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Eurovision 2018 con #Titina18: scopriamo le canzoni in gara – pt.4

Questo giro di boa è stato lungo e ancora di più lo è quello che ci separa dal traguardo, ma credetemi che vale davvero la pena dedicare 2 minutini ad onguno degli artisti in gara a questo Eurovision 2018, e dopo aver conosciuto 30 talenti nella pt.1, pt.2 e pt.3 di questa rubrica, siamo ora pronti a conoscere gli ultimi 13 talenti in gara. E sapete chi è che quest’anno fa il suo grande ritorno? La Russia… ma ne parliamo più in basso.

Ora, pronti, cuffie e volume a palla! Si parte per un viaggio musicale in giro per l’Europa (quella allargata di Eurovision, ovviamente).

Ci eravamo fermati prima di arrivare in Polonia, ed eccoci ora a Krakovia, una fantastica città che vibra di cultura, di musica, di innovazione e sperimentazione. Ed è proprio l’ambiente in cui vive Gromee, classe 1978, dallo sguardo di quello che sa il fatto suo, ogni anno sa regalare hit disco e pop che raggiungono milioni di visualizzazioni e di ascolti. Ha deciso di presentarsi in un featuring davvero interessante: ad accompagnarlo e ad esibirsi con lui sul palco di ESC2018 Luka Meijer che fa da sempre della sperimentazione musicale il suo motto di vita. La loro canzone è un semplice ma accattivante pezzo disco-pop che sa di estate, di sole e salsedine, di quelle risate fatte con amici in riva al mare senza mai preoccuparsi del tempo che scorre. Un pezzo che merita la finale.

Finalmente si arriva nel mio amato Portogallo, l’ingresso Ovest della nostra Europa, paese magnifico ricco di storia, tradizione e con una politica di integrazione LGBTQ davvero all’avanguardia. A rappresentare questo paese è Cláudia Pascoal che gareggia con la sua O Jardim (tr. il Giardino). Claudia ha fatto della musica la sua più grande ragione di vita. Non è nuova al piccolo schermo: ha infatti presentato per anni il talkshow per teenagers “CurtoCircuito”, ha partecipato ad Idolos (la versione portoghese di American Idol) nel 2015 e a The Voice of Portugal nel 2017 arrivando finalista. Si presenta con una canzone interamente in portoghese (e questo abbiamo scoperto non essere un impedimento alla vittoria, grazie a Salvador Cabral), una ballata romantica, un testo dolce, dai ritmi calmi, il tutto accompagnato da una voce pulita, forte e sensuale. Ci piace proprio tanto!

Dalla Romania arrivano loro, THE HUMANS, un gruppo che lavora e suona insieme già da tempo che si presenta in gara con un pezzo in inglese dal titolo Goodbye. I membri della band sono Adi Tetrade, Alin Neagoe, Alex Matei, Alex Cismaru, Corina Matei and Cristina Caramarcu che è la voce solista e leader della band.Non hanno una grossa storia internazionale ma sono molto conosciuti e apprezzati nel loro paese. Una canzone che ha delle sorprese: inizia con una musica dolce, quasi da love song, la voce solista che sale di tono e di intensità e subito i bassi, le batterie e il violoncello che insieme si mischiano e danno vita ad un pop-rock davvero molto piacevole, che arriva all’orecchio forte e pulito. Una bella canzone che si lascia ascoltare più e più volte sempre con piacere. Potrebbe arrivare in finale, ma non piazzarsi tra i primi 10.

La Russia rientra, ci riprova dovo aver boicottato l’edizione dello scorso anno perché tenutasi in Ukraina. A rappresentarla Julia Samoylova, classe 1989 Julia è sulla sedia a rotelle da quanto era bambina, è stata finalista ad X Factor Russia e ha cantato all’apertura delle Paralimpiadi di Sochi nel 2014. Una canzone profonda, un testo forte, un inno alla vita perché anche nel momento più oscuro non bisogna arrendersi. Ho la netta sensazione che la Russia le stia provando tutte per intenerire il pubblico e ci porta sul palco una cantante che è davvero brava, ma che essendo in sedia a rotelle potrebbe diventare un po’ “quel caso umano” che faccia scogliere anche il cuore più freddo. La canzone è molto orecchiabile, e ho anche paura che arrivi in finale dando del filo da torcere a parecchie nazioni in gara. Vi prego amiche, non portiamo Eurovision a casa di Putin che siamo fritte poi.

