Categoria: RioH 2016

Ivan Zaytsev e lo sponsor terremotato

Quanto ci piace Ivan Zaytsev? Il gigante biondo leader della nostra nazionale di volley, medaglia d’argento alle ultime Olimpiadi di Rio.
Un colosso dall’aspetto di ghiaccio, complici i colori chiari che tradiscono le sue origni russe, ma dal cuore e simpatia umbri.

Dopo l’exploit olimpico, sul volley si sono accesi i riflettori e Zaytsev sembra non avere problemi a farcisi illuminare con la sua chioma bionda: tra social e comparsate televisive, il nostro eroe è determinato a far parlare di uno sport a cui servono sempre visibilità e sponsor, come fece in maniera analoga Federica Pellegrini nel nuoto. Quindi ecco che lo Zar è considerato la rockstar della pallavolo italiana.

Molto attivo sui social, Ivan ama postare foto con la sua famiglia, selfie con i fans e retroscena di partite e allenamenti insieme ai suoi compagni. Uno degli ultimi post sulla sua pagina Facebook, però, ha fatto arricciare il naso a molti. In occasione della pausa pasquale, Ivan è tornato nella sua amata Umbria a cui è sempre molto legato.

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Non avete notato nulla di strano? Un post in cui esprime il dolore per la sua terra martoriata dal terremoto, una dolce foto dove stringe il suo bambino e in cui piazza il tag della Toyota, marca di cui è testimonial. Anzi, ‘ambassador’.

Apriti cielo: insieme ai commenti affettuosi dei suoi fans, ecco arrivare anche parecchie tirate di orecchie. Molti suoi seguaci hanno criticato il fatto di aver ‘strumentalizzato’ una tragedia pur di infilare la pubblicità della Toyota.d6b787b2-eadb-470b-85dc-e863a54ab8f8

Com’è nel suo stile, Zaytsev ha risposto pacatamente facendo notare ai critici di essere ‘fuori strada’. Nessun insulto, nessuna polemica, nessuna rettifica.

Certo è che il brand della sua auto in bella vista, stride un po’ con l’intensità della foto e del messaggio che la accompagna. In effetti, ha l’aria di essere una bella e buona ‘marchetta’ per l’azienda automobilistica. E per carità, ognuno pubblica quello che vuole e sponsorizza chi gli pare e piace. Quello che non è piaciuto tanto è che in questo caso sia stato fatto per testimoniare una tragedia vera e propria.

Mica sarà l’inizio di un trend??

Pillole marchetta (e ovviamente inventate)! Che cosa potrebbero escogitare i vip pur di piazzare lo sponsor?

1 – Quello che sta succedendo ai gay in Cecenia è assurdo! Meno male che io me ne vado alle Canarie, grazie ad Alpitour viaggi.

2 – Donald Trump rischia di farci andare tutti in guerra. Non sosteniamolo e non imitiamolo! Con Garnier posso farmi i capelli di tutti i colori, tranne il suo.

3 – La barriera corallina ormai non esiste più. Approfittate adesso per farle le ultime foto con il nuovo IPhone 15 e il suo obiettivo subacqueo a duemilamilionidipixel.

4 – Dei delinquenti hanno tenuto in ostaggio per ore i passeggeri di un treno per Torino. Con Ryanair queste cose non succedono. Milano – Lapponia € 9,99 tutto incluso. Però venite già mangiati.

5 – Il bullismo è vero e reale. Non scappate dai vostri persecutori, ma fateveli amici. A Gardaland paghi tu ed entra anche il tuo bullo.

Scherzi a parte, voglio credere che sia stata una svista del simpatico Ivan (o di chi gestisce la sua pagina per lui). Voi che ne pensate?

Sciaouz!

Tracio

Il contenuto del presente articolo riflette esclusivamente le opinioni personali dell’autore. Le affermazioni, descrizioni e conversazioni incluse nel presente sono frutto di pura immaginazione e della fertile fantasia dell’autore. In nessun caso si intende attribuire ai personaggi fittiziamente descritti alcuna opinione, idea e/o si intendono descrivere abitudini e/o consuetudini di personaggi celebri a fini dello sfruttamento della relativa immagine. Le immagini riportate sono di pubblico dominio e non sono coperte da diritti di proprietà intellettuale.

