Chelsea Manning medita il suicidio, ma ora è al sicuro

A poche ore dal preoccupante tweet dell’informatrice americana Chelsea Manning, una sua foto sul bordo del tetto di un palazzo a Milano con la descrizione “Mi dispiace”, è stata annunciata, sempre sullo stesso account, la sua incolumità e che al momento è in contatto con amici che la stanno aiutando.

Non appena il primo tweet è comparso sulla pagina dell’ex-soldato statunitense, moltissime ed immediate sono state le risposte, piene di preoccupazione e supporto per il personaggio pubblico che ha rivoluzionato la discussione sulle otto guerre in cui sono attualmente coinvolti gli Stati Uniti D’America, ma molti sono anche stati i messaggi transfobici e di odio nei confronti di una donna che ha dovuto pagare per le sue azioni con anni di isolamento.

 

Chelsea Manning, infatti, ha rilasciato attraverso WikiLeaks un totale di quasi 750,000 file riservati dell’esercito attraverso i quali il pubblico americano e mondiale è venuto a conoscenza delle tecniche di uccisione dei civili e dei primi soccorritori, di bombardamenti approvati nonostante le scarse informazioni sui bersagli e l’atmosfera in cui venivano approvati e attuati i bombardamenti, con la maggior parte dei militari in stato di ebbrezza ed una costante disumanizzazione delle vittime civili.

 

A seguito delle sue rivelazioni fu condannata per spionaggio e imprigionata nel 2013, con la pena più lunga per il reato negli Stati Uniti, dopo aver rischiato la pena di morte, dove tentò il suicidio due volte a causa dell’isolamento e delle condizioni in cui era costretta a vivere. Durante la sua prigionia cambiò legalmente il suo genere ed il suo nome da Bradley a Chelsea ed una volta graziata da Obama prima della fine del suo secondo mandato ha cominciato la sua carriera da attivista.

 

A febbraio si è candidata al Senato per lo stato del Maryland, preoccupata dal costante monitoraggio da parte delle agenzie governative dei cittadini americani, comparandolo ad uno stato autoritario e pronta a combattere per un sistema sanitario universale, un miglior sistema giudiziario e la chiusura di tutte le prigioni.

 

P.s. Il caporedattore ci tiene a rendere noto che ilPuntoH.com non condivide le idee anti Israeliane del personaggio di cui abbiamo parlato in questo articolo.

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