/Identità alias per dipendenti transgender del Comune di Udine

Identità alias per dipendenti transgender del Comune di Udine

Immaginate di non identificarvi con il vostro sesso biologico e aver deciso di intraprendere il tortuoso percorso di transizione. Un percorso che non vi porterà subito ad ottenere il risultato finale, ma passerà per cambiamenti fisici intermedi. In linea di massima, anche se il vostro corpo cambierà, i vostri documenti d’identità resteranno invariati. È piuttosto facile immaginare quanto una situazione di questo tipo possa pesare sulla persona, già costretta ad affrontare i numerosi ostacoli. Mentre dentro e fuori dai tribunali si cerca di far emergere l’importanza di permettere al soggetto transgender di chiedere l’adeguamento dei documenti d’identità prima di aver completato il percorso di transizione, a livello locale si tenta di rimediare ad una lesione che si protrae per gli anni che intercorrono tra l’inizio e la fine del percorso. Per la legge italiana, il percorso di transizione si conclude solo con un provvedimento definitivo di rettifica di attribuzione di sesso e nome prevista ex lege.

Dopo la Regione Friuli Venezia Giulia, anche il Comune di Udine ha riconosciuto, per i propri dipendenti transgender che ancora non hanno completato il percorso di transizione, di utilizzare un nome corrispondente alla sua identità di genere, diverso da quello attribuitogli nell’atto di nascita.

Anche il Comune di Udine adotta, quindi, il concetto di identità alias, ponendo al centro della propria attenzione il benessere dei propri cittadini, attraverso un contributo che potrà fornire una tutela, seppur limitata,alle persone transgender. Tale decisione, infatti, rende più concreta la tutela astratta posta dagli articoli 2 e 3 della Costituzione nelle parti in cui prevedono, rispettivamente, il diritto all’identità personale e il principio di eguaglianza. Contrastando in tal modo le discriminazioni di genere, si rende più effettiva la tutela delle pari opportunità e della dignità, nonché del benessere generale, del lavoratore che operi all’interno del Comune.

Non solo i dipendenti, ma anche i collaboratori del Comune di Udine, che stiano seguendo un percorso di transizione potranno chiedere l’assegnazione di un’identità provvisoria e transitoria. In tal modo badge, email e cartellino riporteranno i dati dell’identità alias, che sarà coerente con l’identità di genere del soggetto. Per chiedere l’assegnazione dell’identità alias, il soggetto dovrà presentare istanza alla Dirigenza preposta alle Politiche di Genere, sottoscrivendo un Patto Confidenziale.

La speranza è che anche enti possano seguire l’esempio della Regione Friuli Venezia Giulia, rimediando a livello locale alla disattenzione, ormai non più tollerabile, del legislatore nazionale.