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Cos’è il sesso?

E’ più di un anno che questa rubrica vi porta a letto, all’incirca ogni venerdì sera.
E’ più di un anno che parliamo di sesso, sessualità, affettività, perversioni, desideri, eros, amore.
E in tutto questo tempo, non ci siamo mai fatti – plurale maiestatis per intendere che io non mi sono mai fatto – la più semplice delle domande.
Ma il sesso, cos’è?

Per i religiosi è il motore di continuità della specie. Il metodo con cui Dio si assicura la sopravvivenza dell’essere vivente più a sua immagine e somiglianza. Lui gentile, btw. Poteva decidere che dovevamo riprodurci a sprangate sui denti, e invece no.

Per i moralisti è il più elevato atto di condivisione tra due persone – di sesso opposto – che hanno deciso di unirsi in matrimonio e camminare lungo un percorso di vita comune.

Per molti di noi è una mera attività ludica finalizzata al piacere.

Per la storia, è sicuramente un problema.
Il più grande tra i problemi. 
Credo che l’allegoria della mela mela nel giardino dell’Eden abbia proprio a che fare con questo.

Voglio dire, è innegabile che il sesso abbia condizionato gli usi e i costumi di tutte le società che si sono susseguite nel corso delle -ere e degli –evi. Talora represso e censurato in modo esasperato, talora consentito e esercitato in modo spregiudicato. Con flussi e riflussi anche nell’ambito delle stesse società, o nell’arco della stesa epoca. In ogni caso, sempre tenuto sotto controllo.

E quindi, cos’è il sesso?

La prima risposta ovvia è che il sesso sia l’organo preposto alla riproduzione della specie. Lo è per tutte le specie viventi, animali e vegetali, se pur in un’infinità di strutture ed espressioni diverse. Quindi il sesso è, di base, procreazione. E in effetti noi non sappiamo se in natura esistano altre specie viventi in cui l’esercizio della sessualità procuri appagamento e piacere.

La procreazione è davvero l’unica finalità del sesso, quindi?
Se consideriamo una parentesi storica sufficientemente lunga, la risposta è sì. E l’impegno di generare prole ha anche un alto costo. Si basti pensare che in natura il maschio deve prevalere sugli altri per accoppiarsi con la femmina, che a sua volta più garantisce capacità di procreazione più risulta attraente. Il maschio deve essere idoneo a fecondare, procacciare il cibo, proteggere i cuccioli. La femmina deve sapersene prendere cura e educarli alla sopravvivenza.

Quindi, che i migliori procreino!

sesso-over65_g4987Ma se la finalità del sesso fosse realmente solo questa, non si spiegherebbe perché gli esseri umani abbiano un costante desiderio sessuale e siano sessualmente eccitabili a qualsiasi ora di qualsiasi giorno. Anche dopo gli anni del periodo procreativo, quando forse la sessualità non si esercita più, ma non smette di accendere le fantasie.

Il desiderio sessuale è dunque indipendente dalle necessità procreative, non credo ci possano essere dubbi a proposito, lasciando perdere i condizionamenti religiosi, che non prendo in considerazione perché giustificabili solo attraverso la volontà di obbedire a comandi le cui ispirazioni divine sarebbero tutte da dimostrare.

Per i cattolici conta solamente l’elemento quantitativo e mai quello qualitativo della vita. Meglio dieci figli che muoiono di fame, di uno o due con forti speranze di vita. E’ una scelta.

PROVOCAZIONE!

Chiarito questo, dobbiamo considerare valido anche il concetto di estrema libertà sessuale?

Qui s’innesta il principio morale della questione, che ha a che fare con la particolare concezione dei sentimenti umani. Siamo oltre al semplice istintivo desiderio sessuale. La sessualità si nobilita e partecipa ad un sentimento di livello superiore.

iStock_000022942272_Medium-780x438-678x381Perché il moralista restringe alla coppia ufficiale il diritto al sesso? La spiegazione mi sembra ovvia – e persino accettabile. In molte epoche e popolazioni il rapporto sessuale non è stato condizionato all’amore sentimentale. La maggioranza delle coppie non si sceglieva neppure, ma veniva composta e imposta dai genitori. A volte i giovani si sposavano senza essersi neppure visti prima.

Ma nella società moderna ha preso sempre più piede l’aspetto sentimentale della coppia. Dal romanticismo ha preso vigore l’innamoramento e l’amore, un sentimento potentissimo, che trae origine dalla libertà di scelta e dalla reciprocità di scelta. Un nuovo aspetto selettivo. Il singolo individuo va alla ricerca del partner che risponda meglio al suo ideale.

In questo nuovo scenario è chiaro che la coppia fa un grosso coinvolgimento e investimento sul partner. Si aspetta molto da lui, in termini di contributo al benessere della famiglia ed all’intensità di rapporto. Si aspetta soprattutto fedeltà, perché il legame nato da una libera scelta è molto forte ed al tempo stesso fragilissimo e non ammette distrazioni o tradimenti.

E quindi, in conclusione, il sesso è anche e soprattutto massima forma d’amore. E quando si sperimenta l’incontro occasionale non è più così soddisfacente. Però questa domanda la giro a voi, che ne pensate?