/#Eurovision2017: la top 5 definitiva #EuroTitina

#Eurovision2017: la top 5 definitiva #EuroTitina

La seconda semifinale dell’Eurovision 2017 è appena terminata e noi del Punto H, ancora super eccitati dal live tweeting infuocato che ci ha regalato non poche soddisfazioni (Francesca Cipriani che ci tagga in primis), siamo pronti a stilare la nostra top 5 definitiva, al netto degli esclusi.

Prima però tre brevi premesse:

  • l’Eurovision di quest’anno è un filo sottotono, pochi brani trash memorabili; tante, troppe ballads; troppi, troppi vestiti bianchi; poche, pochissime performances memorabili; pochi manzi…
  • alcune esclusioni gridano vendetta (Macedonia, Montenegro, Estonia…)
  • continuate a Twittare utilizzando anche l’hashtag #EuroTitina, ne va della vostra partecipazione al concerto delle Little Mix del 30 maggio qui a Milano!

Ma ora passiamo alla nostra top 5, che ovviamente non prende in considerazione il nostro Francesco Gabbani, che stramerita la medaglia d’oro.

5. Portogallo: Salvador Sobral – Amar Pelos Dois

Freak, originale, sognante, in lingua originale. Tutto, in Salvador, è un azzardo più che riuscito. Una canzone dolce e sognante, disneyana, assolutamente fuori dagli schemi di Eurovision e per questo vincente.

4. Bielorussia: Naviband – Story Of My Life

Un pezzo in lingua originale a metà tra il folk e il country. Loro due sono usciti da una fiaba e mettono una gran voglia di ballare e sorridere. Una bomba di felicità che merita un bel posizionamento.

3. Francia: Alma – Requiem

Nei pochissimi minuti in diretta la bellissima Alma ha mandato Twitter in visibilio. Il pezzo poi, un tango che mixa francese e inglese, è super catchy. Per una volta possiamo mettere da parte l’astio coi cugini francesi e sperare nel podio per la bella Alma.

2. Moldavia: Sunstroke Project – Hey Mama

Spazio a trombette e produzioni super trash per la Moldavia, che coi tre tizi armati di sax e trombette sono capaci di risvegliare un Eurovision altrimenti a rischio palpebra pesante. Se i nostri DJ guardassero l’Eurovision la dovremmo ascoltare in tutte le discoteche d’Italia durante l’estate.

1. Romania: Ilinca, Alex Florea – Yodel It!

Rap e yodel? Nella stessa canzone? Questa sì che è avanguardia pura! Bravissimi i due giovanissimi rumeni che hanno saputo creare quell’alchimia tipicamente eurovisionaria che sarà ricordata per tante, tantissime stagioni a venire. Strameritano la medaglia d’argento!

Menzione d’onore, infine, a diversi manzi, che magari non hanno portato pezzi super memorabili ma che ci riempiono gli occhi di gioia. Sto parlando di IMRI, l’isreaeliano di I Feel Alive; lo svedese Robin Bengtsson con la sua I Can’t Go On, il cipriota Hovig con Gravity e il norvegese JOWST che con Grab The Moment ha portato un bel pezzo elettronico. Tutti e quattro hanno portato canzoni poco inferiori a quelle in top ten, per cui, anche solo per la bonaggine, starebbero benissimo sul podio, però sotto a Francesco Gabbani.