Federica Pellegrini e il palloncino rosso

Federica Pellegrini è la rockstar del nuoto italiano: bella, elgante, ammirata, famosa e molto molto forte.
La leggendaria carriera ne fa una delle nuotatrici più forti di tutti i tempi. Agli ultimi Campionati del mondo in vasca corta a Windsor, ha concluso il Grande Slam: ovvero ha vinto tutte le più prestigiose competizioni della storia. Detentrice del record del mondo nei 200 stile libero in vasca lunga, la Pellegrini ha affondato le più grandi regine del passato, come Laure Manaodou e Franziska Van Almsick. Universalmente conosciuta come la Divina, ora fa venire la tremarella alle giovani avversarie, cresciute guardando le sue imprese alle Olimpiadi di Atene e Pechino.

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La fenice che porta tatuata sul collo, è il simbolo del suo carattere d’acciaio: dopo clamorose controprestazioni, è sempre stata in grado di rinascere dalle proprie ceneri e tornare in cima al mondo.
Però anche una macchina da guerra come lei mi può cadere sul… ciclo.
E non sto parlando di una Pellegrini impegnata in acrobazie sulla mountain bike a bombazza come Brumotti, ma mi riferisco a quei giorni lì…image

Durante una lunga intervista al Corriere della Sera, la Divina ha giustificato così la clamorosa débâcle alle Olimpiadi di Rio in cui, da annunciata medagliata, ha racimolato un misero (per lei) quarto posto in finale:

Mi sono ascoltata dentro a lungo, ho parlato con Matteo (Giunta, l’allenatore, ndr) e alla fine abbiamo capito che la causa è stata la vicinanza al ciclo. L’ho calcolato malissimo, e mi sono trovata a gareggiare nel momento per me peggiore fisicamente: mi sentivo come su un’altalena, con cali e stanchezze repentine.

Insomma, ti alleni come una bestia per 4 anni e poi, proprio sul più bello, Madre Natura reclama il conto ricordandoti che, prima che una Highlander, sei una donna. E purtroppo nemmeno la Fenice ne può contrastare la volontà. La prossima volta lo capiremo subito tutti. Come? Con le mie pillole!

Pillole rosse!! Gli indizi che smascherano una nuotatrice in ‘quei’ giorni.

1 – Vuole nuotare nella corsia numero 4. Anzi no la 5. La 8! No vuole la 12! Non esiste??? Andate tutti affanculo!

2 – Si sente talmente gonfia che si rifiuta di inguainarsi nel costume da gara in modovisione. Sale sul blocco di partenza vestita da Gabibbo.

3 – All’annuncio del suo nome, scoppia in un pianto disperato che nemmeno dopo aver guardato Dirty Dancing a San Valentino.

4 – Si indigna che ai blocchi di partenza non ci sia un catering di benvenuto per le nuotatrici.

5 – E’ talmente ingrifata, che fa un pensierino pure sull’anziano giudice di gara.

La Divina riuscirà ancora una volta ad andare a comandare? Lo scopriremo quest’estate ai Campionati mondiali di Budapest! Se dovesse nuovamente venire sorpresa dall’amico rosso, ecco la canzone adatta per lei!

Sciaouz!

Tracio

Il contenuto del presente articolo riflette esclusivamente le opinioni personali dell’autore. Le affermazioni, descrizioni e conversazioni incluse nel presente sono frutto di pura immaginazione e della fertile fantasia dell’autore. In nessun caso si intende attribuire ai personaggi fittiziamente descritti alcuna opinione, idea e/o si intendono descrivere abitudini e/o consuetudini di personaggi celebri a fini dello sfruttamento della relativa immagine. Le immagini riportate sono di pubblico dominio e non sono coperte da diritti di proprietà intellettuale.

 

 

Sempre più arcobaleno a #RioH2016

Ci avevano e vi avevamo avvertito: queste Olimpiadi saranno ricordate anche per essere le più rainbow della storia. Dopo la promessa (mantenuta) di coinvolgere Lea T, la famosa modella transessuale di origini brasiliane, nella Opening Cerimony proprio in rappresentanza del suo Paese, e dopo la notizia (clamorosa) di aprire i giochi ad atleti transgender, spuntano ora queste dolcissime immagini.

laerte-coutinho-transgender-olympics-2016-rioDurante la tradizionale maratona che porta la fiamma olimpica al braciere, due tedofori hanno interrotto per qualche istante la staffetta per scambiarsi un bacio a lume di torcia. Un momento insieme intimo e memorabile: i due ragazzi hanno a tutti gli effetti fatto la storia, segnando un evento di portata mondiale e fermando la frenesia di un evento gigantesco per trasmettere un messaggio d’amore.

