Il Punto Seriale – American Horror Story 1984

Una calda estate, un furgoncino con cinque amici che partono verso un camping sperduto nella foresta, affacciato su un misterioso lago. Un sanguinario killer che si aggira nell’oscurità. Che clichè, vero?

Avete ragione, ma d’altra parte, siamo negli spensierati anni 80, decennio che Ryan Murphy e Brad Falchuck conoscono molto bene e in cui hanno deciso di ambientare la stagione 9 di ‘American Horror Story’, intitolata ‘1984’.

Dopo un paio di passi falsi, i due ragazzacci hanno pensato bene di andare sul sicuro e fiondarsi in un filone florido e di tendenza, che ben si presta all’orrore puro. E allora ecco, in questa prima puntata, gli ignari agnellini sacrificali che vanno a passare l’estate in un campeggio senza sapere di avere non uno, ma ben due serial killer alle calcagna. Un escamotage già utilizzato centinaia di volte e che, se da un lato è rodato, dall’altro rischia di dare l’idea del già visto.

Ma la cura maniacale di Murphy e Falchuck per ogni singolo dettaglio è nota. Infatti le ricostruzioni, i costumi, le orribili acconciature e perfino lo stile registico sono magistrali e sembrano davvero arrivare dagli anni 80. Tutto il peggio che pensate di poter trovare, lo trovate: le lezioni di aerobica con il mito di Santa Jane Fonda, gli scaldamuscoli, i calzettoni da nerd, i capelli alla Ivana Spagna di ‘Easy lady’, il boom degli steroidi anabolizzanti, le Olimpiadi di Los Angeles, il processo a Larry Flynt, perfino lo sprovveduto che dice ‘Torno subito’ e, ovviamente, non torna. A differenza di ‘Stranger Things’, qui le citazioni sono volutamente pacchiane e ridicole, ma l’orrore c’è e arriva quando esattamente te lo aspetti. Eppure funziona.

Come sempre, zeppo di volti noti il cast: da Emma Roberts e Billie Lourd (le Chanel di ‘Scream Queens’), a Matthew Morrison (il prof. Schuester di ‘Glee’) allo sciatore Gus Kenworthy, al centro di qualche stupida  polemica per via del fatto che, nonostante la sua dichiarata omosessualità, qui si trovi a interpretare un macho etero tutto muscoli e steroidi. Per la prima volta, manca una delle colonne storiche di ‘American Horror Story’, Evan Peters. Mentre l’altro punto fisso, Sarah Paulson, avrà un ruolo minore rispetto al solito.

Resta da vedere come verrà sviluppata la storyline. Il problema di ‘American Horror Story’, fondamentalmente, è uno solo: la scarsa continuità della trama. Lo schema generico è: partenza bomba, cincischiamento di 3 o 4 puntate e carneficina finale, per chiudere baracca e burattini.

Mi rendo conto che, dopo 8 stagioni, sia sempre più difficile trovare il soggetto giusto e una storia accattivante e che non ci possa essere sempre una Jessica Lange a trascinarsi un cast lasciato spesso e volentieri a briglie allentate (e questo non è sempre un bene). Ma certe stagioni, sembravano quasi un accanimento terapeutico.

Ogni anno, io prego che Murphy e Falchuck abbiano ritrovato le scintille di un tempo e tornino a stupirmi come tanti anni fa.

Mi rifiuto di pensare che due geni della loro portata, si siano rifugiati negli anni 80 per coprire la mancanza di idee, e abbiano in serbo una stagione memorabile!

C’è solo da aspettare e sperare… Intanto, ecco il trailer.

Sciaouz!

Tracio

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