Grindr come esca per rapine e ricatti in Ghana

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Due uomini sono stati arrestati in Ghana per aver usato Grindr per rapinare e ricattare vittime omosessuali.

I sospettati, Philip Larbi e Sam Akai hanno usato Grindr per ingaggiare altri uomini per appuntamenti di sesso per poi minacciarli con un coltello e farsi consegnare denaro e oggetti di valore. I due (in foto sotto) sono stati arrestati dagli ufficiali di Kasoa, nel sud del Ghana, secondo Citi News (newspapare locale).

Philip Larbi e Sam Akai, colpevoli di aggressioni a danni di persone gay

David Agyemang Agyem, il comandante della divisione di polizia di Kasoa, ha detto che i sospetti scattavano foto e video nudi delle loro vittime prima di minacciarli di pubblicarli sui social media se non avessero consegnato loro denaro e oggetti di valore.
“Usavano queste foto e video come esca per chiedere denaro alle loro vittime”, ha spiegato il comandante della polizia.

Agyem ha avvertito che chiunque entri in Grindr in Ghana – dove il sesso gay è illegale e punibile con tre anni di prigione – deve stare molto in guardia.
Il Ghana è un posto pericoloso per la popolazione LGBTQI.
Gruppi per i diritti umani affermano che violenti attacchi omofobi contro le persone LGBTQI sono comuni in Ghana, spesso incoraggiati dai media e dai leader religiosi: e non c’è alcun segno che il Ghana si stia muovendo verso la depenalizzazione dell’omosessualità.

Ad agosto, Nana Akufo-Addo, presidente del paese dall’anno scorso, ha insistito che non avrebbe sostenuto alcuna modifica alla legge attuale.
Parlando al sinodo del 2018 della Chiesa evangelica globale, il presidente ha detto:

“Permettetemi di assicurare che questo governo non ha intenzione di cambiare la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso[…]Non abbiamo autorità e non cercheremo alcuna autorità per farlo.”

La depenalizzazione dell’omosessualità e l’introduzione di matrimoni tra persone dello stesso sesso sono spesso fusi dai politici, della regione e dai media della nazione creando così molta confusione di informazione e tenendo in pugno l’opinione pubblica.

Meno di due settimane dopo il discorso del presidente, è emerso che circa 400 persone in Ghana si erano iscritte a prendere parte a un forum di terapia “curativa” gay.
I partecipanti hanno firmato per ricevere “consulenza” e “aiuto” alla conferenza anti-gay, che aveva come tema: “Esplorare i miti che circondano i diritti LGBT”.

La National Coalition for Proper Human Sexual Rights and Family Values (NCPHSRFV), che gestiva il forum, ha detto nell’aprile dello scorso anno che il discorso del premier Theresa May pro LGBTQI ai leader del Commonwealth faceva parte di un piano occidentale per ridurre la popolazione del continente Africano.

D’altra parte, quando l’ignoranza regna sovrana e la religione ci mette lo zampino, non si va da nessuna parte.

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