Eroi contemporanei. Insieme a loro, un altro tratto del percorso è stato affidato a una rappresentante della comunità LGBT: la fumettista Laerte Countinho.

Insomma, davvero un ottimo inizio per la comunità LGBT a Rio!

rio 2016

Rio 2016 : una Rio de Janeiro gay come non la conoscete!

 Guida pratica alla movida di Rio de Janeiro gay

Per un patito di serie tv come me i crossover, quando fatti bene, sono sempre qualcosa di emozionante e di interessante. Per questo motivo ho pensato di realizzarne uno tutto mio, facendo incursione nelle rubriche di #DeLarge e in quella di #Gay&Go per trasportarvi tutti a Copacabana… oh yeah!
Ho considerato di riportare questa guida, pensando ai nostri connazionali in Brasile. Potrebbe essere sempre utile, non si può mai sapere; magari qualche italiano che è volato a Rio in questi giorni (o ci sta facendo un pensiero), non sa dove andare per fare “amicizia” con qualche bel giovanotto brasiliano e allora ecco… basta scorrere questo articolo e troverà qualche (spero) utile informazione.
Ah…naturalmente la guida è rivolta anche alla controparte femminile.

La prima cosa a cui bisogna pensare quando si va in vacanza è l’alloggio: dove pernottare a Riu de Janeiru? Di scelta ne avete a iosa; io vi riporto i maggiori hotel lgbt e lgbt-friendly:

A Ipanema:

  • Ceasar Park, 5 stelle, si trova in Av. Vieira Souto 460;Foto
  • Golden Tulip Ipanema Plaza, 4 stelle, situato in R. Farme
    de Amoedo, 34;
  • Best Western Plus Sol Ipanema, 4 stelle, in Av. Vieira Souto, 320;
  • Mar Ipanema, 3 stelle sito in R. Visconde de Pirajá, 539.

A Copacabana:

  • Pestana Rio Atlántica, 5 stelle, in Avenida Atlántica, 2964;
  • South American, 4 stelle, in Rua Francisco Sá, 90;
  • Rio Othon Palace, 5 stelle, che si trova in Av. Atlântica, 3264;
  • Windsor Martinique Hotel, 3 stelle, situato in Rua Sá Ferreira, 30.

Inoltre per coloro che cercano soluzioni più economiche, potranno considerare:

  • Hostel Beach Backpackers sito in Rua Guilhermina Guinle 95 a Botafogo;
  • Arpoador Bed & Breakfast a Ipanema, R. Bulhoes Carvalho 49.
2) Una volta gettate le valige in camera, la seconda cosa che dovete sapere è che il litorale di Copacabana è per i gay e le lesbiche ciò che il miele è per gli orsi… e quelli son dappertutto, anche a Rio. Perciò mettetevi il costume, armatevi di crema solare e occhiali da sole e correte ad abbronzarvi in questo territorio di caccia lungo 6km…
Vi segnalo però che secondo il sito riogayguide.com, esistono anche spiagge esclusivamente frequentate dalla comunità lgbt. Ce ne sono 4:
  • FotoPraia da Farme (a Ipanema), forse la più famosa;
  • Praia da Bolsa (a Copacabana);
  • Praia de Abricó (a Barra de Guaratiba);
  • Praia da Reserva (a Recreio dos Bandeirantes), che non è nudista ma non è insolito vedere donne in topless.

Di queste solo Praia de Abricó non è propriamente gaya e infatti, sempre secondo il sito, si possono incontrare sia famiglie che bonazzi in cerca di avventure.
Allarme rosso: ragazzi fate i buoni sulla spiaggia però, mi raccomando. In Brasile, come ovunque, è severamente vietato fare sesso all’aperto e se qualche baldo giovane vi dovesse invitare in qualche cruising area… beh desistete perché sono conosciute dai poliziotti (e magari pure frequentate).

