Dutee Chand, oro nei 100 metri: “voglio essere un esempio per chi ha paura di fare coming out”

La presenza di Dutee Chand alle Universiadi, che si stanno tenendo a Napoli (dal 3 a 14 luglio 2019), e la sua vittoria nei 100 metri femminili, non è solo importante per l’India, il suo paese natale che la sta fortemente supportando, anche attraverso la presenza alle gare di figure come il presidente Ram Nath Kovind, il primo ministro Narendra Modi e molti colleghi, tra cui Sania Mirza, la più forte tennista indiana, ma anche per la comunità LGBT+.

A 23 anni, infatti, Chand non soltanto è diventata la terza donna indiana nella storia del paese a qualificarsi per i 100 metri alle Olimpiadi, la seconda velocista indiana a vincere un oro in un evento sportivo mondiale (dopo Hima Das l’anno scorso) e campionessa nazionale nei 100 metri, ma ha anche fatto coming out come lesbica ed ha sostenuto un’importante battaglia legale per poter gareggiare, che le sarebbe stato impedito a causa dell’alto livello di ormoni androgeni nel suo corpo: come nel più famoso caso di Caster Semenya, la campionessa del mondo degli 800 metri sudafricana che ad oggi sta lottando contro le regole della Iaaf (International Association of Athletics Federation) affinché le sia riconosciuto di poter gareggiare senza dover ridurre i propri livelli di testosterone, anche Dutee Chand è affetta da iperandrogismo.

“Questa medaglia è la mia risposta a tutti quelli che mi hanno criticata. Questa medaglia dovrebbe zittire tutti quelli che mi hanno insultata, che hanno insultato la mia esistenza e la scelta della mia anima gemella” ha commentato a seguito della sua vittoria.

“Su un campione di cento persone, cinque o dieci sono gay o lesbiche, ma non riescono a fare coming out, e non sono capaci di rivelarsi in pubblico temendo di essere discriminati. Ecco perché ho messo in gioco tutte le mie forze e il mio coraggio per far sentire forte la mia voce ed essere un esempio per gli altri e spingerli a parlare apertamente di se stessi”.

E ciò non le è costato poco: la giovane atleta è stata ripudiata dalla sua famiglia, che voleva che lei vivesse una “vita normale” e sposasse un uomo, dopo aver fatto coming out proprio quest’anno ed ha anche perso il sostegno della maggior parte dei suoi concittadini, che fino ad allora la avevano fortemente supportata in tutto; questo anche dopo la depenalizzazione dell’omosessualità nel Paese, che ha segnato la storia del Paese, ma non ancora abbastanza la mentalità dei suoi cittadini.

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