San Marino ci riprova anche quest’anno e dove va a pescare le sue cantanti? Una la prende a Malta e una in Germania. Jessika Muscat, maltese e classe 1989, è una cantante che di talento ne ha da vendere, e sin dal 2012 ci prova a farsi scegliere da Malta come rappresentate ad Eurovision ma NIENTE, per quanto ci abbia provato anche con duetti e trii non è mai riuscita ad essere selezionata. Jennifer Bring è invece una millenial classe 1996 che da Berlino è approdata a San Marino (how?) per rappresentare lo stato a Eurovision 2018. Jennifer è un’abilissima rapper che è si è fatta consocere dal pubblico attraverso youtube. La loro canzone a ESC2018 ha un bel testo, importante contro ongi discriminazione, ma è fatta da ritmi, ritornelli che hanno troppo di già sentito e risentito. Se arrivano in finale non mangio nutella per 2 settimane.

Dalla Serbia arrivano loro: Sanja Ilić & Balkanika. Il gruppo si presenta in gara con una canzone tutta in Serbo. Lo stile musicale di Balkanika è un suono originale combinato con elementi di musica proveniente da ogni parte del mondo basati sul potente ritmo nativo dei Balcani mescolato con approcci e una sensibilità moderni. Negli ultimi anni, la band ha organizzato concerti di successo in tutto il mondo, tra cui la Russia, gli Stati Uniti e persino fino alla Corea del Sud. Una canzone dalla musica emozionante, classica delle musiche Balcaniche, ma qualcosa ancora non mi convince nemmeno al 5° ascolto… chi mi aiuta a capire cos’è?

Dalla Slovenia arriva lei, la bella Lea Sirk, che non è affatto nuova ad Eurovision, e che si presenta in gara con la canzone “Hvala, ne!” (tr. No,Grazie!) Lea ha studiato al Conservatorio di musica di Ginevra e ha suonato in diverse orchestre partecipando a diversi seminari in tutta Europa. Lea Sirk ha completato i suoi studi universitari presto e con lode. Ha anche preso un master con lode, due anni più tardi ed è diventata Master of Arts in Specialized Music Performance. Dicevo che Lea non è nuova ad Eurivision, infatti ha già calcato quel palco come corista nel 2014 con Tinkara Kovač e nel 2016 con ManuElla. Dopo qualche anno la Slovenia riporta in gara un pezzo tutto in sloveno. Una musica quasi psichedelica apre la canzone e Lea si fa spazio con la sua voce, solo che il ritmo di sottofondo mi ricorda troppo pezzi di Ariana Grande. La canzone è bella, ma troppo già sentita. Però tranquilla Lea, ce la vedo sta canzone in tutte le disco gaye della Slovenia.

Dalla Spagna con furore arriva il duo formato da Amaia e Alfred che portano in gara la canzone dal titolo Tu Cancion (tr. la tua canzone)…. menomale che il titolo non è in inglese altrimenti mi puzzava già di plagio. Amaia Romero e Alfred García sono vincitori e finalisti dell’ultima edizione del talent show televisivo spagnolo Operación Triunfo, (sì, in Spagna hanno ancora questo programma!) e questi due hanno un dono speciale; un talento innato che incanta il loro pubblico. Tu Canción è la trasposizione in musica e parole della storia d’amore di Amaia e Alfred. La canzone tenta di catturare e farci riprovare tutte quelle emozioni che si sentono quando ci innamoriamo: la farfalle nello stomaco, l’ansia del “perché non chiama” e la felicità che ci rende come dei dementi quando sappiamo di dover vedere la persona che amiamo. Sono già in finale, vero, però è troppo smielata… e il guaio è che mi piace tanto!!!

Benjamin Ingrosso, sono tuo, mio bello Svedesone dalle origini Italiane! Ora, ormonella a parte, dalla Svezia arriva lui Benjamin Daniele Wahlgren Ingrosso classe 1997, avete capito bene, è maggiorenne quindi va bene, e nonostante la sua giovanissima età, questo ragazzo ne ha fatta di strada. Nato in Svezia alla periferia di Stoccolma e cresciuto con un forte legame con la sua eredità italiana, Benjamin non ha tardato a trovare il suo mondo in quello dello spettacolo. Pianista e chitarrista autodidatta passa la sua prima infanzia anche a studiare canto. E ha fatto benissimo, perché all’età di nove anni aveva già firmato il suo primo disco d’oro. In questo momento Benjamin è uno degli artisti pop maschili svedesi più popolari. Con oltre 25 milioni di stream Spotify e raggiungendo 1x Platinum e 3x Gold con i suoi singoli. Benjamin’s Dance You Off fa esattamente quello che suggerisce nel titolo, un groove incalzante che ti porta a ballare, muoverti e sudare con felicità dalla prima nota! Lasciatemolo dire… mi ricorda molto Justin Bieber… ma mi piace lo stesso!

