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In Corea del Sud 210 000 persone firmano una petizione contro il Pride

In Sud Corea in un mese più di 210 000 persone hanno firmato una petizione per annullare il Seoul Pride, che si dovrebbe tenere questo sabato nella Seoul Plaza.

Ormai alla sua 19esima edizione, il Seoul Queer Culture Festival è il principale festival coreano di cultura LGBT+ e comprende anche un film festival. Cominciato con soli 50 partecipanti nel 2000 e forti proteste da parte della popolazione, quest’anno ci si aspettano decine di migliaia di partecipanti.

La petizione, postata sul sito ufficiale del governo, sostiene che:

“Noi non stiamo discriminando contro minoranze sessuali, ma la Seoul Plaza appartiene a tutti i cittadini.

Non vogliamo vedere i loro eventi abominevoli in una piazza dove dovremmo poter rilassarci.

Ogni anno, eventi a tema ‘queer’, come spettacoli di strada, bere e fumare vengono definiti ‘festival culturale’, ma sono solamente occasioni piene di atti illegali ed ipocrisia.

Gli omosessuali e le persone normali non dovrebbero prendere parte in tali atti perversi ed osceni in una piazza che dovrebbe essere un posto in cui i cittadini possano rilassarsi.

I veri diritti umani non sono indulgenze.”

Avendo raggiunto le 200 000 firme, il presidente Moon Jae-in, eletto nel 2017 dopo la messa in stato d’accusa di Park Geun-hye, è tenuto a rispondere. Il presidente in realtà ha in passato espresso una certa opposizione alla comunità LGBT+, ad esempio opponendosi al matrimonio egualitario.

Infatti, pur non essendo illegale l’omosessualità, il matrimonio egualitario e l’adozione non sono legali e mostrare la propria omosessualità durante il servizio militare, che prevede la leva obbligatoria, può costare fino ad un anno in carcere.

In un periodo in cui la Corea del Sud sta ottenendo un riconoscimento sempre maggiore a livello internazionale, quest’evento potrebbe favorire la sua immagine a livello internazionale, oltre ad aumentare il turismo, per cui ci si aspetta che il presidente non lo annulli.