Cosa cambia con i decreti attuativi del DDL Cirinnà

Decreti attuativi DDL Cirinnà

I Decreti Attuativi del DDL Cirinnà: cosa è realmente cambiato?

I sì delle unioni civili sono oramai più di 1000 in tutta Italia da quando poco più di sei mesi fa il DDL Cirinnà è entrato in vigore, ma cosa mancava? Certo, mancava solo che si emanassero i decreti attuativi e finalmente il 14 Gennaio 2017 tali decreti sono stati emanati! Ragazzi, possiamo inserire questa data nel nostro calendario storico e farla diventare un giorno di festa nazionale.

Monica Cirinna'Ma cosa cosa è cambiato effettivamente dal 20 Maggio 2016 ad oggi? Sostianzialmente il DDL Cirinnà non è stato stravolto, ma con i decreti attuativi si è fatta chiarezza su alcuni dei punti più difficili di questa legge, e insieme vogliamo scoprire quali.
Prima di tutto, con i decreti attuativi sul DDL Cirinnà, si ha la possibilità di trascrivere in maniera veloce e con una burocrazia più snella tutti quei matrimoni o unioni civili contratti all’estero sul registro delle unioni civili nazionale, anche se ci si è sposati prima che la legge entrasse in vigore in Italia.

E i matrimoni contratti in condizioni estreme o in acque e arie internazionali? Nessun problema, sempre che siano stati contratti in caso di pericolo di vita di almeno uno dei due partner.

L’Italia lo sappiamo, è un Paese multiculturale e la facilità di viaggiare e incontrare la propria anima gemella in altri paesi (magari proprio dove la condizione di orientamento sessuale è fuori legge) è alta. Allora come devono comportarsi quelle persone che hanno bisogno di un certificato rilasciato dal loro paese per potersi sposare? Ci vengono in aiuto le parole di Monica Cirinnà che dal suo blog srive:
“sarà sufficiente un certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l’orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l’omosessualità sia penalmente sanzionata”. Ma con i decretti attuativi del DDL Cirinnà si è fatto un passo (enorme) in più, ovvero, qualora il Paese di origine di uno due partner si rifiuti di rilasciare anche questo documento di stato libero, sarà sufficiente un’autocertificazione che sarà comunque sottoposta al controllo delle autorità italiane ed è un rimedio estremo.

melissa cakes torta nuziale gay lesbiche LGBT ilpuntohSofgliando poi le pagine dei tre decreti attuativi (quindi la parte civile, la parte penale e quella internazionale) si troveranno molti punti di equiparazione tra l’istituto giuridico delle unioni civili e quello del matrimonio tradizionale, terreno su cui la fazione più conservatrice e cattolica ha sempre fatto un forte ostracismo.

Si stabilisce inoltre che non sarà per forza il Sindaco a dover fare celebrare l’unione, ma nel caso di impossibilità di quest’ultimo, a fare le funzioni di ufficiale di stato civile potrà essere – proprio come avviene per il matrimonio classico in comune – un consigliere comunale, un assessore o anche un privato cittadino che però abbia i requisiti per essere eletto come consigliere comunale.

Altro tasto dolente, almeno fino ad oggi, è stata l’adozione da parte della coppia del cognome di uno dei partner, che, in teoria o almeno fino all’ingresso dei decretti attuativi del DDL Cirinnà, avrebbe previsto la modifica dei documenti e del codice fiscale dei partner. Bene, da oggi non è più così! Si portà dunque scegliere di adottare il cognome del partner o un cognome unico senza dover modificare alcun documento e di conseguenza senza dover richiedere un nuovo codice fiscale!

Il Nostro Paese, per quanto ancora carico di immotivato odio omofobo a discapito del popolo LGBT italiano, sta comunque scrivendo pagine di storia sociale e di amore che sono sicuro non verrano mai e poi mai dimenticate!

Amatevi, sposatevi e siate una famiglia felice!
L’amore vince sempre!

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