Coming out di Paola Egonu, “ho chiamato la mia fidanzata” dopo la finale

Paola Egonu: star della pallavolo italiana, giocatrice migliore nell’ultimo torneo con 324 punti segnata ma anche simbolo di un’Italia multietnica che abbatte le barriere a favore di una nazione più unita.

Ad abbattere un’altra barriera la sua intervista rilasciata al Corriere della Sera ieri 4 novembre, in cui ha rivelato con una semplicità spiazzante di avere una fidanzata.

“Sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata. Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi, sarei stata meglio.

“Lei ha una fidanzata?

“Sì.

“Lo dice con grande semplicità.

“Infatti. Lo trovo normale”.

Poi ha continuato descrivendo cosa sia per lei l’amore: “Non lo so. Lo sto scoprendo ora, forse. Penso che l’amore sia in tutto. La telefonata di un amico, le compagne di squadra che si interessano a te e tu a loro. Nasciamo con nostra madre che ci riempie di baci e ci coccola e vorrebbe che fossimo protetti per tutta la vita. Solo che non sempre è così. Adesso, però, almeno per ora, lo è”.

Un’intervista in cui ha parlato dell’argento in Giappone, della multietnicità della squadra e del suo rapporto con le altre ragazze, di come ha cominciato a giocare a pallavolo e del sacrificio più grande che ha dovuto fare per la carriera (“lasciare casa […] mamma, papà, fratello, sorella, le amiche, le sicurezze, tutto.”) tra gli altri argomenti.

Ha anche affrontato temi più grandi, come il femminismo, il razzismo ed il suo essere italiana con genitori nigeriani: “Per me, avere origini diverse è normale”.

Nativa di Cittadella, Paola Egonu si è distinta sin dall’inizio nella sua squadra di pallavolo, arrivando al suo primo campionato nella stagione 2013-14 in serie B1, poi A2 ed infine A1; è nel 2015 che viene convocata per la prima volta nella Nazionale maggiore italiana e nel 2017 è ingaggiata dall’AGIL Volley di Novara.

Un forte contrasto tra la calma della rivelazione della pallavolista e la reazione delle varie testate giornalistiche e dei social media, che hanno festeggiato il suo coming out e l’hanno elevato ad esempio dell’inclusività a cui l’Italia dovrebbe aspirare ma da cui è ancora molto lontana; è infatti vero che pochissimi sono gli atleti italiani facenti apertamente parte della comunità LGBT+, di cui per la maggior parte donne, come Nicole Bonamino o Rachele Bruni, e la pallavolista è un esempio unico ed il peso come anche la gioia di essere un modello per i giovani italiani non può che essere portato da lei, una giovane campionessa italo-africana fidanzata con un’altra donna.

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