ZiBBZ è il duo indie-pop che rappresentà la Svizzer a questo ESC2018 con la canzone Stones. Tra loro fratelli, Corinne e Stefan Gfelle sono originari di Zurigo ma sono attivissimi nella scena musicale di Los Angele. Stones è una canzone vivace che Coco, 32 anni, e Stee Gfeller, 30 anni, hanno scritto insieme al cantautore canadese Laurell Barker. Ha un messaggio chiaro. I fratelli vogliono far vergognare quei codardi che fanno i prepotenti con gli altri e fanno appello a tutti noi affinché gli altri vivano nel modo in cui vogliono vivere e si metta fine al bullismo. “Il bullismo impedisce alle persone di sognare, di essere il loro vero sé, e di vivere veramente la vita: accade nel cortile della scuola, su internet, sono tutte una forma di bullismo”, secondo ZiBBZ. La canzone ti cattura, ti coinvolge e ti fa cantare. Ce la vedo davvero bene in finale.

Dalla tulipanosa Olanda arriva, anzi Ritorna lui: Waylon che dopo aver partecipato ad Eurovision Song Contest con The Common Linnets nel 2014 si riprensenta quest’anno con un brano tutto suo, dove la sua voce e il suo stile inconfondibile vengono fuori e si fanno sentire … e anche tanto. Classe 1980 Waylon ( vero nome Willem Bijkerk) inizia a calcare i palchi internazionali molto giovane. Quando aveva 18 anni, infatti, ricevette una telefonata dal suo eroe, Waylon Jennings, che lo invitò a lavorare con lui a Nashville. Sfortunatamente il cantante country è morto nel 2001, dopo di che Waylon è tornato in Olanda. Il suo brano di quest’anno “Outlaw In ‘Em” è un classico della musica country-rock americana, il tutto accompagnato da una voce forte, graffiante e potente. Bella sì… ma non da Eurovision.

Dal paese che l’anno scorso ha ospitato Eurvosion Song Contest, l’Ukraina, arriva lui, il ragazzo dagli occhi magnetici e profondi, Melovin e si presenta in gara con un testo tutto da ascoltare: “Under the ladder”. Il progetto MELOVIN è iniziato a Odessa nel 2012. Il nome deriva da una combinazione della festa di Halloween e il cognome dello stilista britannico Alexander McQueen. MELOVIN ha fatto una serie di tentativi  in diversi talent show popolari come Ukraine’s Got Talent e The X Factor. Nel 2015, l’artista diviene finalmente unp dei partecipanti della sesta stagione di The X Factor in UKraina e alla fine riesce addirituttra a vincerlo, tutto questo a soli 18 anni. MELOVIN ha anche partecipato due volte alla selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest. Nel 2017 è arrivato terzo e quest’anno ha vinto con la sua canzone Under The Ladder. MELOVIN non solo ha eseguito la sua canzone ma ne ha curato anche le coreografie e le scenografie. L’artista afferma che deve la sua vittoria nella selezione nazionale, tra le altre cose, al supporto attivo dei suoi fan. La canzone è proprio bella da ascoltare, ritmi incalzanti che ti spingono a muoverti e a cantare con lui, chissà chissà che quest’anno, proprio i suoi fan, daranno del filo da torcere ad Israele e tenteranno di riportare Eurovision in Ukraina.

E dal Regnu Unito, dulcis in fundo a questa carrellata di artisti, troviamo lei, SuRie.

La carriera musicale di SuRie è iniziata in giovane età, come solista della HRH Princes Charles alla Royal Albert Hall. Persa  nei suoi libri da bambina, una giovane SuRie creativa ha spesso tentato di scriere racconti e poesie, testi che rapidamente diventavano canzoni. Il suo stile musicale di piano pop è influenzato da cantautori di pianoforte come Tori Amos, Regina Spektor, Billy Joel e Alicia Keys. Più recentemente è stata anche ispirata dalla storia poetica e cinematografica di Emiliana Torrini, Ry X, Agnes Obel e Imogen Heap.
Combinando i nomi Susanne Marie, SuRie è una musicista di formazione classica e si è laureata alla Royal Academy of Music di Londra. SuRie è stata recentemente appuntata Associated of Royal Academy of Music, un riconoscimento conferito agli ex studenti per il loro significativo contributo alla professione musicale.E il suo tocco classico, pulito, preciso e moderno non tarda a farsi sentire sin dalle prime note. Una canzone che se anche non fosse stata in finale per diritto, avrebbe avuto tutto il diritto di esserci e classificarsi alta. Una cazone, Storm, dal ritmo crescente e dal testo che ti spinge a non arrenderti mai, a non rinunciare ai sogni di bambino che ti accompagnano ancora oggi, perché quel bambino che è in noi può davvero salvarci ancora oggi e farci vivere una vita più felice, nonostante tutto.

E ora però dimmi: CHI VUOI CHE VINCHEEEEE!!!!!?!?!?

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.