Conte premier: nulla cambierebbe per la comunità LGBT+ italiana

Conte come Premier? E cosa potrebbe cambiare per noi popolo LGBT+?

Giuseppe Conte: questo il nome proposto da M5S e Lega per il ruolo di premier. Docente di diritto privato all’Università di Firenze, 54 anni, pugliese, laureato in Giurisprudenza, dice di aver studiato anche a Yale e alla NYU (che ha però smentito l’affermazione), ma non ha previa esperienza di governo.

Dall’annuncio lunedì pomeriggio molte sono state le critiche, ma anche le lodi; per la comunità LGBT+, però, probabilmente non cambierà nulla, e ciò non è necessariamente negativo.

Nonostante la ferma opposizione della Lega Nord al matrimonio egualitario e alle unioni civili, nel contratto di governo stipulato dai due partiti più votati nelle elezioni del 4 marzo non compare nessuna direttiva circa non solo il matrimonio ma la comunità LGBT+ in toto. Per di più Conte non si è mai espresso in pubblico a riguardo, come anche su molto altro, non avendo assunto ruoli governativi in precedenza.

In passato entrambi i partiti si sono mostrati indisposti verso le tematiche lgbt+, soprattutto la Lega Nord, di noto stampo conservatore, alcuni esponenti della quale sono arrivati anche a minacciare violenza fisica ed hanno inveito contro l’onda pride, le unioni civili, l’adozione, il matrimonio egualitario, i diritti transgender, etc. pur spesso affermando di “non essere omofobi, ma quando è troppo è troppo”.

È ancora incerto se Mattarella approverà, ma ciò che è certo è che l’Italia ha ancora moltissima strada da fare per mettersi in pari con il resto dell’Europa, in cui già 16 paesi hanno legalizzato il matrimonio egualitario e 22 l’adozione da parte di coppie omosessuali, ma le possibilità che ciò accada nel clima politico italiano attuale sono scarse, con una tendenza verso la destra spaventosamente omofoba.

L’importante, è anche in questo caso, non perdere le speranze.

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