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Domenica in Musica: Kylie Minogue – X

Dieci anni fa usciva X, il decimo disco di Kylie Minogue, e la Domenica In Musica oggi è pronta per ricordare questo raro gioiellino di musica elettronica.

Pubblicato dopo il ritorno di Kylie sulle scene a seguito del cancro che l’aveva colpita nel 2015, il disco ha visto la partecipazione di innumerevoli produttori, che hanno creato per la fatina del pop più di centro tracce. Il prodotto finale testimonia perfettamente le tante mani che hanno contribuito a forgiarlo, rivelandosi una sorta di viaggio nelle più diverse sfaccettature dell’elettronica. Molti di questi pezzi, insieme a quelli contenuti in Blackout di Britney, uscito praticamente nello stesso periodo, segneranno il panorama pop degli anni a venire.

X si apre con 2 Hearts, primo singolo dal progetto, cover del duo britannico Kish Mauve,  un brano dai toni decisamente glam rock. Il successo del singolo è internazionale e il ritornello, in perfetto stile Kylie, divenne virale a poche settimane dalla pubblicazione. Il viaggio nell’elettropop di X continua con Like A Drug, prodotta da Cutfather (gli stessi di Get Outta My Way). Il pezzo è cupo e incisivo, una vera bomba valorizzata ulteriormente dalla performance dell’X Tour, in cui Kylie si presentava sul palco a cavallo di un teschio, simboleggiando la vittoria sulla morte.

Le atmosfere oscure di Like A Drug lasciano ben presto spazio all’energia e ai colori di In My Arms, prodotta da un ancora sconosciutissimo Calvin Harris. Il pezzo è un’altra hit internazionale per Kylie e sarebbe stato un perfetto primo singolo se solo un leakaggio anticipato del brano non avesse guastato le feste a tutti. Arpe e synth glaciali segnano l’elevetica Speakerphone, prodotta da Bloodshy & Avant. Il pezzo, altro modello impeccabile di produzioni elettroniche, è stato segnalato da Madonna come uno dei suoi brani preferiti, oltre a essere entrato nella Billboard Hot 100 senza esser mai divenuto singolo. Potenziale un filo sprecato.

Campionamenti e produzioni sensuali per Sensitized, che ci allontanta dal dancefloor per spostarci direttamente in camera da letto. Con Heart Beat Rock Kylie Minogue e Calvin Harris ci portano tra le ragazze pom-pom dei college americani. Il pezzo è probabilmente il più debole del disco ma la performance con cui l’ha portato in tour gli fa guadagnare una decina di punti. I Freemasons producono per X un pezzo che è, allo stesso tempo, un salto nell’elettronica made in UK anni ’80 e un viaggio intergalattico: impossibile non sognare con The One, con la sua musica e il suo testo.

Atmosfere in stile Ray Of Light per No More Rain, il pezzo con cui Greg Kurstin passa a Kylie il primo assist per cantare della sua rinascita dopo la malattia. Con All I See, invece, X cambia improvvisamente pelle, diventando un disco quasi R&B: Janet Jackson e centinaia di altre colleghe avevano messo gli occhi sul pezzo (by Cutfather) che alla fine è finito a Kylie, la quale era forse l’unica in grado di dare quel tocco glam in più a una traccia altrimenti non troppo diversa da tante produzioni in voga all’epoca. Con Stars si torna ad aleggiare in universi magici e sconfinati: siamo ancora davanti a una carica di energia e positività, un pezzo capace di dimostrare come anche la fredda musica elettronica, se fatta come si deve, è in grado di emozionare.

Ma basta prendersi sul serio, perché con WOW Kylie Minogue torna a fare il pop ultraleggero che le riesce meglio. Ennesima hit di X, WOW è divenuta in pochissimo tempo un marchio di fabbrica per Kylie, capace di far scatenare e divertire ogni fan, anche dopo 10 anni. Si cazzeggia ancora un po’ con Nu-Di-Ty, pezzo in cui Bloodshy & Avant trasformano Kylie in una geisha un po’ porca che non ha paura di esprimere le sue pulsioni più carnali. A chiudere questo capolavoro di X c’è Cosmic, una ballata che è una svolta a gomito totale del disco: quasi acustica, essenziale nella produzione ma carica di emotività per il messaggio di positività che porta.

X è probabilmente tra i migliori dischi di Kylie Minogue, accolto tiepidamente è infatti ben presto diventato un fan-favourite, sopratutto perché ha saputo segnare e influenzare molto del pop venuto dopo, in un periodo in cui tutti rincorrevano soltanto produttori R&B. Se anche voi, come me, amerete o amate questo disco alla follia, vi consiglio di ascoltare anche le milioni di b-side pubblicate da Kylie a corollario del progetto: su Spotify, spulciando tra i singoli di Kylie, è possibile trovarne un bel po’.