3) Ovviamente dopo essere stati tutto il giorno sdraiati sotto il sole, riducendovi a delle salsicce alla griglia, come recentemente il nostro amico @halfblood ha sperimentato sulla propria pelle, avrete bisogno di reidratarvi. E naturalmente anche Rio ha la sua gaystreet: Farme de Amoedo, che collega il centro di Ipanema con la Praia da Farme. Se i locali presenti lungo la via non dovessero bastarvi, ecco qualche altro nome:

  • Galeria Café, anche questo a Ipanema;
  • Le Boy Bar, a Copacabana, aperFototo tutti i lunedì come bar mentre gli altri gg si trasforma in una discoteca;
  • La Girl: un locale chic per lesbiche. Se sei uomo, non ti fanno entrare proprio! Si trova a Copacabana.
  • A Casa da Lua: altro locale per lesbiche sito a Ipanema;
  • La Cueva: il nonno di tutti i locali lgbt di Copacabana, frequentato in particolare dai più anzianotti;
  • Turma Ok è la prima associazione lgbt di Rio e spesso organizza delle serate che sono principalmente rivolte alle famiglie più legate alla trazione gay carioca.4) Se dopo l’aperitivo non aveste ancora trovato un’adeguata compagnia, potreste sempre rimediare facendo due salti in disco. E le opzioni che vi vengono offerte sono due: o scegliete una qualsiasi tra le tante feste che la spiaggia di Copacabana ha da offrirvi, oppure potreste chiudervi in una di queste discoteche:
  • Le Boy: la più grande discoteca gay di Rio. Dedicata specialmente al pubblico maschile, questa discoteca si trova in un ex cinema e comprende due piste da palle e la sauna. Questa disco è aperta tutti i giorni dell’anno fino all’alba, eccetto i lunedì quando rimane aperto solo il bar (Le Boy Bar)
  • Espaço Acústica: questo locale lgbt-friendly si trova in centro città e sebbene sia frequentato maggiormente da una clientela etero, i suoi proprietari garantiscono anche feste speciali a tema rainbow;
  • Star club: per gli amanti delle dark room consigliamo questa location. Situata in Rua André Cavalcante 58 a Lipa, è l’ideale per coloro cui piace assistere agli show delle drag queen e a cimentarsi con il karaoke…naturalmente con canzoni gaye;
  • The Week Rio: vedendo QaF avete sempre desiderato andare al Babylon? Ebbene i sogni diventano realtà perché in questa che è forse la più grande tra le venues gaye di Rio de Janeiro, ogni sabato si da vita alle serate Babylon Wallpaper. Si trova in Rua Sacadura Cabral, 135 – Saúde vicino alla stazione Central do Brasil.
5) FotoUn’ottima alternativa alle spiagge e alle disco sono le spa. La Cidade Maravilhosa vi offre un’infinità di saune e di spa naturalmente targate lgbt. Ma non basta: l’entrata è libera! Ciò significa che non avete bisogno di essere soci e inoltre sarà il personale ad offrirvi gli asciugamani e tutto il necessario. E non sono terme qualsiasi: piscina, sauna, bagno turco, sala tv, massaggi, bar, musica, spettacoli e per i più trasgressivi anche dark rooms e privé.
Le maggiori di queste saune e spa sono le seguenti.
  • Spazio 18Rua Santo Amaro, 18 a Catete;
  • Sauna 117Cândido Mendes, 117, a Gloria.

Ad Ipanema:

  • Studio 64Rua Redentor 64;
  • Rio G SpaRua Teixeira de Melo, 16.

A Copacabana:

  • Le Boy FitnessRaul Pompela 102;
  • Point 202Siqueira Campos, 202.


Credo di avervi dato molte motivazioni per godere appieno dell’ospitalità 
carioca di questa favolosa città e per potervi divertire in tutte le sue sfumature rainbow. Ma se non fossero abbastanza, eccovi i link delle mie fonti:
http://www.riogayguide.com/gay_maps.htm
http://www.viajeabrasil.com/rio-de-janeiro/la-guia-gay-de-rio-de-janeiro.php

Una precisazione è d’obbligo: essendo informazioni recepite da siti turistici, non sono frutto di esperienza personale e garantita; pertanto vi consiglio di consultare le recensioni di altri viaggiatori prima di imbarcarvi in questa avventura (specialmente per quanto riguarda le spa).

