A Tu Per You Con Raffa – Due chiacchiere con Anna Paola Concia

Il mio lavoro, sapete, mi fa viaggiare tanto e ho spesso pensato di voler sfruttare questi viaggi anche per il blog, per portarvi sempre nuove informazioni di prima mano anche fuori dall’Italia. Nasce così l’idea di una rubrica che se vogliamo, possiamo anche chiamare “talk post”, dove provo ad incontrare esponenti del mondo LGBT nel Paese che visito e insieme proviamo a portare la loro esperienza anche in terra italica.

Iniziare però è sempre un po’ più complicato, ma io sono stato fortunatissimo: ho iniziato col botto, con l’incontrare un membro, molto più che esposto, del movimento LGBT a livello internazionale.

Un Pomeriggio di Pioggia

wpid-20140920_160531.jpgE’ sabato pomeriggio, 20 settembre, Francoforte è sotto un diluvio che se fosse successo a Milano a quest’ora sarebbe già diventata la seconda Atlantide scomparsa tra le acque. Appuntamento alle 17.00 all’inaugurazione della nuova Caffetteria Vegana con annesso Sexy Shop per Sole donzelle di Sandra (Italo-tedesca) e amica del cuore di Ricarda. Ah! Vero! Ma con chi avevo appuntamento? Chi è Ricarda?

 Avevo appuntamento con Anna Paola (Concia), sì proprio lei, che quando le ho presentato il mio progetto della rubrica ha subito accettato di collaborare senza se e senza ma, e Ricarda è la sua simpaticissima moglie e compagna di vita.

Che situazione davvero rilassata ed amichevole, ci sentiamo al telefono, e mi fa… “sabato ti porto in un posto fighissimo!”…e non mi aspettavo fosse davvero così fighissimo e divertente.

Arrivo un po’ in anticipo sul ritardo di Anna Paola – ma che volete farci, è pur sempre una signora! – e chiamandomi mi dice “sì sono un po’ in ritardo ma c’è un mio amico, Marco, chiedi di lui e aspettatimi lì per favore!”. Io nel frattempo avevo già iniziato a chiacchierare con Sandra, con sua nipote e a bere un prosecchino in loro compagnia, così cerco un volto “italiano” e di uomo (visto che la folla era maggiormente fatta di gentil donzellette) e tac! Trovato! Una persona estremamente disponibile, simpatica, un ragazzo, che come me ha già superato i 18 anni, col quale subito inizio una piacevole chiacchierata, e al quale faccio subito qualche domanda per il vostro blog.

Marco, si ha l’idea che vista la grandissima accettazione della normalità delle persone gay qui in Germania, fare coming out in famiglia e vivere la propria vita in maniera spensierata sia cosa normale e non difficile: è solo una nostra idea o è proprio così?

M: Beh..sai, oggi giorno ho la netta convinzione che qui ti guardano male se dici che sei vegetariano piuttosto che se dici di essere gay! (esordisce Marco facendomi sorridere tanto!) Ma tornando alla tua domanda, sai… io non sono tedesco di nascita, sono qui da 13 anni e da 2 anni e mezzo sono sposato con David, il mio compagno che è Americano. Io ho sempre vissuto la mia vita in maniera molto trasparente, ho fatto coming out con i miei quando ancora vivevo a Milano e da quando sono qui non ho mai dovuto preoccuparmi di nascondere il mio essere omosessuale e di avere un marito. Non saprei dirti quanto sia difficile per un ragazzo o una ragazza qui in Germania fare coming out in famiglia, ma la grandissima accettazione di questi anni credo, anzi sono sicuro abbia reso le cose molto più semplici e naturali. Poi qui, anche una coppia dello stesso sesso ha gli stessi diritti e doveri di una coppia sposata, diciamo “classica”: mi sono sposato e ho potuto chiedere l’assenza dal lavoro per motivi coniugali; abbiamo fatto un viaggio aziendale con tutti i colleghi o anche qualche cena d’ufficio dove tutti i dipendenti sono invitati a portare le proprie famiglie, e io ho normalmente portato mio marito. Qui è normale… anzi forse anche noioso a volte per quanto normale sia! (scherzosamente finisce)

Torneresti in Italia?

M: Mai! Ci torno volentieri da turista, ma io mi sono spostato per vivere meglio: mai guardare indietro. Forse mi sposterei in un’altra città tedesca… o forse emigrerei in una nuova nazione che possa darmi un futuro ancora migliore, ma non in Italia. Non per disfattismo, semplicemente perché so che lì non posso avere la vita e il futuro che voglio, che tutti meritiamo.

Perché proprio Frankfurt e non Berlino?

M: Berlino!? Ah!… troppo inflazionata: credo che tutti i miei vecchi amici gay italiani vivano lì ora, e nonostante sia una gran bella città, non fa per me. Qui sto meglio.

 E poi, una telefonata: Anna Paola che arriva in bicicletta

Arrivata! Un caloroso abbraccio e saluto come se ci conoscessimo da tempo (sacra dimensione umana!) e via dentro a fare gli auguri a Sandra che avevamo lasciato indaffarata a preparare mille leccornie vegane per il buffet, e poco dopo ecco arrivare anche Ricarda.

Una volta che il dovere è compiuto, ci sediamo tutti fuori a bere l’ennesimo (per me) prosecchino e la chiacchierata inizia tra il mio ancora essere incredulo che ero lì proprio con Anna, e il suo entusiasmo per il mio progetto…ma con quale domanda iniziare? Facciamone una generica sulla città va che è meglio!

Dicono che Frankfurt sia la città meno sicura della Germania, eppure qui ho visto persone camminare sole, coppie gay tenersi per mano e passeggiare sul lungo-fiume anche di notte fonda. Tu come la vivi?

*Fine Prima Parte*

halfblood

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.

  • Pier(ef)fect

    Non puoi lasciarci così!! Voglio la seconda parte :) Ps: invidio un po' il tuo lavoro che ti fa viaggiare!

    • Raffa

      Tesoro è on line la seconda parte ;-)

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