Freakend – Le notizie della settimana: DDL Cirinnà e molto altro

Da una uggiosa Milano vi immagino comodamente sformati sul divano intenti a scrollare la home dei vari social, a scattare magari qualche selfie e, più in generale, ad annoiarvi tranquillamente; tipica scena domenicale di questa prima settimana febbraiola che ha toccato picchi altissimi d’interesse comune e/o comunitario: dall’esplosione del botulino della pensione dove soggiornava Gabriel Garko all’uscita di Anti di Rihanna e di Formation di Beyoncé fino ad arrivare a Madonna che pubblica una sua foto salvo poi scoprire che quella immortalata altri non è che Paola Barale.

Ma su tutti è un solo argomento che ha tenuto vivo il dibattito per un’intera settimana, parlo ovviamente del discussissimo DDL Cirinnà che ha finalmente avuto modo d’approdare in Parlamento per quelle che sembrano essere delle eliminatorie in questo “sport” molto spesso subdolo che è la politica.
E’ successo un po’ di tutto in quel di Roma, tra senatori (la S minuscola è d’obbligo) che lasciano l’aula tra l’annoiato e l’infastidito, altri rappresentanti dello stato contadino – e non me ne vogliano i contadini – che citano versetti biblici e improbabili inglesismi (STEP CIAIL ASSOSIESHON) all’interno del SE-NA-TO della RE-PUB-BLI-CA.
Ma andiamo per gradi, cercando di inserire il meglio che ne è uscito fuori, che poi sarebbe pure l’unica parte interessante da citare, senza aggiungere nessun commento, perché questi video non lasciano spazio al superfluo:

Il discorso della firmataria del Decreto: Monica Cirinnà

Il discorso del Senatore Bondi

La Nugnes e il nostro ritardo

La commozione della vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli

Questo dunque dà modo di rispolverare la speranza in una bella classe politica che lotta per l’uguaglianza del Paese che governa: tutto insomma sembra andare liscio fino a quando proprio ieri, il comico Beppe Grillo, mascotte del M5S se ne esce con una battuta che davvero fa ridere in pochi:
Dopo averla menata infatti per mesi dicendo a tutti che la legge andava votata per intero e senza cambi e compromessi, una mattina si sveglia e decide di affidare ai suoi pupilli il voto secondo coscienza: perché sembra giusto scegliere in coscienza cosa è giusto che due persone che probabilmente mai conoscerò facciano della loro vita. E’ naturale che sempre secondo coscienza debba decidere se due persone davvero sono in grado di amare e decidere per loro come e in che modo farlo. A me pare voto secondo GUSTO  e non COSCIENZA, sicché il tutto rende improvvisamente instabile tutto l’iter stesso della legge che rischia adesso di non passare ai voti, fatto che scatena la gioia di Alfano e simili e addirittura scomoda le dita del McQueen del nostro Parlamento, Formigoni, che attraverso un tweet non solo chiama poverini quelli che ancora una volta vedono del fango lanciato addosso alla loro persona, ma li apostrofa pure con la parola CHECCHE.
Ora, lascia che ti dica una caso, Roberto (spero non ti offenda se ti parlo usando la seconda persona): non credo sia necessario che sia io, un 24enne, a ricordarti che il ruolo che ricopri nella nostra società dovrebbe importi un linguaggio consono a tale carica; è vero che siamo in Italia e si può tranquillamente dire “meglio Fascista che frocio” o dare dell’handicappato davanti ad una telecamera e farla franca senza conseguenze; tu ti sei difeso dicendo che ti riferivi a gente specifica e non parlavi in generale. Sei sicuro che questo cambi la situazione? Mi stai dicendo quindi che ti senti autorizzato a scrivere un tweet in risposta ad un tuo collega definendolo TESTA DI CAZZO? Perché sì, caro mio, quello che hai usato è un vero e proprio insulto e non trovo nessuna differenza tra quello usato da me e quello usato da te. E tu credi che sia carino vedere un politico che dovrebbe rappresentarmi usare degli strumenti social come un qualsiasi adolescente? Bada bene che non sto parlando col Formigoni persona, ma col presidente della commissione agricoltura al Senato. A me non interessa quello che fai a casa col tuo coinquilino quando finisci di lavorare, non mi importa quale camicia a motivi floreali sceglierai di indossare per i giorni dispari, davvero, non mi riguarda. A me importa che dall’alto della tua carica PORTI RISPETTO A CHI, IN UN MODO O NELL’ALTRO TI RIEMPIE IL PORTAFOGLI. Perché, caro mio, nessuno qui vuole strumentalizzare nulla, chiunque è in grado di leggere e quel CHECCHE non insulta solo la gente che ti circonda e alla quale ti riferivi, ma ferisce chiunque continua a vedere trattata la propria vita come un dibattito continuo, come un gioco dove sono altri a decidere se sono meritevoli di viverla.
Perché non si può pretendere che si continui a fare silenzio dopo ANNI di scherni, risa, insulti e insabbiamenti e adesso i più non ci stanno e sì, se decidi di insultare un singolo, stai insultando TUTTI.
Quindi, la prossima volta che decidi di cliccare il tasto azzurro, assicurati di aver ponderato bene, ricordati cosa rappresenti e ricordarti soprattutto che le parole hanno un peso, come lo hanno pure le conseguenze.
PS: l’isterismo che hai riscontrato fidati che è passeggero e ti si può perdonare dopo tutto, perché tra qualche anno le cose cambieranno in meglio e stai tranquillo che rileggendo questo tuo tweet sicuramente mi verrà da sorridere.

 

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