Domenica in Musica: Arisa – Amami

Celebriamo la Domenica in Musica della settimana di Sanremo 2017 con uno dei dischi più belli usciti da Sanremo: Amami di Arisa.

Terzo album di Arisa, viene pubblicato nel Febbraio 2012, proprio in concomitanza della partecipazione di Arisa al Festival di quell’anno, che la vedrà, completamente rivoluzionata nel look, conquistare un meritatissimo secondo posto con La Notte. L’album, prodotto interamente da Mauro Pagani, segna anche una svolta musicale per Arisa, intima e profondamente malinconica, subito dichiarata da Amami, la title track che apre il disco. Una perla d’altri tempi, cupa e misteriosa. Più solare con le sue fisarmoniche parigine è Il Tempo Che Verrà, mentre La Notte ci fa affondare in un mare di dolcissima tristezza. Non cambiano le atmosfere in L’Amore E’ Un’Altra Cosa. Impossibile, nonostante la forte omogeneità delle produzioni, considerare monotono Amami.

Un pianoforte, degli archi e la voce candida di Arisa bastano a creare una magia chiamata Ci Sei E Se Non Ci Sei, lacrimoni e magoni. Che meraviglia. Cambiano decisamente i toni in Democrazia, che mantiene il sound jazz dei pezzi precedenti ma ci riporta all’Arisa di Malamorenò. Adorabile. Bene Se Ti Sta Bene è ancora in pieno stile Amami, mentre Poi Però impone una svolta decisamente più contemporanea e, se vogliamo, aggressiva, al disco, grazie a delle percussioni belle prepotenti.

Si Vola ci riporta, ancora, ai ritmi malinconici e romantici di Amami, mentre con Nel Regno Di Chissà Che C’E’ torniamo all’Arisa di Democrazia, con una vocina da bambina che non disdegna sottili critiche alle idiosincrasie e ai vizi degli italiani. A chiudere Amami, ovviamente, una dolcissima ballata, Missiva D’Amore, una colonna sonora degna del miglior Ozpetek, essenziale nel suo arrangiamento, sembra un brano live. In una parola: magica.

Amami è uno dei punti più alti della carriera di Arisa, le ha dato una grandissima credibilità che poi purtroppo è via via scemata per via degli atteggiamenti strambi dell’artista. Ma poco importa, resta un disco di immensa classe, cantato e interpretato magistralmente.

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