Categoria: Spheegdate

SpheegDate – Il nostalgico col calzino

Oggi è il turno del nostro lettore MattiaK e del suo SpheegDate!

Lo dico da anni. Io ho avuto il vero e unico appuntamento di merda della storia degli “appuntamenti di merda”.

Milano, Settembre 2016.

Dopo mille chattate, foto, messaggi su wa ecc., riusciamo a fissare un appuntamento per vederci.
Sulla carta tutto bene, sembrava perfetto.

Ci vediamo per aperitivo, con una grande propensione a farlo diventare cena e post da lui.

Iniziamo a parlare della nostra vita, il lavoro, passatempi e le solite cose che si dicono al primo appuntamento.

Ammetto che è stata colpa mia per aver dato il “la”, ma ignoravo assolutamente quello che sarebbe potuto accadere.
Dico semplicemente che mi ero trasferito da pochi mesi, da Bologna dopo una lunga relazione, non tanto per parlare di quella storia, ma perché venivo da un’altra città.

Lui coglie la palla al balzo: inizia per 2 ore e 42 minuti cronometrati, a parlare della sua storia, finita da “APPENA” 10 mesi dopo tre anni insieme di cui uno di convivenza.

Cerco ad ogni modo di cambiare discorso, tipo “fai sport?” – “con lui facevo nuoto…” oppure “che pizza prendi?” – “prendo questa, anche se mi ricorda una serata passata con lui…” (porc…)

Finita la cena, con poca voglia di continuare a stare in sua presenza ma con ancora tanta voglia di fare altro, mando giù il rospo e, facendo finta di nulla, archivio tutta la conversazione puntando a quello che sarebbe dovuto essere, secondo le premesse, un grandissimo dopocena.

Andiamo da lui e iniziamo a limonare senza troppi convenevoli.

Senza ombra di dubbio c’era chimica fin quando non metto una mano dentro le sue mutande.

Rimango pietrificato, sgrano gli occhi e blocco completamente la lingua che diventa un cadavere nella sua bocca.

Il tutto dura pochi secondi
In quel momento vedo che anche lui sgrana gli occhi capendo di aver dimenticato qualcosa dentro alla biancheria.

Le mie dita non toccano quello che sarebbe dovuto essere un estintore, ma bensì una calza di spugna arrotolata su se stessa.

Morto dentro, la sfilo, vedendo un fortissimo imbarazzo sul suo volto.

Nessuno dei due parla o emette un solo verso, mi rivesto e vado a casa.
La sera stessa mi blocca da tutti i social network.

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Gif Media Tenor. Trash Italiano GigiGx

SpheegDate – L’artista.

Chat su Grindr.
Ci si incontra per un caffè in centro.

Io: ‘Allora che fai nella vita?’

Lui: ‘Studio architettura e sono un artista.’

‘…Cioè?’

Finto imbarazzo e risatina di circostanza del genere ‘Mo’ ti stupisco’ : ‘Sono un cantante.’

‘Ah davvero? E dove canti?’

‘Be’ anzitutto sono diplomato al conservatorio. E ora sono entrato in due band.’

‘Ah due addirittura?’

‘Be’ sì, sono tanto richiesto.’

‘E che genere fai?’

‘Mah un po’ di tutto, sono molto versatile, modestamente.

……… ‘Quindi ascolterai tanta musica, immagino.’

‘Sì, insomma, più che altro artisti stranieri perchè, diciamoci la verità, gli italiani fan tutti cagare.’

‘Vabbe’ dai non proprio tutti. Qualcuno bravo c’è.’

‘Tipo?’

‘Boh, Giorgia.’

‘Bravina.’

Elisa?’

‘Sopravvalutata.’

Carmen Consoli!’

‘Per l’amor di Dio!’

‘Vabbe’.. Io invece scrivo nel tempo libero. Sai, scrivo su un sito che si chiama Il Punto H.’

Ma lui non ascolta, perso nel suo ego: ‘Ti va se facciamo due passi? Devo comprare una giacca da usare nei miei live.’

‘Ehm, sì okay. Ti stavo dicendo che io scrivo e…’

‘No, perchè mica posso andare sul palco con una giacchetta di jeans. Il mio pubblico si aspetta ben altro da me.’

Niente, ormai è un delirio a senso unico: ‘Ho visto questa su internet, costa 2000 euro, forse in saldo la trovo a 800.’

Non ve la sto a descrivere, ma potete immaginare l’orrore di una giacchetta con i leoni applicati.

‘Be’ dipende anche uno come la porta. Penso a Freddie Mercury e alla sua giacchetta gialla storica.’

‘Sì vabbe’, pure quello, che coraggio a vestirsi così. Manco fosse stato chissà che cantante! Io sono più intenso.’

NEEEEEEXT!

 

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SpheegDate – Lo Psicologo

Incontro P. in discoteca una sera. Io ero palesemente sbronzo, quindi i ricordi sono un po’ appannati.

Comunque un bel ragazzo, due chiacchiere, ci baciamo furiosamente e ci scambiamo i numeri.
Dopo due giorni, usciamo per fare un aperitivo. Carino come lo ricordavo.

