Il partito laburista conferma: donne trans nelle quote rosa delle liste

Quote rosa e Partito Laburista: si apre la strada a donne trans.

Il partito laburista inglese ha confermato la proposta fatta a Marzo di permettere ai candidati del partito di presentarsi per i ruoli di ufficio e nelle liste del genere nel quale si identificano e non quello che risulta sui documenti.

La proposta, controversa anche nel partito stesso, è un passo in avanti importantissimo per la comunità transgender inglese, che ha potuto votare la sua prima candidata transgender al Parlamento, Emily Brothers (labourista), nel 2014 e che negli ultimi anni ha visto un sempre maggiore supporto da parte della popolazione, pur ancora scissa.

Non è, però, un passo avanti gradito da tutti i membri, tra cui David Lewis, che ha sostenuto di essere eleggibile come funzionario di genere femminile in quanto “si auto-identifica donna ogni mercoledì, tra le 6:50 del mattino quando suona la sveglia e mezzanotte quando va a letto”, a sua detta per mostrare al partito e “forse qualcun altro” le falle del sistema adottato e come potrebbero essere sfruttate. In realtà, la sua affermazione non rientra nelle regole del partito (che non prevedono la genderfluidity), ed essendo una falsa dichiarazione è stata causa della sua sospensione e del biasimo di molti esponenti  favorevoli all’inclusione.

La decisione laburista è la conferma di una linea mantenuta da anni, che prende a cuore l’inclusione di tutte le minoranze, comprese le donne e la comunità lgbt+ (anche se di recente si è scatenato uno scandalo legato all’antisemitismo di alcuni membri del partito, tra cui alcuni affermano figuri anche il leader, Jeremy Corbyn), e la dichiarazione ufficiale ha voluto sottolinearlo, soprattutto dopo che 300 donne hanno deciso di lasciare il partito agli inizi di maggio dopo la conferma, ritenendo che, così facendo, un qualsiasi uomo sarebbe potuto entrare nelle liste femminili, vedendo le recenti vittorie della comunità trans come una perdita di spazi e diritti ottenute con le unghie e con i denti e sentendosi discriminate.

La lettera in cui annunciavano le dimissioni affermava “il sesso non è una caratteristica auto-definita, ed è falso che i laburisti fingano che lo sia”, pur sempre sostenendo di non essere transfobiche.

La risposta del partito è stata semplice e concisa: quando si parla di donne si parla di tutte le donne, indipendentemente se cis o trans.

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