Non mi resta perciò che augurarvi buon viaggio, buona permanenza e buon divertimento.

Per ora è tutto.
A presto, Hermés.
rio 2016

Rio 2016 – che i giochi abbiano inizio! #RioH2016

 

olimpiadi 2016Rio2016: si comincia!

“Terra boa e gostosa[1]

rio 2016Ieri vi abbiamo dato un po’ di informazioni succose su cosa aspettarsi da questi giochi di Rio 2016, e ormai lo sanno anche i sassi e persino gli Eschimesi: stasera Rio de Janeiro si trasformerà per 21gg nella capitale del mondo sportivo. Tutti gli occhi saranno puntati sulla Città carioca e come da programma, i cronisti ci riempiranno di informazioni su questa meravigliosa cidade. O almeno spero…

Perciò io non vi voglio anticipare nulla, sennò ruberei il loro lavoro, e vi darò invece qualche accenno sul Brasile.

Ma voi lo sapevate che il Brasile è uno dei Paesi più ambigui del Sud America?

rio 2016Eh già, purtroppo in questi 7 anni (ma un po’ da sempre) il Brasile ha cercato di oscurare una sola faccia della sue molte medaglie. Infatti nei mesi (ma anche giorni) successivi la selezione della città ospitante le XXXI Olimpiadi estive, i benpensanti di tutto il mondo hanno puntato il dito (a ragione, bisogna dirlo) condannando la disparità sociale che non è solo presente a Rio, bensì è diffusa in tutto il Brasile. Non serve essere stati in vacanza a Copacabana o a San Paolo per conoscere la situazione umanitaria che imperversa in questo Stato; tristemente note sono le favelas e la misera condizione di buona parte della popolazione brasiliana. Per questo parlo di “ambiguità” ed è di questo che rio 2016molti giornalisti hanno accusato gli ex presidenti Luiz Inácio da Silva detto “Lula” e Dilma Rousseff: mentre il governo federale e distrettuale spendevano ingenti quantità di denaro per la costruzione e ristrutturazione delle venues dei Giochi (edifici che si auspica vengano poi “riciclati” saggiamente), mandando in bancarotta l’intero Stato (gli Usa hanno dovuto fare un prestito di 850mln di dollari per permettere all’organizzazione di terminare le sedi sportive), la povertà rimaneva ancora un problema persistente che continua tuttora ad esistere, senza apparente soluzione.

E naturalmente povertà chiama criminalità e a un mese dall’inizio dei Giochi, beh… il tasso degli omicidi era già aumentato del 15%. Senza contare le rapine e il traffico di droga.

Ma perché deprimerci con queste notizie? Lascio questo “piacere” all’Huffington Post e al FQ, come hanno in effetti già fatto e in calce potrete trovare due articoli essenziali.

Senza titolo3Siccome questo sito è un faro per la comunità lgbt italiana, fonte interessante delle ultime news gaie, vorrei concentrarmi sulle facce positive di questo Paese… che un po’ era il mio scopo iniziale, lo ammetto.

fullin alessandro oltreIl Brasile è, come ho già menzionato nell’articolo precedente, uno degli stati più liberi dell’America latina (Messico e isole comprese). Infatti è stato il primo ad accettare l’omosessualità a livello sociale e a emettere un’adeguata legislatura. In breve signori e signore… il Brasile è AVANTI! o come direbbe @FullinAlessandr … è OLTRE!.

Personalmente, mi piace ricordare alcuni accenni storici e quindi vi riporto una breve cronologia con i fatti più succulenti:

