Genova, primo minorenne FTM in Italia

Storica sentenza del tribunale di Genova che approva la transizione di Alessio, primo minorenne italiano FTM (da donna a uomo) che potrà sottoporsi prima dei 18 anni ad un intervento chirurgico per il cambio definitivo del sesso e cambiare il proprio nome anagrafico. L’intervento sarà sostenuto economicamente dallo Stato per “assicurargli il benessere psicofisico”.

La sentenza è stata depositata a due anni dal ricorso dei genitori per dimostrare la disforia di genere del figlio (il provare una dissonanza tra la propria identità di genere ed il proprio sesso biologico), così da poter ottenere di andare avanti con il processo di transizione in Italia, processo cominciato a Barcellona (dato che in Italia senza sentenza sarebbe stato illegale) quando Alessio aveva 14 anni con la terapia ormonale, ottenuta con il via libera dei medici italiani che lo hanno seguito dall’inizio della transizione attraverso una struttura pubblica dell’ospedale San Martino di Genova, ed a 15 anni con la mastectomia.

I genitori non si trovavano in tribunale quando è arrivata la sentenza, ma la madre ha raccontato di aver “pianto per mezz’ora di fila […] Quando l’avvocato mi ha scritto un sms dicendo che ce l’avevamo fatta, che i giudici ci avevano dato ragione al 100% mi si è quasi fermato il cuore. Ale era felicissimo”.

Il giudice ha riconosciuto questa disforia, sostenendo che “Il sesso è un dato complesso della personalità, determinato da un insieme di fattori, dei quali dev’essere agevolato o ricercato l’equilibrio”.

La sentenza è stata rafforzata anche dai pareri dello psicologo e dell’endocrinologo, che hanno sostenuto che Alessio “presenta una disforia di genere, non secondaria a condizioni di disturbo psicopatologico. L’identificazione con il sesso maschile è evidente e non appare legata a qualche presunto vantaggio culturale derivante dall’eventuale riattribuzione. Durante gli incontri ha dimostrato una coerenza alla decisione, evidenziando consapevolezza delle conseguenze legali, ma soprattutto affettive e relazionali”.

La madre ha raccontato di come “È favoloso che i giudici abbiano autorizzato l’operazione prima dei 18 anni, non era mai successo”, infatti gli unici tre casi precedenti erano tutti MTF. “La cosa particolare è comunque che tutte le sentenze siano dell’ultimo anno, a dimostrazione di come le cose stiano veramente cambiando. Prima non era così. […] Ieri (22/01) ci siamo già messi nelle liste di attesa per l’operazione, speriamo di essere chiamati il prima possibile. Magari prima degli esami di maturità del prossimo anno. Aspettavamo questo momento da un sacco. Ed è sicuramente un segnale importante per tutti, perché vuol dire che anche in Italia le cose stanno cambiando e che in futuro chiunque potrà sentirsi sempre di più libero di essere sé stesso”.

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