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Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.3

E dopo aver scoperto le prime 20 canzoni in gara a questo Eurovision 2018 con questi articoli 1 e 2, ci prepariamo a scoprire, assaporare e conoscere le prossime 10 in gara.

Iniziamo il tour dalla nordica Islanda, e a rappresentarla abbiamo il 19 enne Ari Ólafsson, che già solo per avere nel suo cognome il nome di Olaf di Forze merita di arrivare in finale, ma consociamolo meglio. Inizia a cantare giovanissimo e con la sua voce calda riesce a conquistarsi molti ruoli in musical al National Theatre of Iceland. Nel 2015 ha partecipato a The Voice Of Iceland ma non ha vinto. Grande fan di Eurovision Song Contest si presenta con una canzone che mi riporta molto agli anni 90 dove il pop si fondeva a ballate romantiche, il tutto condito da una voce calda, potente e pulita, ma con molta onestà la vedo difficile che arrivi in finale.

Spostiamoci così nella mia amata e verde Irlanda e chi la rappresenta quest’anno? Il bel Ryan O’Shaughnessy. Ryan nasce nel 1992 in una famiglia di musicisti e già all’età di 8 anni inziò a recitare nel ruolo di Mark Hlapin nella soap opera prodotta dalla rete televisiva nazional, Fair City. Nel 2013 partecipa alla competizione nazionale messa sempre in piedi dalla RTE (tv nazionale) vincendola e addirittura battendo il coach di The Voice of Ireland, Brian Kennedy. Si presenta a ESC2018 con una canzone romanticissima, dove le corde della chitarra risuonano chiare, continue e profonde accompagnate da una voce che ti entra dentro, il tutto con un sottofondo musicale nel quale riecheggiano echi celtici. Una canzone che ricorda molto quelle delle serie tv tipo Dawson’s Creek, per il modo in cui ti entra in testa, e che può arrivare in finale senza grossi problemi.

Una dietro l’altra le nazioni che preferisco, e arriviamo in Israele, paese bellissimo e baciato dal sole, unica e vera democrazia in tutto il medio-oriente, destinazione preferita dal turismo LGBT internazionale, e a rappresentarla quest’anno abbiamo Netta! Bellezza curva che canta un personale inno alla femminilità e all’importanza di credere in se stesse nonostante tutti e guardare avanti a testa alta! Netta ha un passato musicale di forte sperimentazione tanto che nel 2016 ha co-fondato un’assemblea di cantanti improvvisatori chiamata The Experiment. Nel 2018 ha partecipato all’edizione di HaKokhav haha L’Eurovizion (La prossima Star per Eurovision) vincendola alla grande. Una curiosità sulla canzone: è stata scritta da Doron Medalie, uno dei più famosi compositori di successo israeliani, per intenderci quello che ha scritto questo capolavoro qui. Raga, che questa volta e dopo Dana International si riesca riportare Eurovision in Israele? Credo sia proprio la volta buona!

Conosciamo tutti la canzone che il Duo Sanremese #MetaMoro ci ha regalato durante Sanremo 2018 e per l’Italia saranno loro a rappresentare il nostro Tricolore. Siamo già in finale, you know, ma a detta del duo ci saranno dei pezzi tradotti proiettati sugli schermi dietro di loro ma la canzone resterà com’è nata: in Italiano. Buona fortuna a noi!

Dalla Lettonia con furore c’è che di Lettone non ha il nome: Laura Rizzotto con la sua Funny Girl. Nata in Brasile, da padre Lettone e Madre brasiliana di origini portoghesi, Laura ha scritto il suo primo pezzo alla tenera età di 10 anni. A 15 anni ha iniziato a fare spettacoli nella scena musicale di Rio De Janeiro e il suo primo disco ha visto la luce un solo anno dopo e Made In Rio viene pubblicato nel 2011. Artista che ha calcato scene internazionali si presenta a Eurovision 2018 con una canzone dai ritmi che si alternano tra sostenuti, calmi e poi di nuovo profondi e ancora più appassionanti. Ascoltandola ad occhi chiusi ci si immagina in una scena importante di uno dei tanti film di 007. Un tema forte, quello trattato in questa canzone, una donna che dopo varie peripezie a amori sbagliati riprendere in mano la sua vita e guarda avanti a testa alta. A me la canzone piace davvero tanto, non so perché ma l’ho immaginata illuminata sul palco come la bella Conchita Würst.

