/Intervista al cuckold. Mi piace quando mi tradisci!

Intervista al cuckold. Mi piace quando mi tradisci!

Qualche giorno fa sono stato contattato da un follower, che mi ha proposto di parlare del cuckold. Questo termine, Wikipedia dixit, indica “il comportamento per cui una persona, consapevolmente e volontariamente, induce la propria compagna o il proprio compagno a vivere esperienze sessuali con altre persone, allo scopo di riceverne gratificazione sessuale”. In italiano viene tradotto come “triolagnia”, e data la cacofonia totale del termine continuerò ad usare l’inglese. Sit back, relax and enjoy your flight.

Come possiamo chiamarti?

Chiamami Marco!

Mi hai contattato perché volevi parlarmi del cuckold. Parlamene.

In Italia non è molto conosciuto ed è una pratica più che altro incentrata sugli etero, nonostante negli ultimi tre anni io e il mio compagno ci siamo resi conto che molte coppie lo fanno senza rendersene conto. Consiste più che altro nella fantasia di vedere il proprio partner che fa sesso con altri, cosa ben diversa ad esempio dal farlo in tre.

Da quanto state insieme?

Dieci anni tondi.

Come avete iniziato? E quali sono i vostri ruoli?

Circa quattro anni fa il mio compagno mi chiese se ci fosse qualcuno con cui mi sarebbe piaciuto fare sesso e da lì iniziai un po’ a fantasticare, ma la cosa finì lì. A distanza di un anno venne a trovarci un suo amico e mentre loro parlavano sul divano mi eccitai solo guardando quella scena. La sera ne parlammo e gli chiesi se gli sarebbe piaciuto provare a farlo in tre.

Così abbiamo creato un profilo su Planetromeo e abbiamo incontrato un ragazzo con cui abbiamo fatto un threesome lungo tutta la giornata. La sera però ero abbastanza insoddisfatto, perché non era quella la fantasia che avevo. I momenti in cui avevo provato una fortissima eccitazione comprendevano sempre me che lasciavo soli loro. Allora ho capito che ciò che mi piaceva era godermi il momento in cui il mio compagno faceva sesso con un altro.

Da lì mi sono imbattuto in una serie di forum americani e pian piano mi sono addentrato in questa “parentesi sessuale”. Alla base di tutto ciò, almeno per quanto riguarda noi, c’è un profondo legame e una grossa complicità. E questo ci ha portato ad automatizzare questo processo, per cui ad esempio sono io che cerco il bull [viene definito “bull” il terzo uomo NDR].

Con quale frequenza coinvolgete un terzo?

In questi tre anni abbiamo visto 6-7 persone e qualcuno più di una volta quando ci siamo trovati particolarmente bene. Con uno in particolare avevo instaurato un certo feeling ed era solito mandarmi messaggi in cui esprimeva la propria voglia di scopare con il mio uomo. In questo senso il cuckold gode anche ad essere umiliato, fino ad un certo punto.

Il tuo compagno incontra uomini anche da solo?

È successo che il ragazzo di cui parlavo poco fa mi chiedesse di mandargli il mio fidanzato da solo. Nonostante avesse già fatto sesso tornò a casa eccitatissimo e anche io e lui facemmo una gran scopata. Bestiale! Però è capitato soltanto quella volta di mandarlo solo e il mio compagno tiene al fatto che io partecipi e che non sia solo uno che gli procura ragazzi.

E come partecipi?

Dipende anche dalle richieste del bull. Qualcuno mi fa assistere, altri mi fanno stare ad ascoltare dietro la porta, altri ancora mi fanno cucinare la cena o mi mandano a comprarla. In questo senso mi piace anche assecondare il terzo, soprattutto se ci vado d’accordo. E si capisce quando dall’altra parte eccita l’idea di farsi il ragazzo dell’altro e non la scopata in sé.

Il vostro giro di amici è al corrente delle vostre “parentesi sessuali”?

No, ma semplicemente perché la vedo come una dinamica interna di coppia. Poi credo che qualcuno l’abbia capito perché mi è capitato di fare qualche battuta, ma non mi preoccupa perché chi ci conosce sa come siamo e chi siamo noi.

Tu hai un profilo Twitter. Lo usi solo per chiacchierare con chi condivide la stessa passione o per conoscere gente?

Per entrambe le cose. Tramite quel profilo ho conosciuto coppie dislocate in varie parti dell’Italia che condividono la stessa passione e è capitato anche di conoscere un ragazzo che abbiamo ospitato e con cui abbiamo passato un bel week end insieme.

Nel passaggio dal virtuale al reale quand’è che decidi di esporti?

Diciamo che ho imparato a distinguere chi è davvero interessato da chi è semplicemente curioso o vuole fare il pettegolo. Con le persone con cui mi sono esposto generalmente si è creato un bel rapporto di fiducia reciproca, anche se poi non sempre ci siamo incontrati. Comunque non ci piace tenere tutto solo sul virtuale e soprattutto il mio compagno è più un tipo che ama più fare che chiacchierare.

Avete mai avuto problemi o fraintendimenti?

Fino ad ora no, soprattutto perché come ti dicevo siamo una coppia legatissima e con una grossa complicità. Nessuno dei due vive i nostri incontri come una costrizione e tra noi continuiamo ad essere sessualmente attivi. Il fatto è che bisogna vivere qualunque situazione come un’esperienza condivisa e non come tappo per problemi che poi emergeranno in futuro. Conosciamo anche altre coppie che ad esempio la vivono meno serenamente, che hanno profili separati sui social e non si presentano come due persone che stanno insieme. Noi da parte nostra cerchiamo di evitare qualunque tipo di situazione che possa mettere a rischio il nostro equilibrio.

Dedalus