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Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.2

Ci eravamo lasciati qui con i primi 10 artisti in competizione a questo Eurovision 2018, e credo che tra quei 10 abbiate già scelto i vostri favoriti. Quindi vado senza indugio e inizio la prossima carrellata di cantanti che ci delizieranno con le loro esibizioni il prossimo 10 e 12 Maggio 2018 in diretta da Lisboa per ESC2018, e ricordate che il nostro groppone d’ascolto sarà di nuovo on line su twitter con gli hashtag #Esc2018 e #Titina18.

Iniziamo questa seconda parte in cui scopriamo le canzoni in gara a Eurovision 2018, con lui, il mio twink Bel Ami preferito: Mikolas Josef (su twitter lo trovate qui). Ah no? Non viene da Bel Ami? Vabé… mi piace lo stesso! Giovinotto del 1995 (solo 22 anni) ha già alle spalle una carriera niente male: all’età di 17 anni vince la “Gold Medal” per il suo impegno e la sua bravura alla London Academy of Music and Dramatic Arts, poi ha lavorato un anno come modello internazionale in sfilate d’alta moda ma non contento ha intrapreso un giro del mondo in cui campava facendo il musicista di strada, e dopo un anno di girovagare ha investito i suoi risparmi per la produzione delle sue canzoni, incidendo così Hands Bloody – suo primo singolo – nel 2015. Si presenta con Lie To Me, un testo che ha scritto e musicato lui stesso, una traccia che si lascia ascoltare per la sua ritmica sostenuta e allegra che da lontano ricorda un Farrell Williams alle primissime armi. Ci va in finale secondo me.

Ed ecco che dalle lontane terre Danesi arriva il Vikingone che tutte noi stavamo aspettando: Rasmussen. Il 33enne danese lavora come coach canoro e come artista di musical anche molto importanti. La sua canzone parla della storia del Vikingo Magnus Erlendsson che credeva – al contrario di tutti gli altri vichinghi – nella non violenza, spodestando il re del suo popolo, e tentando con tutto se stesso di passare lo stesso messaggio a tutti e soprattutto di farlo mettere in pratica. Sono questi i principi cantati da Rasmusses, e chissà che sulla scia buonista dello scorso anno, non ci ritroviamo il prossimo in Danimarca?

Dall’Estonia invece arriva Elina Nechayeva, una cantante lirica – classe 1991 – che vuole sorprendere tutti all’Eurovision 2018 con una canzone classica e con voce da soprano cantata in Italiano. Da quando da bimba sognava di diventare un’astronauta, ora invece è pienamente presa dalla musica e dal canto classico lirico. Allora Elina, la musica è davvero bella, di quelle musiche che ti fanno partire per lunghi viaggi su mari immaginari tranquilli, la tua voce poi è da favola, ma il testo, amore il testo, potevi chiedere ad un italiano vero di riguardarlo un attimino, no?

Eye Cue è il duo macedone che rappresenterà la Macedonia quest’anno ad ESC2018. A differenza el gruppo Bulgaro, loro sono un duo che canta insieme dal 2008 ed è anche molto rinomato in Macedonia. Bojan e Maria hanno in progetto di far crescere la loro band con nuovi membri e nuove voci. Gli Eye Cue portano una canzone ben strutturata, che alterna ritmi rock a quelli pop per poi passare da un sound tipico di Bob Marley e riportarci con i piedi per terra con una voce calda e profonda.

Ed ora lei, la regina dei gay! Colei che creando questo pezzo per Eurovision 2018 ha usato come mantra:”I’m gonna give the gays everything they want!”: Saara Aalto. Che poi a primo colpo pensavo fosse parente del famoso architetto Aalvar Aalto, ma a quanto pare non è così. Saara si è fatta conoscere nel panorama musicale partecipando ad una versione mash up finlandese di The Voice of Finland e Finland’s got Talent, per poi approdare nella squadra di Simon Cowell a X Factor UK 2016. Sapevate che Saara Aalto è anche la voce della principessa Anna di Forzen nella versione finlandese? Bene… sapevatelo! Una canzone, la sua, che ti prende, ti fa alzare in piedi, assumere quello sguardo sicuro e fiero e gridare al mondo che sei forte e che non hai paura di niente. Io una capatina di nuovo a Helsinki ce la farei con piacere.