Ieva Zasimauskaitė è invece la rappresentante della Lituania. Ieva con i suoi 24 anni ha già collezionato un buon numero di successi come cantante professionista. ha iniziato a suonare il piano quando aveva soli 6 anni e da sempre è grande fan dell’Eurovision Song Contest tanto da partecipare come corista al Junior Eurovision Song Contest 14 anni fa. nel 2012 arriva seconda a The Voice of Lithuania ed è scrittrice e produttive musicale per X Factor Lithuania. La sua canzone di ESC2018, When We’re Old, è una romantica canzone dalla musica dolce e dalle note che sanno di primo innamoramento che ti fa sognare di invecchiare con chi ti sta accanto in quel momento. Una voce pulita, una voce donna e sensuale, ma non vince. Ê un qualcosa di già troppo sentito.

Scrigno del Mediterraneo ed ex colonia Inglese, Malta si fa rappresentare dallo sguardo ammaliante di Christabelle che si presenta in gara con Taboo. É una carrellata di giovani quella di oggi, anche lei del 1992 ha iniziato a cantare e ad esibirsi all’età di 3 anni arrivando ad essere una stella della TV Maltese nei suoi anni “teen” in programmi per bambini, decidendosi così a investire le sue forze negli studi musicali. Ha rappresentato varie volte il suo paese in diverse edizioni di Junior Eurovision Song Contest. La canzone in gara è un susseguirsi di ritmi tribali, tamburi che ti incitano ad alzarti e ballare, sentendoti forte, rinvigorito e pronto a conquistare il mondo con la musica. Mi ricorda Rihanna in Where Have Been… ma mi piacerebbe molto vederla in Finale, ci sta tutta questa canzone.

E dalla Moldavia arrivano loro, il trio Folk-pop DoReDos, formatosi nel 2011. Indovinate un pò? Il loro nome è formato dalle prime due note della scala musicale… che originalità! Marina è del 1986 e viene da una famiglia di Musicisti, Eugeniu Andrianov è del 1993 (quello sbarbato per intenderci) e ha cominciato a cantare quando aveva solo 10 anni. Nel 2013 è arrivato secondo al Slavianski Bazar Song Festival in Vitebsk, Bielorussia. Mentre Segiu Mîta, anche lui del 1993, (quello con la barbetta) a differenza dei suoi colleghi ha un passato meno spettacolare ma con la sua bravura e volontà si è diplomato all’Accedemia di Musica Nazionale nel 2014. La loro è una canzone che mi ricorda ritmi troppi già sentiti, cliccate qui per capire a cosa mi riferisco, è la classica e ben piazzata cafonata all’Eurovision Maniera. Dopo la band dello scorso anno hanno provato a puntare più in alto… ma dall’alto le facciate potrebbero fare più male.

Cosa mai ci avrà riservato il Montenegro per questa edizione di ESC 2018? vanta Radonovic, classe 1982, è una star acclamata nel suo paese dove cavalca la scena musicale da ben 14 anni. La canzone, interamente in lingua montenegrina, è un classico della tradizione musicale del paese, ricorda musiche già ascoltate, ma la presenza degli archi, e il crescendo musicale che si ha verso il finale la rendono un bel pezzo da ascoltare, la sera, sul divano, in sottofondo mentre leggi un libro, ma non è da vedere sul palco dell’Eurovision 2018.

Sì, cocche, ritorna proprio lui – più cresciuto e gnocchetto – dalla Norvegia, il violinista che ha fatto innamorare il mondo, il twink Norvegese delle “fairytales” Alexander Rybak, nato in Bielorussiona nel non lontano 13 Maggio del 1983 (compie gli anni proprio nel periodo di Eurovision), ha iniziato la sua carriera davvero presto, dopo che a 5 anni con la sua famiglia si è spostato ad Oslo. Nel 2009 Alexadre è diventato famoso con la sua Fairytale vincendo l’Eurovision Song Contest 2009, e da allora la sua carriera musical è voltata alta. Si ripresenta ad ESC con una canzone davvero carica di beat, rythm&blues, un wanna-be Michael Jackson misto a Bruno Mars. Canzone che fa molto appeal, che ti fa venir voglia di ballare e divertirti, un inno alla musica, quella spontanea e che ti fa star bene. Una canzone che può facilmente arrivare in Finale.

Ora però dai, siamo curiosi di sapere il tuo pezzo preferito!

 

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.