Ed Sheeran: l’omofobia che non ti aspetti

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Nel mondo dello showbiz è tutto un “volemose bene, no all’omofobia”. Che siate Madonna o John Travolta, non importa: ogni artista è assolutamente favorevole all’amore e alle unioni tra persone dello stesso sesso. Ma quanti lo sono realmente?

Se la scorsa estate eravate tra quelli che fischiettavano o, nella migliore delle ipotesi, scheccavano cantando Sing di Ed Sheeran, immaginando magari la sua ceppa rossa sotto la doccia (sì, noi che continuiamo a chiederci se un rosso è dello stesso colore dappertutto pur sapendolo), forse, leggendo questa notizia potreste ricredervi.

Secondo un video trapelato in rete poche ore fa, il cantautore britannico sarebbe stato ripreso in una gara di freestyle, riferendosi ai gay con toni poco lusinghieri. Nel video della durata di cinque minuti circa, il cantante, rappando, ha detto “faggoty man”, che potremmo tradurre simpaticamente con l’epiteto “finocchio”: «Io rappo ad un finocchio – ha detto il rosso nel video censurato –vado in autobus e dormo per un giorno, poi io ritorno e mi dicono che somiglio a questo gay».

Il video è stato prontamente rimosso dalla rete, dopo che l’etichetta del cantante è stata contattata dal Mirror per chiedere delle informazioni in merito: “il video non è più avviabile a causa dei diritti d’autore reclamati dalla WMG” [etichetta di proprietà del gruppo Warner Music, ndr ] comparirebbe adesso sul link del video: «Ed ha fatto un rap con delle accezioni omofobe – ha detto il portavoce del cantante – ma chiaramente non è omofobo».

Tutto ciò per non perdere quell’ampia fetta di stelline gaie che aveva conquistato con una serie di concerti a sostegno della “causa” con Taylor Swift, e che con i loro soldi possono decretare il successo o il flop di un disco, nel quale, se vi riconoscono un loro messaggio al suo interno, potrebbero farne un vero e proprio cult che entra a far parte del DNA delle generazioni gay successive che, pare, devono necessariamente tramandarsi la stessa musica, gli stessi film, gli stessi libri, gli stessi gusti: come se adorare il ca**o non fosse già abbastanza coesivo.

Ricordiamolo così…

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