I Cugini d’oltre Alpi schierano il duo Madame Monsieur, aka Jean-Karl (che ha uno sguardo affascinante da francese gnocco) e Emilie. Un duo che ha iniziato insieme ben 10 anni fa in un bar a Parigi. Nella loro versione di Mercy per Eurovision 2018 riportano in auge ambientazioni da chançon française di altri tempi che arrivano ai nostri sensi ritrasformate, quasi vestite di moderno grazie ad un mix di sound davvero particolare. Ma la domanda è: vogliono vincere o no sti francesi? Non è da eurovision, a mio parere.

Ethno Jazz Band Iriao è invece il gruppo musicale che rappresenterà la Georgia. Gruppo che suona e si esibisce insieme dal 2013 prendono il nome dalla famosa frase “iriao-uruao” che viene dal famoso canto dello yodeling in stile Krimanchuli della tradizionale musica polifonica georgiana. E infatti il brano che porteranno in gara è un più moderno adattamento dei canti polifonici misti a musicalità celtiche in sottofondo, davvero un bel brano… ma non lo vedo in finale.

La moderna Germania schiera il suo Michael Schulte in campo. 28enne ricciolino e dallo sguardo tenero misto a porcellone, è un giovane che è stato scoperto grazie a YouTube dove si è conquistato un pubblico che gli ha regalato oltre 50milioni di visualizzazioni e 200k subscribers. Nel 2011 viene scoperto da Rea Garvey che lo porta ad esibirsi al Kieler Woche Festival sulla costa Baltica e sempre grazie a Rea è nato il pezzo Carry Me Home, che entrata da subito alla posizione numero 8 della Chart Tedesca di quell’anno. Da allora il ragazzo ne ha fatta di strada e si presenta ad Eurovision Song Contest 2018 con una canzone – You Let Me Walk Alone – che è un misto tra una ballata ritmata e un sound pop semplice da intonare ma di effetto. Potrebbe entrare in finale, sì sì! Ah no, aspetta! E’ in finale di diritto.

La Grecia questa volta ha scelto di schierare la bella Yianna Terzi, figlia d’arte – entrambe i genitori musicisti e cantanti – ha lasciato la Grecia 9 anni fa per stabilirsi negli Stati Uniti dove continua a studiare con artisti, anche vincitori di Grammy, per poter rendere la sua arte musicale qualcosa di unico e portarla ad un altro livello (parole dell’artista). Il brano in gara si intitola “Oniro Mou”, del tutto in lingua greca moderna ci trascina in un sogno ad occhi aperti, anche se non capite una cippalippa di quello che dice la cantante, e in un istante ti trovi nella Creta dell’antica Grecia, a vedere approdare navi vittoriose e ad assaporare l’arrivo della gioia della festa. Tranquilli, la cosa peggiore è che sto scrivendo queste parole senza essere sotto effetto di droghe o alcohol.

E dulcis in fundo per oggi ci sono loro, gli AWS, questi bei ragazzoni Ungheresi, portatori sani di Palinka nel sistema linfatico, si descrivono come una Band Metal Moderna e dotata di parecchio Stile. La Band si è formata nel 2006 nella scena underground di Budapest quando gli artisti erano poco più che dei teenagers. Le loro musiche si caratterizzano per le loro esecuzioni vigorose, cariche di trasporto e soprattutto per gli improvvisi ed inaspettati cambi ritmici che si usano nel metal, nel rock psichedelico e in quello alternativo di oggi. La loro è una band solida che ha girato in più paesi stranieri e che è molto apprezzata dagli appassionati di questo genere musicale… ma sarà che a me sembra solo urla e musica assordante. Ridatemi Freddy!!!

Tra questi 10 chi è l’artista che preferite di più? Dicetecelo con un tweet usando gli ht #ESC2018 e #Titina18

Ciaoio!

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.