  • rio 201616 dicembre 1830: con l’emanazione del nuovo Código Criminal, l’imperatore Pietro I decriminalizza (diremo oggi) l’omosessualità, riconoscendo come legale l’amore gayo;
  • 1969: altro che DADT! le forze armate verdi-oro accolgono a braccia aperte i gay (dagli anni ’80 anche le donne e pure in questo il Brasile è stato precursore);
  • 2004: festa grande per il Brasil brasileiro, sono legalizzate le unioni civili;
  • 2009: per la gioia di molti/e trans, un altro traguardo importante è la libertà di cambiare genere,
  • 2010: tanti orfani non saranno più tali. La Corte Suprema infatti permette le adozioni alle coppie gaie. Non esistendo una legge che lo impedisca, i gay avevano già la possibilità di adottare singolarmente, ma grazie a due casi posti all’attenzione della C.S. adesso lo potranno fare in coppia;
  • rio 20162013: guadio e giubilo in tutto lo stato! I gay e le lesbiche brasiliani non solo saranno conviventi ma da questo anno potranno essere di fatto mariti e mogli. Infatti da semplici unioni si passa al matrimonio civile vero e proprio, con tutti i diritti e doveri (assistenza ospedaliera e penitenziaria, pensione del coniuge, benefici legali generici).
  • 2015: vincendo le insistenze dell’estrema destra a differenziare il sangue di un gay da quello etero, una semplice correzione nella legge del 2013 rimuove il divieto alle persone lgbt di donare il sangue. Con una precisazione però, che personalmente trovo giusta: solo coloro che sono in una relazione stabile e duratura (e aggiungo “monitorata” costantemente), oppure non hanno avuto rapporti nell’ultimo anno possono donare il sangue.

Prima di gridare allo scandalo, vorrei che tu caro lettore ci riflettessi bene: queste decisioni sono positive perché verificano e riducono la diffusione dell’AIDS, controllando la salute dei pazienti.

Inoltre, come se queste non bastassero, si devono aggiungere altre leggi all’elenco:

  • esiste una legge contro i crimini d’odio relativi all’orientamento sessuale;
  • il travestitismo è legale;
  • è permessa la riassegnazione chirurgica del sesso: “verduralmente”parlando, si cambia la pannocchia con la patata;
  • nel 2003 il Brasile è il primo stato a riconoscere le unioni gaye estere e a provvedere con un’accurata legislazione a garantire i diritti degli immigrati lgbt uniti a cittadini brasiliani;
  • in tutto lo stato le lesbiche hanno libero accesso alla fecondazione assistita in vitro;
  • in alcuni stati del Paese sono in vigore specifiche regolamentazioni anti discriminatorie riguardante l’ambito casalingo e quello lavorativo.

Bisogna dire però che una pecca in tutto questo acquarello di colori c’è: in Brasile infatti non è, per ora, legalizzata la maternità surrogata. Nè per le coppie omosessuali, né per quelle eterosessuali.

Comunque tutto sommato, a leggere questa cronologia leggiadra e le informazioni seguenti si potrebbe pensare che il Brasile sia una sorta di isola Caiman dell’ “omolegalità”; un Paese dove l’omofobia non esiste. E invece non è così.

omofobiastopSolo nel 2004 furono 159 i decessi dichiarati di ragazzi/e omosessuali e secondo una notizia della BBC del giugno 2007[2], dal 1980 al 2006 furono in totale 2680 le morti nella comunità lgbt sulla base di stime effettuate dagli attivisti. E chi sono i fautori? Beh la maggior parte di queste morti, dispiace dirlo, sono state tutte causate dalle forze dell’ordine, cioè da coloro che dovrebbero difendere i cittadini e non attaccarli. Qual è la peggiore tra le conseguenze? La paura, la paura di denunciare le violenze omofobe visti chi sono i colpevoli. Ma peggiore è la situazione delle lesbiche, che spesso sono vittime di violenze sessuali.

Queste sono dunque le facce delle numerose medaglie del Brasile, del Paese non solo verde-oro ma anche rainbow.

Cari lettori e lettrici, vi saluto con le parole di Ary Barroso… voi potete ascoltarlo facendo partire il video qui sotto.

rio 2016“O, esse Brasil lindo e trigueiro

É o meu Brasil brasileiro

Terra de samba e pandeiro

Brasil! Brasil!”[3]

 

A presto, Hermés

Fonti
Articolo dell’HP: http://www.huffingtonpost.it/2016/06/30/rio2016-inferno-criminalita_n_10750318.html
Articolo del FQ: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/21/olimpiadi-rio-2016-brasile-a-rischio-default-sanita-mobilita-e-pubblica-sicurezza-al-collasso/2845721/
[1]   Verso tratto da Aquarela do Brasil.
[2]   http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/6738905.stm
[3]   Verso tratto da Aquarela do Brasil.
#RioH2016: - 2 all'inizio dei giochi delle Olimpiadi 2016. IlPuntoH grazie a @FawkesFeniksas4 segue per voi gli episodi LGBT delle Olimpiadi2016. #StayTuned

