Cristiano Ronaldo, il “frocio” della partita Real Madrid/Barcellona

Cristiano Ronaldo sexy - ilpuntoh

Da dove veniamo? Esiste un aldilà dopo la morte? Ma Cristiano Ronaldo è gay? Tra i grandi quesiti della vita è probabilmente questa una delle domande che da anni si rincorrono nel mondo del calcio e non solo. Tifosi o semplici fan del calciatore portoghese si chiedono di continuo se al loro idolo piacciano le donne o i maschietti. E a nulla valgono le (presunte) liaison con note top model, spesso messe in ombra da paparazzate in teneri abbracci con altri uomini troppo teneri per essere considerati virili strette tra maschi.

A gettare altra legna sul fuoco il solito coro omofobo da stadio durante la partita Real Madrid – Barcellona, durante la quale è stato fortemente gridata la parola spagnola “MARICON”, frocio.

Il punto però non è tanto il quesito se il calciatore, oggi trentunenne, sia o meno omosessuale, ma che la parola “frocio” sia ancora utilizzata come insulto. Lo spiega Francisco Ramirez, direttore dell’Osservatorio Spagnolo LGBT, dalle pagine di Out Magazine, che ha detto: «Per mesi Cristiano Ronaldo è stato oggetto di insulti e illazioni anche dai tabloid, da giornalisti sportivi e altri calciatori, per umiliare, offendere e denigrare un grande calciatore».

Il portoghese infatti ad oggi è uno dei più grandi calciatori del mondo, è il calciatore più pagato al mondo.

Bisogna chiarire, continua Ramirez: «Che l’omofobia non significa necessariamente che le persone che ne sono vittime siano omosessuali, ma soltanto che altri lo credono e ne fanno uso per insultare, molestare e umiliare gli altri».

Sì, perché la parte più grave, orientamento sessuale del calciatore a parte, è proprio questa. Si dà del “frocio”, della “checca”, del “ricchione”, o generalmente del “gay” a qualcuno con il solo scopo di “denigrare” la sua immagine, come se la grandezza di una persona derivasse dal fatto che va a letto con un altro uomo o un’altra donna.

Ma l’Italia non è immune da atteggiamenti simili. Qualche mese fa fece molto discutere il “frocio” gridato a gran voce dall’allenatore del Napoli Sarri all’allenatore Mancini, durante il match calcistico Napoli-Inter.

Anche gli stessi gay in modo goliardico fanno uso della parola “frocio”, per demonizzarla e farla propria, è vero, ma spesso non si accorgono che continuano a perpetuare un comportamento che permea nel DNA dell’uomo. Si insulta, si mette in dubbio una virilità che, anche in chiave omosessuale, resta. Sì, perché non è l’andare a letto con una persona del proprio sesso che rende meno uomini, ma trasformarsi in trogloditi ignoranti che pensano che lo sia, che pensando di mettere in dubbio quella mascolinità che invece è lì, intatta, come i due Palloni d’Oro vinti (individualmente) da Cristiano.

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