Ordiniamo e iniziamo a parlare.

Lui: ‘Allora, sei di Milano?’

Io: ‘Sì, nato e cresciuto qui’.

‘E che infanzia hai avuto?’

‘In che senso?’

‘Eri un bambino felice?’

(??).. ‘Boh, ma sì, direi di sì’

‘Non hai avuto traumi o lutti importanti?’

‘Ma grazie al cielo no. Perchè?’

‘Perchè le esperienze traumatiche forgiano le nostre personalità.’

‘… Immagino di sì’

‘E oggi come ti senti?’

‘Ma in che senso, scusa?’

Sei un uomo felice?

‘Mah, normale, direi.’

‘E che cos’è per te la normalità?’

‘Ma che domande sono, scusa?’

‘No, perdonami, è che sono appassionato di psicologia e mi piace scavare nella psiche delle persone.’

‘Capito, ma manco ci conosciamo.’

‘Eh ma infatti è più interessante farlo con sconosciuti.’

‘Sì, vabbe’, però mi sembra un po’ personale, no?’

‘No no scusa, capisco benissimo. Cancella tutto e ricominciamo, vuoi?’

‘Va bene, dai.’

Sei attivo o passivo?

NEEEEEEEEXT!

 

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Gif. Trash Italiano

SpheegDate – Il tuttofare

Chat su Grindr.

Ci si piace e propongo un’uscita dopo cena, per bere qualcosa.
Ribatte con un caffè il pomeriggio stesso, dal momento che sarà a Milano per delle commissioni.
Ci vediamo e, complice la giornata primaverile, penso che sarebbe carino fare una passeggiata al parco, ma lui ribatte:

‘Ti secca se vieni con me a fare due commissioni? Così approfitto che sono venuto a Milano.’

Ai primi appuntamenti, si sa, a te va bene tutto e a lui va bene tutto. Quindi mi infila un casco misura Pokemon, mi carica sul suo scooterone e via verso il suo shopping.

Mentre brucia i semafori come fossero petardi, penso che andremo in centro, oppure ci chiuderemo in qualche centro commerciale.

Sbagliato.

Andiamo da Brico, il paradiso dei tuttofare. Che, per carità, non ha nulla di male, anzi: anche io spesso compro lì cose per la casa o per la piccola manutenzione. Cioè: entro, compro e me ne vado.

Lui no. Lui lavora in banca, ma si diletta in piccoli esperimenti di bricolage e si è messo in testa di ristrutturare ‘la sauna di sua mamma’. Sì, avete capito bene.

Gira per le corsie in totale estasi, chiedendosi se sia meglio la vernice ignifuga o quella impermeabile. Se il cacciavite a stella sopravviverà a quello semplice. E se per fertilizzare il giardino siano meglio 10 o 15 kg di sterco. La mia presenza diventa ben presto utile quanto quella di Salvini in una sauna per soli uomini.

Passiamo 2 ore dentro Brico, giriamo tutti gli scaffali, lo assisto disquisire animatamente con gli sventurati commessi che incrociano il nostro cammino. La sua frase tipo è: ‘Scusa, eh? Ma già che son qui…’ Che è un po’ quello che dice chi va all’ Ikea a comprare le candele e torna a casa con un divano letto da 6 posti.

Mentre lui è in estasi tra brugole, viti, siliconi liquidi e faretti antistress, cerca pure di sciorinare le sue conoscenze pratiche, nella vana speranza di farmici appassionare. A quel punto io cedo.

Cerco di inventarmi una palla, ma lui nemmeno mi ascolta più. Semplicemente alzo i tacchi e me ne vado.

Per quel che so, potrebbe tranquillamente essere ancora lì.

 

E voi? Quali sono i vostri SpheegDates? Raccontateceli a tracio@ilpuntoh.com

SpheegDate – Il Fattone

Conosco questo ragazzo in una discoteca etero sulla spiaggia di Ostia. All’epoca mi piaceva frequentare questi posti con una musica talmente alienante, che per fartela piacere dovevi arrivare al coma etilico o drogarti.

Ci notiamo da un capo all’altro della pista, gioco di sguardi. Lui veramente carino e un po’ drogato, io con 4 invisibili in corpo. Dopo un po’ ci avviciniamo, diciamo due parole (la musica era talmente assordante che non permetteva conversazioni articolate, e comunque non eravamo in condizioni) e limoniamo nel centro della pista, fregandocene altamente di possibili ritorsioni omofobiche. La serata procede e continuiamo a passarla insieme, baciandoci e toccandoci. Ogni minuto l’eccitazione aumentava.

La discoteca chiude e ci separiamo, però riusciamo a scambiarci il numero promettendo che ci saremmo rivisti. Lui se ne va con i suoi amici, io resto sulla spiaggia con i miei per un paio d’ore per riprenderci dalla sbornia. Verso le 7 torniamo verso casa e ricevo un sms dal tipo, che mi chiede di vederci subito perché era eccitatissimo e voleva che facessimo sesso. Ah figo, uno che arriva al dunque finalmente. Mi dice che è per strada e di aspettarlo in un punto preciso. Quando arriva monto in macchina e partiamo. Dopo 100 metri noto uno sguardo più vacuo di quello che avevo visto durante la notte.

