolo e dalla sua consorte modaiola Viviana, E’ TUTTO!