#RioH2016: -2 ai giochi delle Olimpiadi 2016

– 2 ai Giochi delle Olimpiadi 2016

olimpiadi 2016Ebbene sì mancano solo 2 giorni all’inizio delle Olimpiadi 2016, le prime Olimpiadi nel Polmone verde del mondo, nel continente rosso. Le prime in ASSOLUTO nell’America del Sud

E come sempre in occasione di questo evento mondiale ci sono state, nel periodo immediatamente precedente al suo inizio, numerose polemiche riguardo altrettante tematiche (l’organizzazione, la disparità sociale che affligge il Brasile e non ultimo le vicende personali di alcuni atleti partecipanti).

Mi voglio concentrare in particolar modo su due questioni: in primis, la vicenda riguardante la squadra russa di atletica e tutta la faccenda del doping di Stato.

Guardando i vari TG mi son posto una domanda, che rivolgerei a tutti i giornalisti e a quelle persone ignoranti (nel senso esatto del termine “ignorare”) che li ascoltano: davvero vi meravigliate nel sapere che in Russia gli atleti vengano dopati, verrebbe da dire, “per legge”? Lo facciamo un piccolo ripassino, sì? olimpiadi 2016Basta un nome su tutti: Heidi Krieger, la straordinaria lanciatrice del peso che la DDR fece imbottire di steroidi e ormoni, grazie ai quali vinse 4 ori europei. Oggi si chiama Andreas ed è sposato con un’altra ex sportiva tedesca, vittima anche lei delle stesse macchinazioni politiche.

Ma il caso attuale ha creato scalpore, perché il tiranno russo/sovietico ha subito tuonato contro le massime autorità sportive e contro i massimi organi antidoping (vedi la Wada), minacciando ripercussioni sui Giochi nel caso in cui la Russia fosse stata estromessa. E perciò il CIO avrebbe dovuto intervenire.

Dico avrebbe, perché il Comitato ha avuto una condotta alquanto ambigua: mentre stava liquidando in fretta la questione russa attraverso una commissione competente, con Mr. Bach che si lavava le mani nella tinozza, continuava a tenere chiusi gli occhi sulla Turchia.

Infatti il colpo di stato di Erdogan, oltre a spazzare via in 7gg gran parte del mondo intellettuale e della società tutta, cosa che nemmeno la triade del male (Mussolini, Hitler e Stalin) riuscirono a fare così velocemente, ha avuto il suo climax nella sospensione della Convenzione dei diritti umani.

Non nego che qualche dubbio mi sia venuto e che mi sia posto anche qualche domanda: il CIO non è forse il garante dei diritti umani? I Giochi non dovrebbero essere un momento di pace e tregua dalle guerre e dalle ingiustizie? Un evento, come direbbe la signorina Granger, di amicizia e cooperazione internazionale? Nei giuramenti prestati durante la cerimonia di apertura atleti, allenatori e arbitri non promettono forse di rispettare i diritti civili e umani, oltre che sportivi? E allora perché il Comitato non ha preso una netta posizione contro la Turchia?

Certo colpire gli atleti per colpire il governo competente non sarebbe del tutto moralmente corretto, ma sarebbe stato un messaggio forte, nei confronti di coloro che osteggiano la giuridicità individuale e popolare. Ma d’altronde il CIO non disse nulla all’epoca di Pechino2008, perché mai adesso dovrebbe alzare il dito contro la Turchia?

olimpiadi 2016Dal canto mio credo che la sospensione dei diritti civili in uno stato che si sta “religiosizzando” strida non poco con una manifestazione internazionale (seguita da milioni di persone in tutto il mondo), organizzata nello stato più libero del Sud America in materia di diritti civili e umanitari. E qualcosa mi dice che forse tra un paio di giorni questa bolla scoppierà, con titoloni giornalistici che faranno impallidire anche Piero Angela, come successe con la Cina nel 2008.

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Si ringrazia @FawkesFeniksas4 per il post che avete letto.