Elezioni Europee, cosa significa per l’LGBT+ la vittoria della destra in Italia?

All’indomani delle elezioni europee la previsione di un’Italia più nera si è avverata: a differenza del trend europeo di perdita delle destre estremiste, il 34,3% dei votanti della penisola ha infatti deciso di votare Lega e soprattutto Salvini, che da capolista in tutte le circoscrizioni ha ottenuto oltre 2 milioni di preferenze. Sono accompagnati anche da Forza Italia, che ha ottenuto l’8,79% e da Fratelli d’Italia al 6,46%, raggiungendo così oltre il 40%.

D’altro canto, però, si è assistito ad una perdita di consensi del M5S, che dai celebrati risultati delle politiche si è ritrovato alle Europee, prime elezioni a scala nazionale da allora, con il solo 17,1% dei voti e ad un aumento dell’appoggio, almeno a livello percentuale, per il PD, che ha raggiunto il 22,7%, ma che ha perso voti a livello numerico non solo dalle scorse europee, ma anche dalle scorse politiche.

La lista con il maggior numero di candidati LGBT+, la Sinistra, non è riuscita a superare lo sbarramento del 4%, per cui non potranno entrare nel Parlamento Europeo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, e Ivana Pilieri, membro prima di Arcigay e poi di Rete Genitori Rainbow.

L’Italia si è distinta anche per i pochi voti raccolti dai verdi, che nel resto di Europa hanno potuto godere di una buona avanzata.

In Europa, in fin dei conti, gli equilibri non sono cambiati, nonostante la leggera crescita dei partiti sovranisti: i principali partiti rimangono il PPE con 170 seggi ed il S&D con 150, seguiti dai liberali con 107 seggi. I risultati più preoccupanti oltre l’Italia sono il successo del partito di Marine Le Pen in Francia, che ha però ottenuto la stessa percentuale di voti delle scorse europee, il trionfo di Orbàn in Ungheria con il 50% e quello di Farange in Inghilterra con il suo partito pro-Brexit.

I risultati delle Europee in Italia, seppur non determinanti a livello europeo, sono sicuramente preoccupanti per quanto riguarda la tendenza del Paese ed il futuro della comunità LGBT+ nel Paese: il politico che ha ottenuto il maggior numero di preferenze ha ringraziato per i voti ricevuti con il rosario in mano e parlando di “diritto al lavoro, diritto alla vita, diritto alla sicurezza”. Il partito che ha racimolato il maggior numero di voti conta nelle sue schiere personaggi come Pillon, come Bussetti, come Fontana, politici le cui battaglie personali includono scrivere le leggi in base alla loro religione, che ritengono essere le radici del nostro Paese,  togliere qualsiasi diritto ottenuto dalle minoranze dalla scrittura della Costituzione ad oggi, che si preoccupa di assicurarsi che sulle carte d’identità si legga “padre” e “madre” piuttosto che “genitore 1” e “genitore 2”.

Ed infatti proprio ieri sera Fontana ha voluto specificare, per evitare di lasciare una qualsiasi ombra di dubbio: “Cosa dico agli alleati M5S che avevano attaccato il Congresso di Verona sulla famiglia? Scherza con i fanti ma lascia stare i santi. Non dimentichiamo che Italia e Europa hanno identità ed origini ben radicate. Spesso le dimentichiamo. È l’errore fatto anche dalla UE. Quando si parla di famiglia e natalità sono valori fondamentali, bisogna stare più attenti alle nostre tradizioni”.

Nel frattempo, però, con l’arrivo di giugno moltissime città italiane si stanno preparando per l’Onda Pride, molti politici sono pronti a mantenere le posizioni LGBT+ sostenute fino a questo momento, il supporto per la comunità rimane alto nella penisola e l’Europa è ancora fortemente pro-LGBT+.

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