Fontana contro Spadafora: “siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma ed un papà”

Il 30 giugno a Pompei si è tenuto il Pride, uno degli ultimi del mese per la penisola italiana, a cui hanno partecipato anche la senatrice Monica Cirinnà ed il sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora.

“Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del governo” ha detto Spadafora “So che in una parte del governo non c’è la stessa sensibilità ma l’Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di governo non ci sono questioni riguardanti il mondo LGBT, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto. Nei prossimi giorni parlerò con il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, sono sicuro che non ci sono pregiudizi”.

Ed invece i pregiudizi ci sono eccome: Fontana ha subito messo le mani avanti su un post di Facebook affermando “Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e che sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione”, per poi esprimersi in termini ancora più duri da Pontida, dove ha affermato che “al governo abbiamo cercato di portare un po’ di buon senso” e che “abbiamo detto cose banali, che un bimbo ha diritto di avere una mamma e un papà, ci hanno detto che siamo retrogradi, clericali” per poi citare San Pio X, esponente di quella chiesa che non dovrebbe influire nella politica, dicendo “Quando vi dicono queste cose siatene fieri. E noi siamo fieri di dire che ci devono essere una mamma e un papà”.

Per quanto le numerose affermazioni omofobe del ministro incontrino sempre una forte opposizione sui social, molti anche sono gli italiani che le supportano a pieno, come dimostrato dalla manifestazione in difesa della cosiddetta “famiglia tradizionale” di Forza Nuova davanti al Santuario della Beata Vergine del Rosario, proprio durante il Pompei Pride, nella quale hanno pregato con dei rosari in mano.

La chiesa ha difeso l’azione sostenendo che, pur rispettando coloro che sono discriminati, le unioni tra persone dello stesso genere non possono essere affatto comparate al matrimonio ed alla famiglia”; un esponente del partito invece, Salvatore Pacella, ha invece detto che si sta festeggiando qualcosa che “non so neanche cosa sia”.

Le affermazioni di Fontana sono le ultime di una lunga serie che mantiene la stessa linea: intransigenza verso la comunità LGBT che punta a fermare le iniziative comunali a favore di questa, mantenendo l’incertezza sul futuro delle famiglie arcobaleno in Italia.

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