IL PUNTO SERIALE – AMERICAN HORROR STORY HOTEL

 

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Cinque stagioni, 57 puntate all’attivo, una sesta stagione rinnovata, un su e giù d’ascolti e una bella manciata di premi/nominations; se ci metti pure un piccolo diamante grezzo alla regia (Ryan Murphy per i meno seriali compulsivi), ecco sfornato uno dei titoli più in voga degli ultimi anni: AMERICAN HORROR STORY.
La stagione aperta un mesetto fa è già a quasi metà del suo percorso, ma vediamo di affrontare punto per punto il suo sviluppo, la sua trama e le sue punte di diamante brillanti in cima e incrostate alla radice:

Lo sfondo di quest’anno e l’inconsueto scenario horror di un Hotel (Shining-Psycho-Hostel giusto per citare tre titoli sconosciuti); niente male tutto sommato, l’imponenza di alte mura ricche di stanze dove può avvenire di tutto, frequentate da gente variegata ognuna con un proprio background è già un’ottima base. L’inizio è parso promettente e devo dirla tutta, attendevo in pratica solo l’arrivo di Lady Gaga: tuttavia ammetto che l’esordio è stato troppo caricato e conseguentemente confusionario, non riuscivo a pensare ad altro se non “QUANDO PASSA QUEST’ORA?”
Già, perché spiegare la trama è abbastanza complicato: praticamente un poliziotto ha smarrito un figlio che si scoprirà poi essere stato rapito da una contessa vampira (fa così 2008) che vive in un hotel dove i morti viventi condividono le stanze con il proprietario serial killer ex marito di quest’ultima mentre uno squilibrato uccide gente random inseguendo onanistiche reinterpretazioni pittoresche dei dieci comandamenti biblici che al mercato per tre soldi mio padre comprò.
Tutto chiaro insomma.
Per fortuna col passare delle puntate tutto inizia a prendere forma (forse se lo scrivo nero su bianco inizierò a crederci pure io).
Evitando dunque di soffermarci particolarmente sulla trama anche perché il rischio spoiler è alto e non vorrei finire a camminare in Corso Buenos Aires nudo e con un seguito di stronzi che mi urla SHAME con una campanella, vorrei proseguire con l’analisi dei protagonisti:
La presenza di un cast solido e professionale è già una grandissima rassicurazione, questo credo sia uno dei capisaldi della stagione anche se il continuo utilizzo degli stessi attori in ambiti diversi può portare ad un leggero senso di frustrazione. Un colpo d’occhio fortissimo tra tutti è senza dubbio la bravissima Sarah Paulson, impeccabile e multiforme come sempre; ed è proprio qui che inserisco la piccola parentesi GAGA.
Lei sembra essere il punto focale della stagione, tutto ruota attorno a lei e questo può essere un grande tallone d’Achille; ricordiamoci che è in pratica la sua prima vera esperienza prolungata in ambito recitativo e la serie è di per sé complessa sotto ogni punto di vista: o ti adatti o la rendi orrenda. Con tutta sincerità trovo lady Germanotta non eccelsa, ma ben omologata al resto, riesce a non stridere con l’esperienza e la verve di altri attori più competenti senza sembrare fuori luogo e dunque rende gradevole la sua visione; se poi vogliamo aggiungere un corredo stilistico STRAORDINARIO e altrettanto glamour legato inesorabilmente a lei, direi che passa la prova con plausi – tra tutte la scena del “battesimo di Liz” con Bette Davis eyes di Kim Karnes in sottofondo –

Tuttavia sembra che questo non basti: la bravura non può contrastare da sola la dispersione: una frittata fatta da troppi ingredienti; non sai mai dove concentrarti e finisci per perdere il filo. Come se molte cose fossero gettate senza criterio e la stagione stessa ne risente: ha perso la bussola e non sa più da che parte andare e a niente servono le comparse più o meno famose (Naomi Campbell e Darren Criss mi leggete?).
INSOMMA DATECI JESSICA LANGE E NON SE NE PARLI PIU’.
E’ pure vero che manca ancora un altro mesetto alla season finale e spero riesca a prendere finalmente la giusta direzione.
In conclusione, se non avete ancora iniziato a vederla dovete farlo? ASSOLUTAMENTE SI’. Vale sempre la pena dare un giudizio con i propri occhi e chissà se magari non riusciate poi a togliermi qualche dubbio che ancora mi attanaglia!

2 thoughts on “IL PUNTO SERIALE – AMERICAN HORROR STORY HOTEL

  1. Totalmente d’accordo con te. La noia fotonica. L’ultima puntata leggermente meglio, ma siamo sempre nel torpore generale..

    1. Speriamo solo che le puntate a venire prendano la stessa piega di quest’ultima!

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