 

Quindi chiedo:

Ma stai ancora fatto e ti sei messo alla guida? Ma sei scemo?”
“Tranquillo, sono presente!”

Intanto la macchina toccava i 130 km/h. Nella mia mente ringrazio che fosse domenica mattina presto e che in giro non ci fossero pedoni. Parallelamente rimpiango di non essere religioso e non poter sgranare un rosario e già mi vedevo in un servizio del Tg5 sul degrado giovanile.

Arriviamo a casa sua e finalmente ci spogliamo, iniziamo a baciarci e a toccarci entrambi eccitati. Senonché di botto gli si ammoscia e muore inesorabilmente. Lui resta un quarto d’ora a fissare il soffitto. Io inizio a pensare che lo sguardo vacuo in realtà sia un aneurisma cerebrale e inizio a rivestirmi. Lui mi blocca:

“No aspetta, lo so io come farmelo tornare duro”.

A quel punto si cala una compressa di kamagra e tira due strisce di cocaina. Subito dopo crolla a faccia in giù sul letto. Col cazzo duro. Io intanto ero già davanti alla porta per andarmene.

“Fermo, mi vesto e ti accompagno a casa”.
Prendo l’autobus, grazie“.

Non ci siamo mai più rivisti e quella discoteca è stata chiusa l’anno successivo.

 

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SpheegDate – Il mammone

Il bello di finire gli studi e iniziare a lavorare, è il crearsi la propria indipendenza e andare a vivere da soli.

Ma non per tutti è così.

Conosco F. in discoteca una sera. Ci si guarda, si chiacchiera e ci si scambiano i numeri. Solito iter.
Lavora in banca e sembra proprio un buon partito: bello, simpatico e divertente.

Ovviamente lo stalkero su Facebook e anche qui nulla di strano: foto con gli amici, video di canzoni, ecc…

Decidiamo di andare a fare un aperitivo, dopo giorni di scambi di messaggi sempre divertenti e mai banali.

Ordiniamo e iniziamo a conoscerci meglio, tutto sembra procedere bene quando…

Lui: ‘Che bel taglio, mi piacciono i capelli così!’

Io: ‘Oh, grazie!’

‘Anche a me piacerebbe portarli così, ma non posso’

‘Per via del lavoro?’

‘No, mia mamma non vuole.’

‘… In che senso?’

‘Dice che se mi faccio i capelli con il ciuffone, mi manda via di casa.’

‘Ah, ma perchè vivi con i tuoi?’

‘Sì, certo.’

‘Ah intanto stai cercando casa?’

‘No, perchè?’

‘Scusa, ricordami quanti anni hai.’

’33’

‘… Sì, in effetti anche io, prima di andare a vivere da solo, avevo fatto di tutto per mettere via un po’ di soldi.’

‘No ma guarda che i soldi non sono mica un problema. Ma a casa da mia mamma sto bene, che motivo ho di andare a vivere da solo?’

‘Mah, io l’avevo fatto per essere indipendente.’

‘Ma anche io sono indipendente: stasera infatti sono qui con te.’

‘Perchè, di solito non esci?’

‘Sì, nel weekend sì, ma in settimana vuole che stia a casa.’

Un altro ipotetico padre dei mie figli che se ne va giù per il cesso…

NEEEEXT!

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SpheegDate – Quello che annusa i vestiti

Ognuno ha il suo primo appuntamento tipico: che sia una cena, un caffè o incontrarsi direttamente sotto le lenzuola, si cerca sempre di fare una buona prima impressione. Non è il caso di A, ma andiamo per gradi.

Il cinema è un must per me, in primis perché già si inquadrano i gusti della controparte e, finita la proiezione, si ha un buon cuscinetto per i discorsi, o in alternativa una bella passeggiata.

Dopo un po’ di chat propongo a questo ragazzo un film, programma smontato non appena mi sale in macchina il giorno dell’appuntamento

“Il film non mi interessa per niente, non è che mi porti in centro? Voglio prendere qualcosa per andare in ferie.” Accetto un po’ deluso, ma bisogna venirsi incontro e via verso il centro.

Cammina cammina, lui autoreferenziale a livelli snervanti, saltiamo da un negozio all’altro e ogni volta si ripete la stessa scena: prende un vestito, lo analizza e lo annusa, ogni singolo capo.

Dopo aver usmato anche i commessi e aver quasi comprato degli shorts talmente alti che creava il logo di McDonald’s con il culo, mi invento un impegno per tornare a casa.

In macchina tenta di baciarmi. Io, con classe ed eleganza, evito come un proiettile di Matrix.

“Va tranquillo che ti scrivo io”…

 

Anche voi avete avuto uno SpheegDate? Sono sicuro di sì. Raccontateceli a tracio@ilpuntoh.com