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Crowdfunding per il funerale di uno studente trans cacciato di casa dalla famiglia

Il 2 luglio scorso Daine Grey, 22enne americano, studente transgender del City College di San Francisco, si è suicidato, a meno di un anno da quando aveva fatto coming out alla famiglia, che lo aveva conseguentemente allontanato e cacciato di casa.

Alla richiesta del medico legale di riconoscere il cadavere, tuttavia, la famiglia si è rifiutata, non volendo pagare per le esequie: la risposta della comunità è stata quella di prendersi la responsabilità, organizzandole attraverso una raccolta di fondi in rete.

Il GoFundMe è stato avviato il 17 luglio da un’assistente di laboratorio che sulla pagina ha scritto “Abbiamo bisogno di aiuto per dare dignità all’addio di Daine” ed ha già abbondantemente superato la quantità di fondi necessari (più di 23 000$ su 17 000$ inizialmente richiesti), anche grazie al supporto di Nigella Lawson, famosa critica gastronomica.

Il City College sulla pagina Facebook ha scritto: “È con un peso sul cuore che annunciamo la notizia che un membro della nostra comunità studentesca, Daine Grey, si è suicidata ad inizio luglio. Daine era un promettente giovane studente, il quale era un uomo trans e gay attivo nel Queer Resource Centre del City College di San Francisco, che si batteva per promulgare la conoscenza delle necessità degli ADA.” Il College ha poi aggiunto le informazioni sul sistema di counseling dell’istituto.

Grey aveva fatto coming out a settembre scorso su Facebook, “Ciao ragazzi, immagino questo sia il mio grande ‘pubblico’ coming out: se ci parliamo di persona probabilmente già lo sai, ad essere onesti. Quindi… sono transgender (perciò il cambio di nome/genere – che è già legale btw). Ciò significa che mi identifico con un genere diverso dal sesso assegnatomi alla nascita, per quelli che non lo sapessero. Sono anche gay quindi, questo è quanto (that’s a thing). Sto prendendo gli ormoni da quasi otto mesi ormai, quindi sono già cambiato molto, per quelli che non vedo da un po’ di tempo. Spero che ciò non mi faccia perdere troppi amici e parenti.”

Studi condotti l’anno scorso in Australia hanno rivelato che una delle fasce demografiche più a rischio per quanto riguarda autolesionismo e suicidio è quella degli adolescenti trans*, con il 48% degli studenti trans intervistati che ha tentato il suicido ed il 79% che ha vissuto episodi di autolesionismo.

Uno studio americano del 2014 ha annunciato risultati simili: il 46% degli uomini trans ed il 42% delle donne trans ha tentato il suicidio. Nonostante le maggiori misure contro il bullismo verso la comunità LGBT+, i numeri rimangono ancora incredibilmente alti, con una delle percentuali più alte anche nell’intera comunità.

Anche l’abbandono da parte delle famiglie è un importante problema, al punto che, secondo i dati del Williams Institute, oltre il 40% dei giovani senzatetto negli USA sarebbero ragazzi che hanno fatto coming out prima di essere cacciati di casa o maltrattati.