Il Punto Seriale – American Horror Story Cult

American Horror Story Cult - IL Punto H
Ormai è quasi una tradizione: torna l’autunno, torna American Horror Story e torna Il Punto Seriale.

Dopo una zuccherosa estate tutta baci, sorrisi, selfie e fenicotteri rosa, ci voleva un po’ di terrore. E, puntualissimi, Brad Falchuck e Ryan Murphy ci scaricano addosso una valanga di sangue, grida disperate e orrore.
L’aspetto più inquietante della settima stagione di American Horror Story, intitolata Cult, è che parte da un fatto di cronaca recente e, per certi versi, già parecchio agghiacciante di suo: l’elezione a Presidente degli U.S.A. di Donald Trump.

E’ la sera dell’ 8 novembre 2016, tutto il mondo è con il fiato sospeso, in attesa dell’agognato verdetto elettorale. Ally e sua moglie Ivy sono tra questi e, al momento dell’annuncio del vincitore, la prima cade nella più profonda disperazione: teme per il futuro suo, della sua famiglia e del figlio Ozzie. Riaffiorano vecchi traumi e fobie mai sopite che gettano la donna in una spirale di follia, popolata da attacchi di panico e clown assassini. E proprio questi ultimi sono la passione del figlioletto della donna. Soprattutto uno: il terribile serial killer Wisty, già apparso in Freak Show.

Parallelamente, vediamo lo squilibrato Kai gioire per l’elezione del nuovo Presidente e farsi beffe della sorella Winter, clintoniana convinta. La ragazza, in seguito, si fa assumere come babysitter del piccolo Oz, ed è quindi chiaro come tutti i personaggi saranno legati nelle prossime puntate.

Come sempre, il livello tecnico è altissimo: splendida fotografia, scene di terrore davvero efficaci e vertiginoso livello attoriale.

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Sarah Paulson è ormai granitica colonna dei prodotti Murphy / Falchuck. E, anche in questo caso, non smentisce il suo sconfinato talento nell’interpretare una donna paranoica sull’orlo della follia più cupa.

Altro volto storico di AHS, Evan Peters interpreta lo psicopatico Kai: occhi stralunati e lunghi capelli blu elettrico che ne accentuano la follia.

Da segnalare la new entry Billie Lourd (figlia della compianta Carrie Fisher e interprete della stralunata Chanel #3 in Scream Queens) nei panni dell’ambigua babysitter Winter. E il biondissimo Colton Haynes (Teen Wolf, Arrow) qui nelle vesti di un detective che, scommetto, avrà molti grattacapi in futuro. La caratterista Leslie Grossman (Le cose che amo di te , Grey’s Anatomy) è invece la stralunata e misteriosa vicina di casa delle protagoniste, Meadow Wilton.

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Quello che mi lascia perplesso è la pesante impronta americana che ha questa serie: dall’elezione del Presidente ai clown assassini, è molto marcata una storyline fortemente legata alla cultura statunitense. Il rischio è che la stessa non abbia uguale appeal per il resto del mondo.

Nemmeno troppo velata è la vena polemica che pervade queste prime due puntate: ovvero l’accostamento di Donald Trump alla figura di un pagliaccio che tradisce la sua natura in nome della più semplice follia.

Insomma, dopo il grande passo falso di Hotel e la rinascita con Roanoke, le aspettative per questa nuova serie erano tornate a essere alte. Ora come ora è presto per poter dare un giudizio: di solito Paulson e soci ci avevano abituati a partenze con il botto, questa volta sembra se la vogliano prendere un po’ più comoda. Le premesse per una grande stagione ci sono tutte. Non resta che aspettare e vedere che succederà.

Intanto ecco il trailer.

Sciaouz!

Tracio

2 thoughts on “Il Punto Seriale – American Horror Story Cult

  1. Vedo che non sono l’unico a pensare che la forte impronta americana di questa nuova stagione possa rappresentare un elemento di dubbio nell’accettazione da parte del pubblico di altre nazioni. Dall’inizio però promette bene…bella la tua analisi! lo fate sempre un post dopo la puntata?

    1. Grazie! No, in genere ogni volta recensisco un telefilm differente, spesso e volentieri nuovissimo. In questo modo cerchiamo di far conoscere serie sempre nuove e meritevoli. Ma American Horror Story è ormai una tradizione!

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